Tutto ciò che devi sapere sull’ernia iatale

Autore: Prof. Bruno Benini
Pubblicato: | Aggiornato: 19/06/2018
Editor: Top Doctors®

L’ernia iatale è una patologia abbastanza diffusa in Italia, infatti si stima che il 15% della popolazione ne soffre. Il Prof. Benini, esperto in Chirurgia Generale a Roma, la descrive nel dettaglio

Ernia iatale: alcune nozioni anatomiche

La cavità addominale è separata da quella toracica dal diaframma, un muscolo largo e piatto, che si muove con gli atti del respiro e che presenta al centro due aperture che permettono all’aorta ed all’esofago di attraversarlo, raggiungendo l’addome. Quando l’orifizio per l’esofago, chiamato iato (parola che vuol dire interruzione, e da qui il termine di ernia iatale) si allarga, lo stomaco comincia a migrare verso il torace. Inizialmente è solo una piccola porzione del fondo gastrico a spostarsi ma con il passare del tempo può spostarsi tutto lo stomaco.

Quali sono le cause e i sintomi dell’ernia iatale?

L’ernia iatale viene causata da una debolezza congenita del tessuto che circonda l’esofago nel suo passaggio attraverso lo iato, che può essere generata dall’obesità, dal dimagramento, dagli sforzi fisici, da alcune attività sportive, da traumi e via dicendo. Le forme minori possono essere anche asintomatiche, ma le ernie iatali più grandi sono responsabili di alterazioni del ritmo cardiaco (l’ernia si sviluppa proprio dietro al cuore), difficoltà digestive, reflusso gastroesofageo. Nelle forme più gravi, sarà presente una difficoltà respiratoria dopo i pasti, l’impossibilità a sdraiarsi a stomaco pieno ecc.    

Come si può trattare l’ernia iatale?

Per l’ernia iatale non esiste una cura medica, tranne quelle che danno un beneficio al reflusso. L’unica cura disponibile è quella chirurgica; attraverso un accesso mini-invasivo, laparoscopico, si riposiziona lo stomaco nella sua corretta posizione anatomica, fissandolo in addome con apposite suture (per prevenirne altre “fughe”), e si rimodella lo iato esofageo allargato con punti e con l’impiego di una rete biocompatibile. L’utilizzo della tecnologia laparoscopica mi permette di ridurre il dolore postoperatorio e consente al paziente la possibilità di alzarsi e consumare un pasto poche ore dopo l’intervento e di fare ritorno l’indomani a casa con la prescrizione di seguire una dieta apposita.

Ernia iatale e reflusso gastroesofageo sono collegati?

Molto spesso si associa erroneamente l’ernia iatale con il reflusso gastroesofageo, ma queste due patologie non sempre sono abbinate, perché spesso possiamo avere reflusso senza ernia iatale ma anche ernia iatale senza reflusso. 

Una forma grave di ernia iatale: l’upside-down stomach

Una condizione gravissima si verifica quando lo stomaco in toto si sposta nel torace e si capovolge, il cosiddetto “upside-down stomach” (letteralmente stomaco sottosopra); si tratta di una complicazione gravissima, molte volte mortale, in cui le arterie che nutrono lo stomaco vengono attorcigliate, senza quindi permettere più il passaggio del sangue all’organo, che va quindi in necrosi. È una complicazione piuttosto rara ma che, quando si verifica, mette a dura prova il chirurgo ed espone il paziente ad un reale rischio per la sua vita. In questa situazione è necessario operare con estrema urgenza asportando tutto lo stomaco, e ricostruendolo con l’intestino.

Prof. Bruno Benini
Chirurgia generale

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