Urologia al femminile: la cistite acuta

Autore: Dott. Paolo Piana
Pubblicato: | Aggiornato: 17/11/2018
Editor: Top Doctors®

La maggior parte delle donne ha sofferto almeno una volta nella vita di cistite. Il Dott. Paolo Piana, specialista in Urologia, ci spiega cos’è quest’infezione delle vie urinarie, perché colpisce soprattutto il sesso femminile e come fare per prevenirla

 

 

Che cos’è la cistite?

Con cistite s’intende un’infiammazione acuta della vescica, che colpisce statisticamente in misura maggiore le donne in età fertile. Negli uomini, infatti, la cistite acuta è molto rara, mentre i disturbi urinari sono perlopiù legati alla prostata. Vi sono poi molti atri tipi d’infiammazione vescicale, assai più rari, sui quali non è qui il caso di dilungarsi.

I sintomi della cistite sono diversi e variabili da paziente a paziente. Quasi tutti i disturbi riguardano, comunque, la frequenza con cui si presenta lo stimolo a urinare, il bruciore durante l’espulsione dell’urina, il senso di pesantezza o il dolore nella parte bassa dell’addome. Durante alcuni episodi acuti particolarmente gravi si può manifestare anche un malessere generale, accompagnato da febbre e dalla presenza di sangue visibile nelle urine.

La cistite acuta femminile ha sempre un’origine infettiva. I batteri che causano l’infezione provengono quasi esclusivamente dall’intestino, come ad esempio l’Escherichia Coli, fra tutti il più comune.

 

Perché la cistite è una malattia perlopiù femminile?

Il fatto che la cistite colpisca più frequentemente le donne è dovuto ad una questione puramente anatomica. I batteri intestinali, che abitualmente colonizzano superficialmente l’area ano-genitale (perinèo) nella donna riescono più facilmente a “risalire” verso la vescica, in quanto l’uretra misura solamente 3 centimetri circa. Anche i microtraumi a cui la donna è sottoposta durante il rapporto sessuale possono rompere l’equilibrio della flora batterica e favorire la migrazione dei batteri nella vescica.

Naturalmente ci sono anche altri fattori predisponenti, come una cattiva funzione intestinale e squilibri della flora batterica (disbiòsi), per cui possono prevalere micro-organismi particolarmente aggressivi. Anche la scarsa idratazione e, quindi, la presenza di urine dense può favorire lo svilupparsi di una cistite. Per ultimo, alcune pazienti presentano anche una certa predisposizione alla malattia, dovuta ad una mucosa vescicale particolarmente sensibile.

 

Come si cura la cistite?

L’episodio grave di cistite si tratta solitamente con la terapia antibiotica, mentre gli episodi più lievi possono essere risolti anche solo bevendo una quantità d’acqua maggiore, circa due litri al giorno. In questo modo, infatti, si diluiscono le urine e i sintomi scompaiono dopo circa 48 ore dalla loro manifestazione.

È normale che una donna soffra di cistite episodicamente durante la sua vita. Bisogna preoccuparsi, invece, quando gli episodi diventano frequenti (es. più di uno all’anno). L’Urologo prescriverà un esame delle urine e l’urocoltura, un esame che permette di individuare quali batteri hanno causato l’infezione delle vie urinarie. Sono esami da effettuarsi solo prima della terapia o dopo aver sospeso gli antibiotici da almeno qualche giorno.

Importantissimo è cercare di correggere la regolarità intestinale e ripristinare l’equilibrio della flora batterica. Questo risultato può essere avvicinato consumando fermenti lattici, probiotici e yoghurt. Anche alcune sostanze, come gli estratti del mirtillo e il d-mannosio, presenti in moltissimi integratori, possono aiutare a rendere la mucosa vescicale più resistente all’attacco dei batteri. Talora può essere d’aiuto chiedere la consulenza di un Gastroenterologo e di un Nutrizionista.

 

Cosa fare per prevenire la cistite?

I consigli per prevenire la cistite sono molto semplici. Il suggerimento principale è quello di bere almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno, abitudine che aiuterà anche a combattere la stitichezza, che così spesso è associata. Bisognerebbe indossare biancheria intima in fibra naturale, che non irriti l’area genitale e consenta un traspirazione migliore. Dopo essere andate ad urinare, bisogna utilizzare la carta igienica sempre dall’avanti all’indietro, mai viceversa, per non portare i batteri della zona anale verso lo sbocco dell’uretra. È poi consigliabile urinare sempre sia prima che dopo un rapporto sessuale.

Bisogna evitare, invece, di indossare pantaloni molto aderenti per lungo tempo e di praticare un’igiene intima troppo assiduamente e con detergenti aggressivi. Non bisogna assolutamente sottovalutare l’importanza di un’alimentazione sana, ed è importante non esagerare con alcol, caffè e fumo, che potrebbero causare ripercussioni a livello intestinale. Inoltre, non bisogna prendere sempre lo stesso antibiotico già dai primi sintomi: prima di assumere qualsiasi medicinale è opportuno chiedere consiglio al medico.

Ultimo ma non meno importante, chiedere il parere di un Urologo, e non solo di un Ginecologo, è fondamentale per un’efficace risoluzione della malattia.

 

 

Editor Karin Mosca

Dott. Paolo Piana
Urologia

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