Tumore del colon retto: perché scegliere l’approccio mininvasivo?

Autore: Prof. Bruno Benini
Pubblicato: | Aggiornato: 07/05/2020
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Bruno Benini, esperto in Chirurgia Generale a Roma, ci parla dei vantaggi della chirurgia laparoscopica nel trattamento del tumore del colon retto, una neoplasia molto comune in tutto il mondo occidentale

Tumore del colon retto: com’è la situazione in Italia?

donna seduta su un murettoIl cancro del colon retto è uno dei “big killer”, rappresentando il quarto tumore più diffuso nel maschio ed il terzo nelle donne. È molto diffuso nel mondo occidentale e si calcola che in Italia colpisca 53.000 persone all’anno, per lo più di età superiore ai 50 anni. Si presenta come una massa, spesso sanguinante, che si sviluppa all’interno del grande intestino e che spesso cresce fino ad ostruirlo completamente, determinando un’occlusione intestinale.

Quali sono le cause che favoriscono l’insorgenza di un tumore del colon retto?

Sebbene non si conoscano esattamente le cause che ne consentono lo sviluppo, è stata rilevata una certa familiarità, soprattutto nelle forme giovanili. Nella poliposi familiare esiste invece un’alterazione genetica ereditaria. Una dieta povera di fibre e ricca di grassi, la vita sedentaria ed il fumo possono influire nella genesi, come la presenza di una malattia infiammatoria intestinale.

A quali sintomi bisogna prestare attenzione?

La malattia si sviluppa inizialmente senza sintomi, per cui la diagnosi precoce è difficile. L’unico esame che può far sospettare la presenza della neoplasia è la positività della ricerca del sangue occulto nelle feci, cui deve seguire subito una colonscopia, l’unico esame in grado di confermare la diagnosi. Una prevenzione, in senso stretto, non c’è, ma sicuramente una dieta ricca di scorie e vegetali ha un effetto protettivo.

È possibile curarlo?

Il trattamento del tumore del colon-retto è chirurgico: con l’intervento si asporta il tumore, una parte dell’intestino ed i linfonodi, per avere una garanzia di radicalità. L’intervento sarà differente in relazione alla localizzazione del tumore, colon destro, sinistro o retto.

Tumore del colon retto: perché scegliere l’approccio mininvasivo?

uomo seduto in una forestaDa alcuni anni viene impiegata la chirurgia mininvasiva o laparoscopica per eseguire questi interventi. L’asportazione dell’organo avviene senza l’apertura dell’addome; quest’ultimo viene gonfiato con un gas inerte ed attraverso delle sottili cannule di 5 o 10 mm vengono introdotti gli strumenti e la telecamera. La telecamera è collegata ad un monitor ad alta definizione che permette di osservare anche i più piccoli dettagli. In questo modo si riesce a non aprire l’addome, con notevoli benefici per il paziente. Ridotto dolore postoperatorio, rapida ripresa dell’alimentazione e possibilità di camminare già il giorno successivo migliorano sensibilmente il trauma operatorio e permettono sia una dimissione più rapida che una precoce ripresa delle proprie attività. Naturalmente, come per tutte le tecniche ad alta tecnologia, è necessario che sia praticata solo da chirurghi che abbiano una notevole pratica. Sono pochi i pazienti che per alcune patologie concomitanti non possono essere sottoposti a questo tipo di chirurgia, che di contro migliora il decorso delle persone più fragili, come sono gli anziani.

Prof. Bruno Benini
Chirurgia generale

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