Tumore alla prostata: diagnosi, prevenzione e trattamento

Autore: Prof. Vincenzo Tombolini
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Editor: Marta Buonomano

Il cancro alla prostata è una patologia rara al di sotto dei 40 anni, ma la sua incidenza cresce esponenzialmente con l'avanzare dell'età. Il Prof. Vincenzo Tombolini, esperto in Radioterapia a Roma, ci parla del trattamento e della prevenzione di questo tumore

Cos’è il tumore alla prostata?

La prostata è un organo dell'apparto genitale maschile, morfologicamente simile ad una castagna, situato dietro la sinfisi pubica fra vescica e retto, delle dimensioni medie di circa 4 x 3 x 2 cm e del peso fra 10 e 20gr. Al suo interno decorre l'uretra prostatica. La sua funzione principale è quella di produrre il 20-30% del liquido seminale, il restante del quale è prodotto dalle vescicole seminali, fornendo nel contempo le sostanze fondamentali per la sopravvivenza e la qualità degli spermatozoi. Il tumore più frequente della prostata, l'adenocarcinoma, insorge proprio dalle ghiandole prostatiche, a causa di una trasformazione maligna delle stesse e di una loro crescita incontrollata.

Quali sono i principali fattori di rischio per il tumore alla prostata?

Il tumore alla prostata è raro al di sotto dei 40 anni ma dopo i 50 anni la sua incidenza sale rapidamente e nel 60% circa dei casi compare dopo i 65. Sono stati identificati numerosi fattori rischio del cancro della prostata, ma questo non significa che in presenza di uno o più fattori di rischio si debba avere inevitabilmente il tumore. Nella popolazione nera del Nord America il cancro è più frequente, così come sono più colpite le aree del Nord America, dell'Ovest dell'Europa, dell'Australia e delle Isole Caraibiche. In Asia, Africa, Centro e Sud America il cancro è meno frequente. Le ragioni di queste differenze etniche e geografiche non sono note. Il cancro della prostata sembra essere più frequente in alcune famiglie: avere un fratello o un padre con cancro della prostata raddoppia il rischio di sviluppare la malattia ed il rischio più alto si ha se è il fratello ad aver contratto la malattia, specie in età giovanile: questo suggerisce un fattore genetico ereditario. Alcune alterazioni genetiche sembrano aumentare il rischio come per esempio la mutazione BRCA 1 e 2 e la sindrome di Lynch. Fattori di rischio meno chiari sono la dieta, l'obesità, il fumo, l'esposizione alle sostanze chimiche, l'infiammazione della prostata, le infezioni trasmesse sessualmente e la vasectomia. Gli studi che correlano la prostatite (infiammazione della prostata) con il cancro della prostata sono discordanti e l'argomento è per ora un'area di ricerca: l'unico dato certo è che nelle biopsie che contengono il cancro è frequente vedere aree di infiammazione. Possiamo quindi concludere che non esistono cause chiare e certe di un tumore prostatico.

Sintomi e cause del tumore alla prostata

Nella gran parte dei casi di un tumore iniziale non ci sono sintomi di allarme. I sintomi inoltre sono diversi da un caso all'altro e spesso sono dovuti anche ad altre cause. Vista la vicinanza della ghiandola prostatica alla vescica e all'uretra, il cancro della prostata può essere accompagnato da una serie di sintomi urinari. Un tumore grande situato in prossimità dell'uretra può premere e restringere l'uretra stessa, riducendo il flusso dell'urina. I sintomi del cancro per lo più influiscono sulla minzione e sono: bruciore o dolore durante la minzione, urgenza alla minzione e talora incontinenza con perdita del controllo delle urine, difficoltà ad urinare o problemi di inizio e arresto dell'urina, alzarsi spesso la notte per urinare, diminuzione del flusso urinario, sangue nelle urine. Meno frequenti sono disturbi della funzione sessuale, quali sangue nello sperma, difficoltà all'erezione e dolore all’eiaculazione. La gran parte di questi sintomi possono essere dovuti anche a infiammazioni o ingrandimento (ipertrofia e tumori benigni-adenomi) della prostata e pertanto non può essere fatta una diagnosi differenziale, sulla base dei soli sintomi, fra cancro e altre patologie della prostata.

