Trattamento mininvasivo dell'arco aortico: l'approccio endovascolare

Negli ultimi anni il trattamento endovascolare dell'arco aortico si è affermato come un'alternativa mininvasiva rispetto alla chirurgia tradizionale. Questa tecnica si rivolge a pazienti affetti da patologie complesse dell’aorta, come aneurismi o dissezioni, offrendo soluzioni più sicure soprattutto per soggetti fragili o anziani. Ne parliamo con il Prof. Eugenio Neri, specialista in Cardiochirurgia che da anni lavora nell’ambito della patologia aortica.
Che cos’è il trattamento endovascolare dell’arco aortico?
Il trattamento endovascolare consiste nell'inserimento di una protesi a livello dell’arco aortico attraverso accessi periferici, solitamente a livello femorale, ascellare o anche carotideo. La protesi, nota anche come endoprotesi, consente di escludere l'area patologica, ripristinando il corretto flusso sanguigno senza dover aprire il torace con tecniche tradizionali.
Quando si considera il trattamento endovascolare?
Le principali indicazioni includono:
- Aneurisma dell’arco aortico
- Dissezione aortica cronica o complicata
- Traumi dell’arco aortico
- Patologie degenerative
Il trattamento è particolarmente indicato in pazienti ad alto rischio operatorio, che non potrebbero tollerare un intervento a cuore aperto.
Come si svolge l’intervento?
La procedura avviene in anestesia generale o loco-regionale e prevede:
- Accesso arterioso tramite piccole incisioni.
- Navigazione endovascolare fino all’arco aortico sotto guida radiologica.
- Rilascio controllato dell’endoprotesi nella posizione desiderata.
- Eventuale rivascolarizzazione dei tronchi sovra-aortici, per mantenere l'afflusso sanguigno a cervello e arti superiori.
Negli ultimi anni sono stati sviluppati dispositivi sempre più sofisticati, come le protesi fenestrate o le protesi branched (con piccole branche destinate a rivascolarizzare i vasi maggiori che originano nel tratto aneurismatico), che permettono di adattarsi alle complesse anatomie dell’arco aortico.
Quali sono i vantaggi?
Rispetto alla chirurgia tradizionale, i principali benefici sono:
- Minore invasività
- Ridotto rischio di complicanze neurologiche
- Recupero più rapido
- Minori tempi di degenza ospedaliera
Tuttavia, il successo del trattamento dipende dalla corretta selezione dei pazienti e dalla disponibilità di tecnologie avanzate.
Esistono rischi?
Come ogni procedura medica, anche il trattamento endovascolare comporta dei rischi, tra cui:
- Ematomi o sanguinamenti nei siti di accesso
- Migrazione della protesi
- Endoleak (perdita di sangue attorno alla protesi)
- Possibili complicanze neurologiche
Per questo motivo è fondamentale affidarsi a centri specializzati, dotati di équipe multidisciplinari esperte in cardiochirurgia, cardiologia interventistica e imaging avanzato.
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