Tumore del colon-retto: è possibile vincere questo nemico

Autore: Dott.ssa Doris Mascheroni
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

In Italia si ammalano circa 36.000 persone ogni anno di cancro del colon retto. L’incidenza del tumore del colon retto nel territorio nazionale durante il periodo 1970-2015 presenta andamenti diversi nei due sessi: in crescita per gli uomini (ultimamente stabilizzato), in calo per le donne. Nel 2013 sono stati stimati 113 nuovi casi di cancro del colon-retto per 100.000 uomini e 80 nuovi casi per 100.000 donne. Ma partiamo dall’inizio: la Dott.ssa Doris Mascheroni, esperta in Oncologia, ci illustra le caratteristiche cliniche del tumore del colon-retto, analizzandolo a 360 gradi

I fattori di rischio per il tumore del colon-retto

I fattori di rischio per il tumore al colon-retto riguardano una familiarità per la medesima patologia, alcune malattie genetiche come la poliposi cronica familiare, una storia di adenomi (polipi) del colon, le malattie infiammatorie del colon (colite ulcerosa e malattia di Chron), una dieta squilibrata e ricca di grassi. Difatti, la ricerca ha dimostrato che una dieta ricca di grassi e proteine animali e povera di fibre (frutta e verdura) può contribuire ad aumentare il rischio, che può essere ancora più alto se si fa anche largo uso di alcoolici. Obesità, fumo e vita sedentaria completano il quadro essendo peraltro fattori di rischio per tutti i tumori.

 

Quali sono i sintomi del tumore del colon-retto?

I sintomi possono essere i seguenti: la presenza di sangue rosso vivo o scuro nelle o sulle feci (ma questo segno potrebbe essere anche sintomo di emorroidi o altra patologia benigna), alterazione dell’alvo cioè dell’attività intestinale alternando diarrea a stitichezza, quando prima c’era una regolarità costante, perdita di peso senza motivo, dolore localizzato all’addome o all’ano, sensazione di svuotamento incompleto dell’intestino dopo l’evacuazione. Inoltre agli esami del sangue compare anemia povera di ferro, indice di una perdita di sangue ingiustificabile. In alcuni casi si può avere addirittura un’occlusione intestinale senza che si siano avuti segnali in precedenza.

 

La diagnosi del tumore del colon-retto

È accertato che i programmi di screening per il tumore maligno del colon retto, che utilizzano il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci o la colonscopia, possono ridurre la mortalità in quanto possono riconoscere una neoplasia anche nella fase iniziale: più la diagnosi è precoce e maggiori sono le probabilità di sopravvivenza/guarigione. Infatti durante la colonscopia, eseguita a seguito di una positività del sangue occulto nelle feci, si possono riscontrare adenomi (polipi) con un grado di displasia (trasformazione) bassa, quindi ancora benigni ma che col tempo sarebbero diventati tumori maligni. 

 

Quando occorre operare il tumore del colon-retto?

Un tumore maligno del colon va sempre operato quando sia possibile, cioè quando non ci siano metastasi a distanza. Talora però, pur in presenza di malattia già diffusa (metastasi), si esegue l’intervento chirurgico quando esiste il rischio che la neoplasia stenotizzi cioè ostruisca il lume dell’intestino provocando un’occlusione intestinale. Diverso è l’atteggiamento per il cancro del retto perché, qualora sia possibile, è preferibile eseguire una radioterapia associata a chemioterapia in prima battuta per ridurre le dimensioni della malattia rendendo cosi più agevole l’operazione evitando la colostomia (cioè la deviazione col sacchettino sulla cute). Il paziente va sempre naturalmente informato sulla strategia terapeutica.

 

Il tumore del colon-retto e le possibilità di recidiva

Circa l‘80% dei pazienti con cancro del colon al momento della diagnosi è operabile radicalmente, ma il 35% di questi in seguito sviluppano una ripresa di malattia, nella maggior parte dei casi entro i primi due-tre anni e comunque entro i cinque anni dall’intervento. A otto anni dalla diagnosi le recidive di malattia sono meno dello 0,5%. Le riprese di malattia sono più frequenti a livello del fegato, linfonodi, polmone, peritoneo (metastasi) e un po’ di meno a livello locale cioè di nuovo al colon.

 

Trattamento del tumore del colon-retto

Ovviamente la prognosi varia a seconda dello stadio di malattia alla diagnosi: il 90% dei pazienti in stadio I cioè con tumore piccolo, senza linfonodi compromessi e senza metastasi, ha il 90% di probabilità di guarire del tutto. Con i pazienti che alla diagnosi presentano uno stadio II (cioè tumore abbastanza voluminoso ma localizzato) si discute se eseguire o no una terapia antiblastica precauzionale, a seconda se i fattori di rischio legati alla tipologia della neoplasia siano presenti o no. Per i pazienti in stadio III cioè con linfonodi già metastatizzati viene eseguita una chemioterapia adiuvante cioè “precauzionale” per eliminare tutte le cellule neoplastiche che potrebbero essere disseminate nel torrente sanguigno e non ancora visualizzabili: questo perché i linfonodi sono già compromessi. Questa terapia adiuvante riduce il rischio di morte del 33% con un beneficio assoluto in termini di sopravvivenza del 10-15%.
Un tumore avanzato è definito come un tumore che alla diagnosi o in occasione della recidiva si presenta con metastasi a distanza o talmente esteso localmente da rendere impossibile un intervento chirurgico. In questi casi l’obiettivo della chemioterapia antiblastica è di curare il paziente ma soprattutto di prolungare la sua sopravvivenza migliorando la sua qualità di vita. In particolare in questi casi si associano alla chemioterapia gli “anticorpi monoclonali” cioè la terapia biologica che è mirata esclusivamente sulle cellule tumorali e che danno una percentuale di risposta maggiore.

 

Come limitare i fattori di rischio per la comparsa del tumore al colon retto

Essere informati sulle malattie e sui trattamenti, nonché sulla prevenzione e sugli adeguati stili di vita, significa ricoprire un ruolo attivo nel caso si incappasse in un evento di questo genere.
Importante per questo tumore come per altri, diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce, di uno stile di vita corretto e della fiducia nelle terapie scientificamente provate, senza affidarsi a ciarlatani e terapie alternative che ultimamente hanno preso piede nell’attenzione di una parte della popolazione.

 

Editor: Valerio Bellio

Dott.ssa Doris Mascheroni
Oncologia

Vedi il profilo

Valutazione generale del paziente


Utilizziamo cookies propri e di terzi per offrire una miglior esperienza e un miglior servizio. Utilizzando questo sito ne accetta l'uso. Continuare Politica dei cookies