Tumore della prostata: sorveglianza attiva, tecnica HIFU e chirurgia robotica per trattamenti personalizzati

Il tumore della prostata rappresenta una delle neoplasie più diffuse tra gli uomini in Italia, con circa 40.000 nuovi casi ogni anno. La diagnosi precoce e l’evoluzione delle terapie hanno permesso un miglioramento significativo nella gestione di questa patologia con trattamenti sempre meno invasivi e personalizzati. Le opzioni terapeutiche spaziano dalla sorveglianza attiva, alla terapia focale con ultrasuoni (HIFU), fino alla chirurgia robotica. Ce ne parla il Dott. Giampaolo Siena, specialista in Urologia.
Sorveglianza attiva
Consiste nel tenere sotto controllo il tumore senza trattarlo immediatamente, riservando l’intervento solo in caso di progressione della malattia. È indicata nei tumori a basso rischio e prevede monitoraggi regolari (PSA tot, RM multiparametrica ed eventuali biopsie della prostata) senza iniziare subito un trattamento radicale come chirurgia o radioterapia.
Ha chiaramente il vantaggio di non procurare nessun effetto collaterale da trattamenti radicali, mantenere la qualità della vita invariata e un basso tasso di mortalità nei pazienti selezionati correttamente. Gli svantaggi sono legati all’ansia di sapere di avere un tumore “non curato” e la piccola possibilità di sottovalutare l’aggressività reale del tumore con il rischio che progredisca tra un controllo e l’altro. Tuttavia, studi scientifici mostrano che nei casi ben selezionati, il rischio di morte per tumore prostatico resta inferiore al 2% a 10-15 anni.
Chirurgia robotica nel tumore della prostata
La chirurgia robotica è oggi considerata lo standard di trattamento chirurgico in caso di tumore di prostata localizzato. Grazie alla tecnologia robot-assistita, il chirurgo ha la possibilità di operare con una visione ingrandita, tridimensionale e con movimenti estremamente precisi. Questo approccio consente:
- Minore perdita di sangue
- Incisioni più piccole e quindi minor dolore post-operatorio
- Minor rischio di infezioni
- Recupero più rapido
- Migliore visualizzazione (3D ad alta definizione) dell'area chirurgica
- Maggiore precisione nella conservazione dei nervi responsabili dell’erezione e del controllo urinario
Come si svolge l’intervento?
- Anestesia generale o spinale (centri specializzati)
- Piccole incisioni addominali
- Il chirurgo guida il robot Da Vinci da una console
- Viene rimossa l'intera prostata (e a volte anche i linfonodi vicini)
- Si ricostruisce il canale urinario collegando la vescica all’uretra
Durata media: 2–4 ore
Ricovero: 2–4 giorni
Catetere vescicale: 1–2 settimane
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Terapia focale con ultrasuoni: HIFU
L’HIFU (High-Intensity Focused Ultrasound) è una tecnica non invasiva che utilizza ultrasuoni ad alta intensità per distruggere in modo mirato le cellule tumorali della prostata. Viene impiegata principalmente nei casi in cui il tumore sia localizzato e confinato alla ghiandola, evitando così un intervento più esteso.
I principali vantaggi della tecnica HIFU includono:
- assenza di incisioni chirurgiche,
- trattamento ambulatoriale o con breve ricovero,
- recupero più veloce,
- riduzione o assenza completa degli effetti collaterali sulla continenza e sulla funzione erettile.
Non tutti i pazienti sono candidabili a questa procedura: la selezione avviene in base a criteri clinici, alla stadiazione del tumore e alla valutazione multidisciplinare.
Approccio personalizzato: chirurgia robotica o HIFU?
La scelta tra chirurgia robotica e HIFU non è universale, ma dipende dalle caratteristiche del paziente e dalla tipologia del tumore.
- La chirurgia robotica rimane indicata nei casi in cui sia necessario rimuovere completamente la prostata.
- L’HIFU rappresenta invece un’opzione valida per trattamenti focalizzati, con l’obiettivo di preservare la qualità di vita quando il tumore è circoscritto.
L’approccio moderno all’urologia prevede una medicina personalizzata, che tenga conto non solo dell’aspetto oncologico ma anche delle esigenze individuali del paziente.

