Un silenzio imposto: la sordità

Autore: Dott. Stefano Millarelli
Pubblicato: | Aggiornato: 21/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il 28 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Sordo. Ma cosa significa non poter sentire? Quali sono le cause e le ripercussioni di questa patologia? Il Dott. Stefano Millarelli, esperto in Otorinolaringoiatria a Roma, risponde alle domande più frequenti che riguardano la sordità

 

 

Prima di tutto vorrei chiarire cosa s’intende per sordità: la sordità è definita come l’assenza di percezione del suono, ma comunemente viene ritenuta sorda una persona che sente di meno; in questi casi bisognerebbe parlare non tanto di sordità, ma di ipoacusia. Differenziamo le forme di ipoacusia del bambino da quelle dell’adulto.

 

Quali sono le cause della sordità nei bambini?

Le cause della sordità possono essere sinteticamente distinte in congenite ed acquisite. Le prime sono legate ad anomalie genetiche di difficile identificazione, soprattutto quando si presentano in forma isolata; nelle forme acquisite infantili possiamo far rientrare quelle dovute ad infezioni virali contratte dalla madre durante il periodo della gravidanza e causate dai virus del gruppo TORCH (toxoplasma – rosolia – citomegalovirus – herpes virus). La percentuale dei bambini che mostra tale patologia è riconducibile a 2 ogni 1000 nati, con un’incidenza superiore nei nati prematuri. Attualmente è stata resa obbligatoria, nei nuovi LEA, l’effettuazione di un semplice test di screening al letto del neonato (otoemissioni acustiche) per valutare se è presente o meno una sospetta ipoacusia. Nel caso quest’ultima venga ipotizzata, s’indirizzerà il neonato ad un percorso diagnostico-terapeutico che offre elevate probabilità di risoluzione.

Le conseguenze di una sordità infantile non diagnosticata, e pertanto non trattata, si manifestano in un ritardato sviluppo psichico con una tendenza all’isolamento, all’emarginazione e talvolta anche ad una maggiore aggressività. Non viene alterato, però, lo sviluppo fisico ed anche l’intelligenza (sono stati effettuati test intellettivi che mostrano risultati normali). I test neonatali, purtroppo, non sempre sono stati finora effettuati, e pertanto il consiglio che mi sento di dare ai genitori è di osservare attentamente i bambini nelle loro azioni quotidiane: la presenza di una reazione ai rumori con espressioni facciali di paura o di curiosità nei primi mesi sono indicative per una presenza di percezione uditiva; lo screening audiologico andrebbe comunque effettuato se non lo è stato fatto.

Esistono poi sordità, o meglio ipoacusie, legate a patologie infantili che non coinvolgono il nervo acustico, ma l’apparato di trasmissione del suono: ricordiamo le malattie che interessano il naso, e parliamo quindi della patologia allergica e della patologia legata alla presenza di adenoidi. In questo caso, la diagnosi può essere effettuata con la visita specialistica, con un esame audiometrico dedicato ai bambini abbinato ad un esame particolare che ci mostra la presenza di catarro nella cassa del timpano (esame impedenzometrico). Il catarro altro non è che del muco più o meno denso che riduce la capacità uditiva, e rende ragione della tendenza dei bambini ad ascoltare la televisione a volume elevato e non sentire i richiami dei genitori. Questo tipo di sordità è risolvibile nella maggioranza dei casi con terapia medica, anche se talvolta si rende necessario l’intervento chirurgico di adenoidectomia. Nel caso la quantità di muco nella cassa del timpano sia elevata, si determina una pressione sul timpano e si generano tensioni sulla membrana che sono responsabili del dolore intenso che, come molti genitori sapranno a causa dei lamenti dei propri figli, avviene soprattutto di notte. Ricordate, però, che se non vi è febbre non bisogna somministrare antibiotici!

 

Quali sono le cause della sordità nell’adulto?

Passando alle ipoacusie dell’adulto, possiamo fare un accenno alle forme di ipoacusia improvvisa che colpiscono una piccola percentuale di popolazione: sono monolaterali e richiedono una diagnosi ed una terapia quanto più rapida possibile per avere una buona probabilità di recupero.

L’ipoacusia dell’adulto più nota è legata al trascorrere della “gioventù” ed è conosciuta da tutti: è sempre più frequente imbattersi in persone anziane che non sentono. Questa forma di ipoacusia è definita presbiacusia, ed è causata da un progressiva riduzione delle capacità uditive correlata all’età. Esistono attualmente ottime possibilità di soluzione mediante l’aiuto delle protesi acustiche, che generalmente non vengono accettate dal paziente: sono considerate antiestetiche ed invalidanti, e si è convinti che le case produttrici abbiano solamente scopo commerciali. È importante sottolineare che nei paesi nordici l’applicazione delle protesi acustiche avviene verso i 45-50 anni, prima che ci sia un peggioramento importante della soglia uditiva e prima che ci possa essere anche una riduzione della manualità e della capacità di adattamento alle protesi stesse, che peraltro richiedono diverse sedute di adattamento per la singola persona. Si dovrebbe considerare la protesi al pari dell’occhiale: se vogliamo veder bene dobbiamo utilizzare gli occhiali; analogamente, se vogliamo sentir bene è necessario applicare l’apparecchio acustico. Non esiste al momento nessuna terapia che possa ridare l’udito, ma le prospettive future, anche se non immediate, sono promettenti e sono legate alla utilizzazione di cellule staminali.

 

Si può prevenire la sordità?

Al momento quello che noi possiamo attuare come prevenzione è rappresentato da una corretta igiene di vita: evitare l’esposizione a rumori forti e prolungati (discoteche, cuffie ad alto volume, utilizzare protettori acustici in ambienti lavorativi rumorosi); controllare i fattori di rischio come colesterolo, trigliceridi, glicemia etc.;  effettuare attività fisica costantemente e, quindi, avere una comportamento che possa condurre ad una ridotta assunzione di farmaci e riduzione di visite mediche.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Stefano Millarelli
Otorinolaringoiatria

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