Il trauma e la vita che cambia: punti di vista e psicoterapia
La vita di tutti è un susseguirsi di momenti che possono risultare costruttivi, quieti oppure traumatici. Parlare di trauma equivale a concentrarsi sul tema del cambiamento, che di solito (quando si tratta di trauma) è repentino e inatteso. Gli eventi traumatici hanno una caratteristica fondamentale: segnano fortissimi cambiamenti interiori e, spesso, anche esterni. Se andiamo a unire il cambiamento al contenuto reale del trauma (ciò che effettivamente è accaduto) ci rendiamo conto di quanto sia importante che le persone traumatizzate intraprendano un percorso di psicoterapia.
Eventi traumatici e loro natura
Gli eventi traumatici possono essere tanti: il lutto (perdita di una persona, di un animale, di un ruolo, dello stato di salute, di un luogo, di una relazione), l’incidente, una scoperta sgradita, la constatazione che qualcosa non è come si è sempre pensato, una malattia, un aborto, un esame andato male… Si dice che esistano traumi fisici e traumi psichici, anche se la distinzione secondo me è sbagliata perché ogni accadimento psichico ha un corrispettivo fisico e viceversa. L’assunto della psicoterapia a indirizzo psicosomatico è che ogni volta che una persona sperimenta un disagio psichico esistano sintomi e segni fisici concomitanti che andrebbero notati, e ogni volta che si manifesta un disagio fisico anche la psiche si faccia sentire in qualche modo.
L’importanza dell’osservazione clinica
Da medico psicoterapeuta, quando ricevo pazienti con un grave trauma psichico acuisco moltissimo l’osservazione e l’anamnesi perché so che anche il corpo fisico di queste persone mi aiuterà a comprendere quali dettagli specifici siano preziosi per accompagnare nella Via della Cura. Inoltre, esistono tanti studi scientifici di buon rilievo che spiegano che un trauma psichico possa alterare la salute fisica e fare insorgere alcuni tipi di malattia.
Le conseguenze psicologiche e fisiche del trauma
Il trauma può suscitare smarrimento, senso di colpa, disperazione, sconforto, paura, ansia o addirittura panico. Anche la vita sessuale riceve un duro colpo: il comportamento erotico e il desiderio si modificano in modo temporaneo o, a volte, permanente. Dopo un trauma esiste quasi sempre un periodo in cui il disturbo post-traumatico da stress è quasi normale.
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L’unicità della cura psicoterapeutica
Trattare una persona con un trauma psichico richiede apertura, consapevolezza e una specializzazione in psicoterapia. Ogni approccio standardizzato può rivelarsi non solo sbagliato, ma anche controproducente. Se accettiamo l’assunto che ogni individuo sia unico e abbia modalità peculiari nella reazione agli eventi della vita, dobbiamo anche accettare che non si possa stabilire una modalità univoca di cura per i traumi. La dimostrazione è che il medesimo trauma non suscita mai identiche reazioni in persone diverse, e nemmeno nella stessa persona in tempi storici differenti.
Errori da evitare e centralità della persona
La psicoterapia per i pazienti con un trauma deve prendere in considerazione tutte le opzioni possibili, basandosi sulla percezione attenta dell’unicità delle persone. Come ho scritto nel libro “Parla come ami” (Mondadori), gli errori più grossi che si commettono con le persone traumatizzate nascono dalla volontà di prestare aiuto usando formule e tecniche che hanno funzionato per “altri”, generici altri che niente hanno a che fare con chi si ha di fronte. Le parole, i silenzi, le strategie suggerite per affrontare le emozioni devono essere mirate esattamente alla singola persona. Non significa che si debba abdicare alla propria formazione scientifica psicoterapeutica, ma esattamente l’opposto: è necessaria la sublimazione delle tecniche note, in una sorta di filtro costituito dall’empatia vera e da un sentire del cuore e della mente in sintonia.
Il ruolo dell’ascolto e della creatività
La psicoterapia per il trauma ovviamente usa molto l’ascolto e la condivisione delle parole, ma anche la ricerca di una dimensione senza tempo che è la vera realtà curativa. È fondamentale sapere quando smettere di ripetere verbalmente gli accadimenti: ogni ripetizione verbale è una riattivazione del trauma e attualizza le emozioni negative; quindi, la psicoterapia deve mantenere un rigoroso contenimento. Si affiancano stimoli creativi e il ricorso ai talenti spontanei dei pazienti: inizialmente il trauma inibirà la disponibilità a rivolgersi a questi talenti, ma una relazione psicoterapeutica continuativa e regolare sosterrà i pazienti nella loro scoperta delle immense potenzialità nascoste lì. L’accettazione dell’inaccettabile richiede risorse speciali che non sono mai del tutto razionali.


