Traumatologia ortopedica: un campo medico in continua evoluzione

Autore: Dott. Mauro Anzini
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Jennifer Verta

Il Dott. Mauro Anzini, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, ci parla di tutte le novità in campo ortopedico che migliorano costantemente la qualità di vita dei pazienti soggetti ad infortuni.

Di cosa si occupa la traumatologia ortopedica?

La traumatologia ortopedica, intesa come cura delle fratture, distorsioni e lussazioni è una branca dell'ortopedia in continua evoluzione.
Due sono i fattori principali che spingono verso un miglioramento del trattamento delle fratture:

  1. L'aumento dei traumi
  2. La ricerca tecnico-scientifica

I traumi aumentano per l'aumento degli incidenti stradali, per l'invecchiamento della popolazione e per la diffusione di pratiche sportive anche in età avanzata. Tutto ciò spinge la ricerca e l'industria a trovare risposte. Ugualmente da parte dei pazienti c'è una sempre maggiore volontà di recuperare bene e presto, dopo una frattura, per riprendere le proprie attività quotidiane, soprattutto lavorative e sportive.

Quali tecniche vengono usate?

Le novità più importanti in questo campo riguardano i materiali e le tecniche chirurgiche. Nel campo dei materiali (placche, viti, chiodi, fissatori esterni) che si utilizzano per "bloccare" una frattura dopo averla "ricomposta", attualmente abbiamo a disposizione, per esempio, delle placche dette “anatomiche”, che si possono adattare a tutte le ossa, contornandole in modo da aiutarci nella riduzione (ricomposizione della frattura per ottenere la forma originale dell'osso) e viti sempre più sofisticate in grado di avere più tenuta nell'osso, anche se fragile, ossia in presenza di osteoporosi.

Quali materiali vengono utilizzati?

Oltre alle leghe metalliche, anche qui migliorate in qualità si possono usare anche materiali compositi in fibre di carbonio meccanicamente più simili al l'osso. Il nichel invece, poiché potenzialmente allergizzante, non viene più utilizzato.
Più recenti sono invece i materiali "sostituti dell'osso" che ci aiutano a riempire le porzioni di osso mancante ed i "fattori di crescita" che invece stimolano la formazione dello stesso.

Ridurre l’impatto sui tessuti

Anche le tecniche chirurgiche in traumatologia sono migliorate sulla spinta della mininvasività e del minor danno tessutale. Attualmente gli strumentari che ci guidano nel posizionare un chiodo o una placca, la possibilità in alcune fratture di ridurre al minimo le incisioni chirurgiche e l'impatto sui tessuti profondi ci stanno portando ad un miglioramento dei risultati. Il traumatologo ha quindi attualmente una serie di strumenti a disposizione per trattare precocemente ed efficacemente un gran numero di fratture e la ricerca ci consentirà in futuro di migliorare ulteriormente i nostri risultati con bio materiali, cellule staminali, l'utilizzo di computer e robot.

 

Dott. Mauro Anzini
Ortopedia e Traumatologia

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