Tumori delle ghiandole salivari: sintomi, diagnosi e trattamento
Le ghiandole salivari sono strutture fondamentali per la salute del cavo orale e per la digestione. Tuttavia, possono essere sede di patologie importanti, come i tumori delle ghiandole salivari, che richiedono una diagnosi precoce e un trattamento specialistico.
Ne parliamo con il Dott. Lorenzo Giannini, Otorinolaringoiatra a Milano.
Ghiandole salivari: quali sono e a cosa servono
Le principali ghiandole salivari si suddividono in:
- Parotidi (le più grandi, davanti all’orecchio)
- Sottomandibolari (sotto la mandibola)
- Sottolinguali (sotto la lingua)
Esistono anche numerose ghiandole salivari minori sparse nel cavo orale (palato, guance, labbra, lingua). La loro funzione principale è la produzione di saliva, che ha il ruolo di:
- Idratare e lubrificare la bocca
- Facilitare masticazione e deglutizione
- Iniziare la digestione dei carboidrati (grazie all’enzima amilasi)
- Protezione dentaria e dalle infezioni per la presenza di immunoglobuline e lisozima
Tumori delle ghiandole salivari: cosa sono e come si manifestano
I tumori delle ghiandole salivari sono malattie poco frequenti che interessano nella maggior parte dei casi le ghiandole salivari maggiori (la parotide annovera l’80% delle localizzazioni), sono benigni complessivamente nel 75-80% dei casi ed esistono in totale più di 40 istologie differenti.
Fra i tumori benigni, quelli di più frequente riscontro sono:
- Adenoma pleomorfo: racchiude circa il 70% di tutti i tumori delle ghiandole salivari, ha un’incidenza annua di 2-3 casi per 100.000 abitanti e sono più colpite le donne. E’spesso a localizzazione parotidea singola e, anche se considerato benigno, l’adenoma pleomorfo presenta aggressività locale con possibilità di recidiva negli anni. Inoltre, presenta un rischio di trasformazione in un tumore maligno fino al 5%.
- Tumore di Warthin: rappresenta circa il 10% dei tumori complessivi di origine salivare, più frequente nella popolazione maschile fumatrice fra i 50 e 70 anni, si presenta spesso come nodulo singolo ma più frequentemente può essere multiplo nella stessa ghiandola o bilaterale. Interessa quasi esclusivamente la ghiandola parotide e non presenta potenziale di trasformazione maligna.
- Altre tipologie meno frequenti sono l’oncocitoma, l’adenoma a cellule basali, il mioepitelioma.
I tumori maligni sono particolarmente rari, rappresentano meno del 5% di tutti i tumori della testa e del collo e sono anch’essi prevalentemente localizzati nella ghiandola parotide. A questo va aggiunto che in caso di localizzazioni al di fuori della parotide, il rischio che la malattia sia maligna aumenta in caso di localizzazione sottomandibolare e sottomandibolare (circa il 50%) e soprattutto salivare minore (fino al 80%). Ve ne sono alcuni, ad ogni modo, di più frequente riscontro.
· Carcinoma Mucoepidermoide: il più frequente, spesso di basso grado e di maggiore riscontro nella ghiandola parotide.
· Carcinoma Adenoide-cistico: secondo per incidenza, è più spesso localizzato a livello salivare minore e sottolinguale.
· Fra gli altri tumori maligni che si possono riscontrare menzioniamo l’adenocarcinoma polimorfo, il carcinoma ex-adenoma pleomorfo, il carcinoma a cellule aciniche, il carcinoma mio-epiteliale e il carcinoma duttale.
Essendo più spesso interessata la ghiandola parotide, il sintomo più comune è la comparsa di una tumefazione indolente davanti al padiglione auricolare, al didietro della mandibola o dell’angolo mandibolare oppure, in caso di localizzazione sottomandibolare, al disotto della stessa. In caso di localizzazione sottolinguale o salivare minore il paziente tipicamente lamenta un indurimento al pavimento orale o la comparsa di una nodulazione sulla mucosa labiale o della guancia. Se la localizzazione invece è della base linguale o del polo profondo della parotide (localizzazione parafaringea), la difficoltà a deglutire può essere uno dei primi sintomi.
La comparsa di dolore è generalmente presente nelle forme maligne o in caso di infezione o emorragia del nodulo dopo accertamento agobioptico (in quest’ultimo caso il fenomeno è transitorio), mentre la presenza di paralisi parziale o totale della faccia del lato affetto è riservata alle malattie maligne che infiltrano una o più branche del nervo facciale, che decorre dentro la ghiandola parotide.
Diagnosi dei tumori salivari
Il percorso diagnostico si basa su:
- Visita specialistica ORL completa con palpazione del collo e videoendoscopia per la corretta esplorazione di tutto l’asse faringo-laringeo;
- Ecografia per la caratterizzazione della massa, la presenza di eventuali ulteriori noduli analoghi non apprezzabili alla palpazione e la valutazione dei linfonodi laterocervicali;
- Agoaspirato o Agobiopsia ecoguidata (FNAC o FNAB) per l’analisi citologica o istologica della lesione;
- Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto del collo e del massiccio facciale (se non fattibile effettuare una TC con mezzo di contrasto) per lo studio dell’estensione della lesione all’interno della ghiandola affetta o del suo sconfinamento nei tessuti circostanti.
- TC total body con mezzo di contrasto in caso di neoformazione maligna per escludere eventuali localizzazioni a distanza.
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Come si curano i tumori delle ghiandole salivari?
L’intervento chirurgico rappresenta ad oggi il trattamento di elezione per i tumori delle ghiandole salivari, sia per i tumori benigni che maligni. La chirurgia ha come obiettivo quello di asportare radicalmente la malattia in blocco a una quota di tessuto sano circostante. In caso di chirurgia delle parotidi, inoltre, è fondamentale mantenere intatta la funzione del nervo facciale nella sua interezza o, nella chirurgia della ghiandola sottomandibolare, del suo ramo più inferiore. Per ridurre il rischio di incorrere in danni nervosi intra-operatori è importante l’utilizzo del monitoraggio intraoperatorio del nervo. Nei tumori delle ghiandole salivari minori, invece, il tipo di intervento dipende dalla sede in cui si localizza la malattia.
In caso di malattia maligna, inoltre, l’intervento chirurgico può essere accompagnato a un intervento di svuotamento laterocervicale del lato affetto, in modo da rimuovere i linfonodi potenzialmente coinvolti dalla malattia.
Alla chirurgia può seguire Radioterapia con fotoni, mentre la radioterapia con particelle pesanti (Adroterapia) viene proposta in casi selezionati.
La Chemioterapia o terapie a target molecolare vengono invece intraprese in caso di malattie non resecabili o metastatiche.
Quando consultare un otorinolaringoiatra?
Rivolgersi subito allo specialista in presenza di:
- Comparsa di tumefazione di una ghiandola salivare maggiore
- Comparsa di linfonodi laterocervicali che non regrediscono
- Comparsa di nodulazioni al palato, alla mucosa labiale o della guancia
- Comparsa di dolore al volto
- Difficoltà a deglutire
- Riduzione o alterazione della mimica facciale
Una diagnosi tempestiva è essenziale per prevenire complicazioni e migliorare la prognosi.

