Trattamento dell’Osteoma Osteoide con termoablazione

Autore: Dott. Ugo Albisinni
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Editor: Top Doctors®

L’Osteoma Osteoide è una lesione ossea benigna che colpisce in particolare i pazienti in giovane età. I pazienti lamentano un forte dolore prevalentemente notturno e, in alcuni casi, anche una riduzione della mobilità articolare. Il Dott. Ugo Albisinni, esperto in Radiologia Interventistica a Bologna, ci spiega in cosa consiste la termoablazione dell’Osteoma Osteoide, che esegue utilizzando la radiofrequenza continua. Da giugno 2001, il Dott. Albisinni ha effettuato più di mille termoablazioni

 

 

1) Cos’è l’Osteoma Osteoide?

L’Osteoma Osteoide è in tumore Osteoblastico benigno. È composto da un nucleo centrale di tessuto connettivo altamente vascolarizzato e innervato, con un diametro che generalmente varia da pochi millimetri a 1,5 cm. Contiene una quantità variabile di cellule osteoblastiche e alla periferia presenta un addensamento osseo di spessore mutevole.

Rappresenta il 10% delle lesioni ossee benigne. Nel 70% dei casi si origina nelle ossa lunghe, come femore e tibia, soprattutto in prossimità delle metafisi, ma può colpire anche le vertebre, le ossa delle mani, dei piedi e più raramente quelle del gomito.

Si manifesta solitamente tra i 7 e i 25 anni, ma esistono anche casi di pazienti più anziani. Colpisce maggiormente il sesso maschile.

 

2) Quali sono i sintomi dell’Osteoma Osteoide?

L’Osteoma Osteoide causa un dolore acuto che si manifesta soprattutto la notte e che scompare dopo circa 20-30 minuti dall’assunzione di un farmaco antinfiammatorio non steroideo, ad esempio l’aspirina. Possono essere presenti gonfiore ed ipersensibilità dei tessuti molli adiacenti.

Altre eventuali manifestazioni sintomatiche possono variare in base alla posizione dell’Osteoma Osteoide. Quando è intra-articolare (localizzato sulla superficie dei capi articolari), il paziente lamenta dolore con limitazione dei movimenti e versamento articolare. Le localizzazioni intracapsulari spesso determinano una forte reazione infiammatoria simile a quelle dell’artropatia erosiva, dell’artropatia da cristalli e dell’artrite settica.

 

3) Come si diagnostica l’Osteoma Osteoide?

A volte l’Osteoma Osteoide può essere di difficile diagnosi e può essere confuso con altre patologie. Il Medico ed il Chirurgo Ortopedico dovrebbero tenere in considerazione la diagnosi di Osteoma Osteoide nei pazienti giovani che presentano dolore prevalentemente notturno e/o una diminuzione della mobilità articolare.

L’iter diagnostico prevede un esame radiografico e successivamente una Tomografia Computerizzata (TC), molto sensibile ed efficace per identificare un Osteoma Osteoide e valutarne con precisione la posizione. Qualora l’esame radiografico iniziale risulti negativo, permanendo la sintomatologia ben localizzabile in una zona anatomica, è utile eseguire una Risonanza magnetica (RM), esame più panoramico e molto sensibile nell’evidenziare l’edema dell’osso spongioso che quasi sempre è presente. Qualora anche la RM dovesse risultare negativa, dopo una rivalutazione clinica, può essere utile eseguire una scintigrafia scheletrica total body con tecnezio 99m, esame utilizzato di routine prima della diffusione della RM e della TC, poco specifico ma molto panoramico e sensibile perché in grado di evidenziare l’aumento dell’attività metabolica che quasi sempre accompagna la presenza dell’Osteoma Osteoide.

 

4) La termoablazione come trattamento dell’Osteoma Osteoide

Agli inizi degli anni ’90 la termoablazione con radiofrequenza continua è stata proposta come trattamento dell’Osteoma Osteoide alternativo alla chirurgia. Le procedure di termoablazione eseguite negli anni successivi ne hanno dimostrato l’efficacia e la superiorità rispetto alla tradizionale chirurgia, nei confronti della quale consentono anche un’evidente riduzione dell’invasività e la pressoché immediata ripresa delle usuali attività.  Negli ultimi anni, quindi, il trattamento chirurgico dell’Osteoma Osteoide è stato progressivamente rimpiazzato da procedure percutanee TC-guidate: una procedura meno invasiva è sempre preferibile, in particolare quado l’Osteoma Osteoide è intracapsulare.

La termoablazione è una procedura di Radiologia Interventistica TC-guidata; l’utilizzo della TC è indispensabile per pianificare la via di accesso, il percorso dell’ago, la lunghezza della punta attiva dell’agocannula da usare per eseguire il trattamento.

Attraverso un ago bioptico di piccole dimensioni (calibro di circa 1,5mm), dopo aver eseguito il prelievo bioptico, si introduce l’agocannula con la punta attiva nella lesione, nella quale si posiziona l'agoelettrodo Si eroga, quindi, gradualmente la radiofrequenza. La temperatura necessaria (85-90°C) viene raggiunta progressivamente per evitare la carbonizzazione dei tessuti. Quando la lesione è molto superficiale, per evitare ustioni a livello cutaneo e sub-cutaneo, si pone sulla cute del ghiaccio in prossimità della sonda.

Quando l’Osteoma Osteoide è intracapsulare, per accelerare la guarigione dalla reazione sinoviale e migliorare le funzionalità articolare, a fine procedura si somministra attraverso lo stesso ago un farmaco steroideo a lento rilascio.  Si rimuove, poi, l’ago e la minuscola ferita (foro cutaneo di circa 1 mm) viene disinfettata e chiusa con piccoli cerotti. Al paziente, tramite un elastomero, vengono somministrati dei farmaci per le 12 ore seguenti il trattamento, al fine di controllare la sintomatologia dolorosa.

La procedura, comprensiva dell’anestesia generale o periferica, dura mediamente 90 minuti.

 

5) Che risultati si possono ottenere dalla termoablazione?

Generalmente i pazienti riferiscono di non provare più il dolore tipico dell’Osteoma Osteoide già dopo 12-24 ore dopo il trattamento. Il dolore, minimo, che si prova nei giorni successivi è dovuto alla procedura stessa. Nella quasi totalità dei casi la lesione non si ripresenta in futuro e le limitazioni articolari, quando presenti, scompaiono pressoché completamente.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Ugo Albisinni
Radiologia

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