Tumore alla vescica: perché è importante smettere di fumare?

Autore: Dott. Sergio Concetti
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Editor: Marta Buonomano

Il tumore alla vescica è una patologia che colpisce soprattutto gli uomini, ma negli ultimi anni sempre più donne ne hanno sofferto. Il nostro esperto in Urologia a Bologna, il Dott. Sergio Concetti, ci spiega il perché

Che cos’è il tumore alla vescica?

Il tumore alla vescica è una patologia molto frequente ed è al quinto posto fra le neoplasie maligne più frequenti negli uomini. La principale causa che determina l'insorgenza di un tumore alla vescica è rappresentata dal fumo, soprattutto quello di sigaretta, infatti circa 8 pazienti su 10 affetti da tumore alla vescica sono forti fumatori o ex fumatori. Inoltre, diversi anni fa è stata individuata un'altra causa nell'eziopatogenesi di questo tumore: i coloranti che contenevano anilina, fortunatamente banditi dal commercio molti anni fa. Un altro fattore di rischio è rappresentato infine dall’inquinamento ambientale.
In linea di massima, si tratta di una patologia più frequente negli uomini (circa 7 pazienti su 10 sono di sesso maschile), tuttavia oggigiorno è possibile riscontrare un numero crescente di donne affette da questa neoplasia e questo è verosimilmente legato vizio del fumo, abitudine diventata molto frequente nelle donne negli ultimi anni.
Il tumore alla vescica è estremamente invalidante, in quanto costringe i pazienti a ricoveri ripetuti sia per indagini diagnostiche che per trattamenti terapeutici. Fortunatamente, circa il 70% di queste neoplasie sono a basso stadio e basso grado. Solo il 25-30% sono forme ad alto grado infiltranti che possono causare la diffusione della lesione all'esterno della vescica, con metastatizzazione soprattutto ai linfonodi e successivamente a tutti gli altri parenchimi.

Come si manifesta il tumore alla vescica?

I tumori della vescica sono sostanzialmente dei tumori mono-sintomatici e il sintomo prevalente è rappresentato dalla micro o macro ematuria, ovvero dalla presenza di sangue nelle urine. In alcuni casi, all'ematuria si possono associare dei disturbi urinari chiamati disturbi di tipo irritativo (aumentata frequenza e urgenza alla minzione).

Diagnosi strumentale ed istologica

Per eseguire la diagnosi, la prima indagine a cui il paziente viene sottoposto in caso di ematuria è l'ecografia, un esame a ultrasuono grafico non invasivo che consente nella maggior parte dei casi di identificare la neoplasia.
Dopo aver eseguito la diagnosi con indagine ecografica e successivamente mediante esame cistoscopico, il paziente verrà sottoposto ad un intervento non invasivo per via transuretrale, ovverosia endoscopica. Viene abitualmente effettuata una resezione transuretrale che può essere eseguita per strati, tenendo conto che in alcuni casi i tumori a basso grado e stadio non hanno delle radici in profondità, al contrario di quelli di alto grado e stadio che vanno ad infiltrare in profondità la parete della vescica.

Come si cura il tumore alla vescica?

Una volta stabilita una corretta diagnosi istologica, nei pazienti che hanno tumori di basso grado e stadio, andrà valutata l'opportunità di un trattamento endocavitario che prevede l’esecuzione di lavande vescicali o con degli antiblastici e, in casi particolari, di un vaccino tubercolare costituito da batteri vivi ma attenuati, che riducono l'incidenza di recidive e di progressione della malattia.
Completamente diverso è il trattamento delle forme ad alto grado e stadio. In questo caso, purtroppo, è quasi sempre necessario effettuare un intervento di tipo radicale che nell'uomo consiste nell'asportazione di vescica, prostata, vescicole seminali e linfoghiandole circostanti (iliache ed otturatorie). Nella donna, invece, si esegue un intervento definito pelvectomia anteriore, in quanto oltre alla vescica vengono quasi sempre asportati utero, ovaie (se ancora presenti) e il terzo superiore della vagina. Una volta asportata la vescica, laddove l’età, lo stato generale del paziente e la situazione locale della malattia lo permettano, è possibile ricostruire l’organo con un segmento dell'intestino, in modo tale che il/la paziente possa avere una minzione per uretram. Nel caso in cui non sia possibile ricostruire la vescica, viene fatta una derivazione esterna che richiederà l'utilizzo di un sacchettino per la raccolta delle urine.

Tumore alla vescica e fumo di sigaretta

Sappiamo che il fumo, in particolare quello di sigaretta, è un fattore molto importante nella casualità dei tumori al polmone e alla laringe e, allo stesso modo, le statistiche dimostrano la sua influenza nell’insorgenza di tumori della vescica. Capita spesso di riscontrare pazienti che hanno avuto prima un tumore alla vescica e che in seguito hanno sviluppato un tumore al polmone o alla laringe. Ciò accade perché la combustione del tabacco e di sostanze che sono contenute all’interno della sigaretta fa generare, inalare ed assorbire dei cancerogeni che vanno a colpire la vescica e vengono eliminati attraverso le urine (dove raggiungono una concentrazione molto elevata). Per cui la prima regola per coloro che hanno questo tipo di patologia è smettere di fumare: ovviamente il beneficio non è immediato, ma sono necessari molti anni perché venga eliminato l’effetto negativo del fumo di tabacco.

Tumore alla vescica: aumentano i casi tra le donne

A differenza degli anni passati, in cui il rapporto d’incidenza di tumore alla vescica tra uomini e donne era di circa 8:2 o 9:1 (rispettivamente nel maschio e nella femmina), negli ultimi anni si è notato che questa patologia è in forte incremento anche nel sesso femminile. Le stime infatti affermano che su 10 casi di tumore alla vescica, circa 3 o 4 pazienti sono donne.

Dott. Sergio Concetti
Urologia

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