Tumore alla prostata: diagnosi e trattamento

La diagnosi di cancro della prostata va fatta con una biopsia ecoguidata: sulla base dell'esame istologico verrà definito, oltre al referto istologico, anche il Gleason Score (indice di aggressività della malattia). I pazienti vengono quindi classificati in classi di rischio da basso, intermedio ad alto. Per questa classificazione del rischio sono necessari anche il valore del PSA e la stadiazione clinica effettuata con una Risonanza Magnetica multiparametrica dell'addome, della pelvi e della prostata. In casi selezionati è anche indicata una scintigrafia ossea. La scelta terapeutica è personalizzata e basata sulle classi di rischio di appartenenza. Le principali opzioni terapeutiche sono: 

  • Attesa vigile o sorveglianza attiva
  • Chirurgia
  • Radioterapia
  • Terapia ormonale
  • Chemioterapia

Trattamenti mirati alle metastasi ossee; terapie non ancora pienamente validate sono la terapia con vaccini e le terapie focali, limitate solo alle lesioni visibili alla RM multiparametrica, quali Crioterapia (Cryosurgery) e ultrasuoni focalizzati (HI-FU). Generalmente si sceglie una sola terapia. È importante che il paziente discuta con gli specialisti l'opzione terapeutica. I dati della letteratura scientifica dicono che per la maggior parte dei casi localizzati, a basso e medio rischio, o localmente avanzati, la possibilità di "cura" è uguale con la radioterapia o con la chirurgia, ma l'opzione chirurgica viene scartata dopo i 70 anni. In altre parole se ci fosse un trattamento con una migliore probabilità di cura, ogni linea guida nazionale e internazionale lo consiglierebbe e non prescriverebbe mai delle alternative. La principale differenza tra chirurgia e radioterapia riguarda la qualità della vita e gli effetti collaterali: ogni paziente ha priorità diverse sugli aspetti della qualità della vita che considera più importanti. 

Tumore alla prostata e radioterapia

La radioterapia utilizza raggi di alta energia per distruggere le cellule tumorali e viene effettuata da un radioterapista oncologo. Esistono due principali metodiche di radioterapia: la radioterapia a fasci esterni e la brachiterapia.

  • La Radioterapia a fasci esterni, la più comune forma di trattamento, utilizza una macchina situata al di fuori del corpo per focalizzare i fasci di raggi x sulla zona del cancro. Oggi sono disponibili tecniche sofisticate di Radioterapia a fasci esterni, come la Radioterapia a modulazione di Intensità (IMRT) e quella arco modulata (V-MAT) che consentono di aumentare la dose concentrandola sul tumore e riducendo drasticamente i danni delle radiazioni agli organi sani, quali la vescica e il retto.
  • La Brachiterapia consiste nell'inserimento di sorgenti radioattive direttamente nella prostata. Queste sorgenti, semi o aghi, emettono radiazioni attorno alla zona in cui vengono inseriti e possono essere lasciati per un breve periodo (ad alta intensità di dose) o per un tempo più lungo (a bassa intensità di dose). 

Cosa fare per prevenire il tumore alla prostata?

Non esiste un modo sicuro per prevenire il cancro alla prostata, ma esistono alcuni suggerimenti che potrebbero ridurre l'incidenza, anche se l'evidenza scientifica non è alta. In genere si consiglia di mantenere un peso forma, magiare frutta e verdura ogni giorno, fare attività sportiva. Tuttavia non esistono modi accertati scientificamente per prevenire il cancro della prostata ma solo consigli.

Prof. Vincenzo Tombolini
Radioterapia

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