Tumori dell’esofago: chi sono le persone maggiormente colpite e perché?

Autore: Prof. Marco Milone
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Marco Milone, esperto in Chirurgia Generale a Napoli, ci spiega quali sono le principali tipologie di tumore all’esofago, come si manifestano queste neoplasie e quali sono i principali fattori di rischio

Che cos’è esattamente l’esofago?

L'esofago è un condotto attraverso cui i liquidi e gli alimenti che ingeriamo passano dalla gola allo stomaco, dove proseguono il processo digestivo. Ha una lunghezza di 25-30 centimetri ed una larghezza di 2-3 centimetri. La sua parete consta di tre strati concentrici: il più interno mucoso e i due più esterni di tessuto muscolare. Questo tessuto, contraendosi all'atto della deglutizione, spinge il bolo alimentare verso lo stomaco, al quale l’esofago è congiunto dallo sfintere esofageo inferiore, che ha lo scopo di prevenire il reflusso gastrico. La propulsione del cibo è garantita anche da ghiandole produttrici di muco, localizzate nel tratto terminale della mucosa esofagea.

Tumore dell’esofago: di cosa si tratta?

tumore delll'esofagoQuesta neoplasia è dovuta alla crescita anomala delle cellule che vanno a costituire lo strato mucoso dell’organo, oppure di quelle che formano le ghiandole che secernono il muco. Raramente questa crescita incontrollata colpisce le cellule muscolari più esterne.

È possibile suddividere questo tumore in due tipologie:

  • Carcinoma a cellule squamose (squamocellulare o spinocellulare): origina generalmente nelle cellule che rivestono la parte centrale e superiore del condotto;
  • Adenocarcinoma: colpisce le ghiandole della mucosa dell’ultimo tratto del canale, vicino alla giunzione gastro-esofagea. Può originare anche da isole di mucosa gastrica fuori sede, dovute ad una risposta riparativa ad una malattia cronica da reflusso non adeguatamente trattata (esofago di Barrett) o da ghiandole del cardias o della sottomucosa esofagea. L’incidenza di questo secondo tipo di tumore è in notevole aumento.

La localizzazione della lesione influisce sulla scelta terapeutica e sull’eventuale approccio chirurgico.

Chi colpisce maggiormente?

  • Il tumore dell'esofago è l’ottavo tumore più frequente e il sesto tumore come causa di morte. Ogni anno nel mondo si contano 482.000 nuovi casi e 407.000 decessi;
  • L’età media di insorgenza è tra i 60 e i 70 anni con una maggiore prevalenza nel sesso maschile (è tre volte più frequente nei maschi che nelle femmine);
  • L’incidenza geografica è variabile. In Italia il numero di pazienti con adenocarcinoma dell’esofago sta progressivamente crescendo mentre le forme squamose stanno diminuendo;
  • Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento dell’incidenza del cancro dell’esofago ma anche ad una riduzione della mortalità grazie al miglioramento dei programmi di screening che permettono una diagnosi precoce e pertanto maggiori probabilità di guarigione completa.

Carcinoma squamoso: quali sono i principali fattori di rischio?

fattori di rischio per tumore esofageoPer quanto riguarda il carcinoma squamoso, i principali fattori di rischio sono il fumo e l’assunzione di alcol (in particolar modo se associati). I fumatori corrono infatti un rischio 5-10 volte maggiore di insorgenza di questa neoplasia rispetto ai non fumatori, rischio variabile in base al numero di sigarette fumate e agli anni di abitudine al fumo. Questi danni vengono poi moltiplicati dall’alcol.

L’alcol, oltre ad essere un fattore tumorale diretto, potenzia gli effetti cancerogeni del fumo: chi consuma alcol e fuma possiede un rischio di ammalarsi di neoplasia esofagea fino a 100 volte maggiore rispetto a chi non beve e non fuma.

Altri fattori di rischio per lo sviluppo di carcinoma squamoso sono l’ingestione di sostanze contenenti n-nitrosammine, molto probabilmente l’infezione da HPV (Papilloma Virus), patologie caratterizzate da una flogosi cronica dell’epitelio, come l’acalasia esofagea o gli esiti di ingestione da caustici e l’iperparacheratosi palmare o tilosi palmare, una patologia ereditaria rara caratterizzata dall’ispessimento della pelle delle piante dei piedi o del palmo delle mani e da papillomatosi (insorgenza di piccole escrescenze) dell’esofago.

Quali sono invece le cause di un adenocarcinoma?

Per l’adenocarcinoma dell’esofago il maggiore fattore di rischio è rappresentato dalla malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). L’irritazione cronica data da questa condizione comporta infatti, nel tempo, la sostituzione dell’esofago da uno simile a quello dello stomaco, su cui poi si può sviluppare l’esofago di Barrett. Questa condizione rappresenta una precancerosi a tutti gli effetti e necessita a volta della chirurgia (spesso con approccio endoscopico) per evitare la completa trasformazione dell’epitelio in una neoplasia maligna. Altro fattore di rischio per lo sviluppo di adenocarcinoma è l’obesità.

Tumore dell’esofago: come si manifesta?

sintomi del tumore esofageoI tumori di piccole dimensioni possono non manifestare sintomi ed essere individuati accidentalmente durante un esame endoscopico richiesto per altre problematiche. In genere, i pazienti hanno una storia clinica di disfagia che si manifesta gradualmente, prima per i cibi solidi e poi per i liquidi. La deglutizione può essere dolorosa nel caso di tumori ulcerati.

Le neoplasie in fase avanzata invece posso causare una riduzione del calo ponderale e/o un’alterazione del tono di voce in quanto coinvolge i nervi che regolano la mobilità delle corde vocali, tosse insistente provocata dal rigurgito di cibo o liquidi nelle vie aree, a volte vomito ematico o dolore retro-sternale.

Talvolta, in alcune forme, è possibile riscontrare un ingrossamento dei linfonodi del collo e sopra la clavicola, oppure un versamento pleurico che favorisce la dispnea. Infine, le metastasi in sedi distanti dal tumore possono causare dolori alle ossa o l’ingrossamento del fegato, ma questo avviene generalmente nelle forme molto avanzate.

Prof. Marco Milone
Chirurgia generale

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