Tumori rari: la cura è difficile, ma possibile

Autore: Prof. Sergio Sandrucci
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Editor: Jennifer Verta

La Rete Tumori Rari ha lo scopo di redigere linee guida per la diagnosi e il trattamento di queste neoplasie. Il Prof. Sergio Sandrucci, esperto in Oncologia a Torino, ci presenta questo progetto

Quali sono le sfide nel campo dei tumori rari?

I tumori rari sono neoplasie che si presentano in un numero limitato di persone. Si tratta di tumori capaci di aggredire qualsiasi distretto del corpo, eterogenei tra loro e accomunati solamente dalla scarsa diffusione. Tra gli oltre 250 tipi individuati, ritroviamo i sarcomi, il GIST, i tumori ematologici e alcune neoplasie pediatriche.

Ovviamente, l’estrema rarità di queste malattie causa delle problematiche nel momento di effettuare la diagnosi, trovare un medico esperto e individuare il trattamento più adeguato. Inoltre, le case farmaceutiche non sempre sono disposte ad investire su un prodotto che avrebbe una distribuzione limitata.

Come per tutti i tumori, la scelta del trattamento e le possibilità di guarigione dipendono dallo stadio e dal grado del tumore al momento della diagnosi. Nonostante la diagnosi tempestiva sia difficile da effettuare, alcune neoplasie rare hanno percentuali di guarigione o di controllo della malattia superiori a tumori molto più diffusi.

In Italia, la Rete Tumori Rari ha avviato una collaborazione tra i centri oncologici per migliorare l'assistenza ai pazienti, condividere a distanza i casi clinici e contribuire alla ricerca clinica sui tumori rari, con lo scopo di individuare criteri comuni con cui effettuare le diagnosi e scegliere le terapie.

Prof. Sergio Sandrucci
Oncologia

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