Riconoscere e curare il tumore alla prostata

Autore: Dott. Rolando Maria D'Angelillo
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il tumore alla prostata è uno dei più comuni per incidenza: quali sono le cause, come si riconosce e come si cura? Lo spiega il Dott. Rolando Maria d’Angelillo, esperto in Radioterapia a Roma

Che cos’è il tumore alla prostata?

Il tumore alla prostata rappresenta in Italia il primo tumore per incidenza (19% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo) con 34.400 nuovi casi diagnosticati nel 2016 e una mortalità del 8% per oltre 7000 decessi nel 2016.

Da cosa è causato? 

La causa del tumore della prostata non riconosce un solo fattore, come il fumo per i tumori del polmone, ma è generalmente attribuita a molteplici fattori sia soggettivi (familiarità) che ambientali (dieta ipercalorica o con eccessivo apporto di grassi, cancerogeni ambientali, comportamento sessuale, infiammazione cronica). Ad oggi però non ci sono solide basi scientifiche per cambiare stile di vita o di alimentazione al fine di ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

Come si riconosce? 

Con l’età gli uomini sviluppano disturbi nel numero di volte in cui vanno in bagno per urinare oppure notano una riduzione nell’intensità del flusso. Questi disturbi sono generalmente attribuiti ad una condizione benigna detta ipertrofia prostatica e non sono sinonimo di tumore. Il tumore, infatti, insorge generalmente dalla parte periferica della prostata non dando sintomi. Per questo motivo molte persone eseguono un esame del PSA. C’è però da dire che il PSA può aumentare per condizioni benigne, e non tutti i tumori esprimono elevati livelli di PSA, quindi bisogna affidarsi ad uno specialista che possa orientare la singola persona sull’esecuzione del PSA e di un esame clinico. Il momento migliore, su base volontaristica, è sicuramente dopo i 50 anni per chi ha familiarità o altri fattori di rischio, o dopo i 60 per tutti gli altri.

È possibile curarlo? 

Il tumore prostatico è una malattia generalmente trattabile e curabile. Ci sono casi in cui, addirittura, non serve fare alcuna cura ma soli specifici controlli nel tempo (questo trattamento si chiama sorveglianza attiva). Nel caso di malattia confinata alla prostata le due cure principali sono la chirurgia e la radioterapia. Ad oggi i risultati di entrambe le cure sono sovrapponibili, mentre esse differiscono per modalità di esecuzione ed effetti collaterali. Quindi è auspicabile che chiunque affronti un percorso di cura possa usufruire di un consulto multi-disciplinare (più specialisti che insieme propongono il miglior trattamento per la singola persona) o che comunque il paziente possa interfacciarsi con un urologo ed un radioterapista oncologo per poter discutere e scegliere la cura non solo in base agli effetti positivi ma anche ai possibili effetti collaterali.

 

Dott. Rolando Maria D'Angelillo
Radioterapia

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