Trattare il glaucoma con il laser

Autore: Dott. Fabio D'Arrigo
Pubblicato:
Editor: Jennifer Verta

Il glaucoma è una patologia che deve essere diagnosticata e trattata precocemente per non causare danni permanenti alla vista. Grazie ai progressi della medicina è oggi possibile trattare questa patologia con diverse tecniche. In questo articolo il Dott. Fabio D’Arrigo, esperto in Oculistica a Messina, ci parla dell’impiego del laser.

Come viene trattato il glaucoma?

Il glaucoma è un disturbo silenzioso che spesso non provoca sintomi fino alla sua degenerazione, ma compromette pian piano la visione. Dal momento che i danni procurati dal glaucoma sono oggi ancora irreversibili, l’unica via percorribile per evitare ciò è la diagnosi precoce, che imposti una cura per bloccare l’avanzamento del disturbo. A questo scopo esistono varie tipologie di trattamento: farmacologico, para-chirurgico e chirurgico.

Trattamento laser         

Il laser viene impiegato nell’ambito del glaucoma per ampliare l’area di deflusso dell’umor acqueo nel bulbo di modo che non si accumuli ed innalzi la pressione oculare. Il laser agisce sostanzialmente producendo l’evaporazione della parte colpita o la sua incisione. Le due tipologie di laser più impiegate sono il laser Argon e il laser Yag o laser “freddo”. I due laser vengono definiti rispettivamente “laser caldo” e “laser freddo” per l’effetto che producono sull’area trattata. Il laser Argon è più indicato per un effetto cicatrizzante, mentre il laser Yag per creare incisioni.

La trabeculoplastica

Si tratta dell’impiego del laser Argon nei casi di glaucoma cronico ad angolo aperto con lo scopo di allargare la fessura che permette il deflusso dell’umor acqueo in eccesso dall’occhio. Si impiega nei casi in cui la terapia farmacologica non abbia avuto successo ed i tempi non siano maturi per ricorrere alla chirurgia. Sfortunatamente per molti soggetti non si tratta di una terapia definitiva, ma permette comunque una riduzione consistente della pressione oculare (circa il 70%) senza intervenire chirurgicamente.

L’iridotomia

Questa tecnica è solitamente riservata alle forme di glaucoma ad “angolo chiuso” e consiste nell’applicazione di un foro millimetrico nell’iride per collegare la camera anteriore e quella inferiore del bulbo, così che l’umor acqueo possa scorrere più facilmente senza dipendere dall’angolo di scarico naturale. È spesso impiegata per prevenire crisi acute di glaucoma ad angolo acuto, specialmente in pazienti che hanno già sofferto di attacchi in precedenza.

Le due procedure vengono eseguite in maniera analoga. Si utilizza un collirio anestetico ed un gel a scopo protettivo. In seguito si applica una lente a contatto particolare il cui scopo è quello di focalizzare il raggio laser per ottenere il miglior risultato. L’operazione non dura generalmente più di qualche minuto e lascia il paziente indolore, ma con un leggere effetto di abbagliamento che tende a scomparire rapidamente.

Dott. Fabio D'Arrigo
Oculistica

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