Trattamento endovascolare degli aneurismi dell’aorta addominale e toracica
Il trattamento endovascolare rappresenta oggi in Italia un approccio consolidato per gestire gli aneurismi dell’aorta, sia addominale (AAA) sia toracica (TAA), in particolare nei pazienti con comorbidità o anatomia sfavorevole alla chirurgia a cielo aperto. Ce ne parla il Dott. Fabrizio Minelli, Chirurgo Vascolare a Roma
Anatomia e selezione del paziente
La decisione tra EVAR (per AAA) e TEVAR (per TAA) si basa su esame angiografico TAC o RM con mezzo di contrasto, necessario per valutare lunghezza dei colli dell’aneurisma, diametri, accessibilità delle arterie femorali e coinvolgimento dei rami viscerali.
In Italia le linee guida SICVE ed ESVS indicano come soglia per l’intervento elettivo un diametro ≥ 5,5 cm per gli aneurismi addominali o una crescita superiore a 1 cm/anno; per l’aorta toracica si interviene anche se il diametro supera 6 cm o cresce rapidamente, soprattutto se sintomatico.
Tecniche endovascolari evolute
- EVAR tradizionale utilizza stent‑graft biforcati inseriti per via femorale; efficace su AAA infrarenali con colli sani.
- TEVAR si applica su aneurismi dell’aorta toracica, anche dissezione tipo B, con posizionamento di protesi endovascolare per parziale esclusione del tratto aneurismatico.
- FB‑EVAR (fenestrated/branched EVAR) è una tecnologia moderna per aneurismi toraco‑addominali complessi, impiegando stent personalizzati o off‑the‑shelf che preservano perfusione viscerale attraverso branch fenestrate.
Vantaggi e limitazioni
Queste tecniche minimamente invasive offrono:
- Riduzione del tempo di degenza e del recupero rispetto alla chirurgia open.
- Ridotto rischio perioperatorio nei pazienti anziani o con patologie associate.
Tuttavia, alcune limitazioni persistono:
- Endoleak (fuoriuscita di flusso attorno alla protesi) e migrazione del dispositivo richiedono sorveglianza dedicata.
- Anatomia vascolare sfavorevole, come arterie troppo tortuose o colli corti, può precludere l’intervento o aumentare il rischio di complicanze.
Follow‑up e sorveglianza
In Italia il follow‑up con angio‑TAC annuale è raccomandato per monitorare eventuali endoleak, migrazione o crescita residua dell’aneurisma. Per AAA piccoli o in pazienti in sorveglianza attiva, è indicata ecografia ogni 6‑12 mesi con controllo dei fattori di rischio cardiovascolare.
Evoluzione e prospettive future in Italia
Nei centri vascolari italiani si stanno sperimentando soluzioni giunte alla maturità in enti internazionali:
- Stent fenestrati e ramificati “off‑the‑shelf” in sperimentazione clinica per TAAA complessi.
- Personalizzazione attraverso imaging 3D e simulazioni computerizzate per migliorare il posizionamento protesico e prevedere il comportamento dell’endoprotesi in paziente specifico.
In futuro l’uso della stampa 3D per modelli anatomici personalizzati, insieme a tecniche robotiche e strumenti endovascolari di ultima generazione, potrà migliorare ulteriormente la precisione degli interventi e l’accesso a pazienti ritenuti non operabili fino a pochi anni fa.
Conclusioni
Il trattamento endovascolare rappresenta in Italia una modalità sicura, efficace e in costante evoluzione per AAA e TAA, grazie alla sempre maggiore disponibilità di tecniche avanzate come EVAR, TEVAR e FB‑EVAR.
La scelta della metodica richiede un’attenta valutazione anatomica, clinica e di rischio, mentre il follow‑up regolare con TAC o ecografia è essenziale per mantenere l’efficacia a lungo termine. Le prospettive tecnologiche indicano un futuro incentrato sulla personalizzazione del trattamento e l’espansione dei pazienti candidabili a procedure meno invasive.

