Il trattamento ortopedico-chirurgico delle metastasi scheletriche
Nei pazienti affetti da tumori solidi, le metastasi ossee sono una condizione frequente che si verifica quando cellule tumorali si diffondono dall’organo di origine allo scheletro, andando a indebolire l’osso e provocando dolore, fratture o limitazioni funzionali. Una volta individuato il problema in che modo si può trattare? Ne parliamo con il Dott. Lorenzo Andreani, specialista in Ortopedia e Traumatologia, che ci illustra tutto ciò che c’è da sapere sul trattamento ortopedico-chirurgico delle metastasi scheletriche
Perché è importante curare le metastasi ossee?
La presenza di metastasi scheletriche può influire negativamente sulla qualità di vita, poiché possono causare:
- Dolore persistente, spesso difficile da controllare solo con farmaci.
- Fratture patologiche, ossia rotture dell’osso causate dalla fragilità indotta dalla malattia.
- Diminuzione della mobilità e dell’autonomia, con conseguente perdita di indipendenza.
- Compressioni nervose o spinali, nei casi in cui l’osso interessato sia la colonna vertebrale.
Un trattamento mirato permette non solo di alleviare i sintomi, ma anche di mantenere o recuperare una buona qualità di vita.
Quando è indicato l’intervento chirurgico?
La chirurgia non è sempre necessaria nei pazienti con metastasi ossee e la scelta terapeutica si basa su diversi fattori
- localizzazione e dimensioni della metastasi,
- rischio di frattura o frattura già avvenuta,
- stato generale di salute del paziente,
- aspettativa e qualità di vita attesa,
- tipo di tumore primitivo e risposta alle terapie oncologiche.
Gli obiettivi della chirurgia
Il trattamento ortopedico-chirurgico non ha lo scopo di guarire la malattia di base, ma di:
- stabilizzare l’osso fragile, prevenendo o trattando fratture,
- ridurre il dolore,
- ripristinare la funzione e l’autonomia,
- consentire al paziente di proseguire le terapie oncologiche sistemiche (chemioterapia, immunoterapia, radioterapia).
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Le tecniche chirurgiche più utilizzate
In base al tipo e alla sede della lesione, lo specialista ortopedico può proporre:
- Osteosintesi con placche, chiodi o viti, per rinforzare e stabilizzare l’osso indebolito.
- Protesi articolari o megaprotesi, nei casi di fratture complesse o interessamento di articolazioni (ad esempio anca o ginocchio).
- Vertebroplastica o cifoplastica, procedure mini-invasive per rinforzare le vertebre colpite.
- Decompressione e stabilizzazione vertebrale
- Resezione della metastasi e ricostruzione dell’osso, nei casi selezionati.
Un approccio multidisciplinare
Il trattamento delle metastasi ossee richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge oncologi, ortopedici, radioterapisti, infettivologi, fisiatri e fisioterapisti.
Il percorso terapeutico viene quindi personalizzato per ogni paziente, con l’obiettivo di offrire la miglior qualità di vita possibile.
Dopo l’intervento
Il recupero post-operatorio include solitamente fisioterapia e un adeguato controllo del dolore. La rapidità della riabilitazione è fondamentale per permettere al paziente di tornare presto alle attività quotidiane e proseguire le cure oncologiche.


