Vene varicose: scleroterapia per combattere l’inestetismo più temuto dalle donne!

Autore: Prof. Fabrizio Mariani
Pubblicato: | Aggiornato: 27/06/2023
Editor: Antonietta Rizzotti

Le vene varicose (varici) sono una malattia cronica (malattia venosa cronica) legata a fattori costituzionali, genetici e ambientali che rendono meno elastiche e dilatate le pareti delle vene. Il Prof. Fabrizio Mariani, esperto in Angiologia a Siena, ci parla dei trattamenti delle varici in particolar modo della scleroterapia

In quali aree si manifestano maggiormente le vene varicose?

Esse si manifestano agli arti inferiori come cordoni superficiali bluastri e tortuosi e possono procurare crampi gambe di donnanotturni, gonfiore, pesantezza, bruciore, senso di tensione e prurito alle gambe. Se trascurate si possono manifestare complicanze legate al ristagno del sangue, infiammazioni come le flebiti o nei casi più gravi le trombosi venose e le ulcere.

Quali sono le possibili soluzioni terapeutiche?

A seconda della gravità della malattia venosa cronica possono essere prese in considerazione varie soluzioni terapeutiche, che possono anche essere integrate l’una con l’altra a giudizio dello specialista:  

  • Compressione con calze elastiche terapeutiche o bendaggi; è il trattamento di base, sia preventivo che curativo, della malattia venosa cronica.
  • Asportazione chirurgica delle varici; lo stripping safenico e le varicectomie, quando possibile con minincisioni, sono le tecniche più comuni riservate oggi solo agli stadi più avanzati della malattia venosa cronica.
  • Trattamenti minimamente invasivi endovenosi delle vene safene; la termoablazione endovenosa laser o con radiofrequenza, la iniezione di colla biocompatibile e i trattamenti chimico-meccanici.
  • Scleroterapia delle varici; si esegue attraverso l’iniezione di particolari sostanze che provocano un danno all’interno della vena o del capillare con una conseguente modesta infiammazione e, dopo alcune settimane, il loro riassorbimento e scomparsa.

Scleroterapia, che cos’è e in cosa consiste?

Questo tipo di trattamento è indicato soprattutto per i capillari, le varicosità superficiali e in molti casi anche per la vena grande e piccola safena e le varici collaterali maggiori.

Esistono diversi agenti sclerosanti, che sono usati a seconda del tipo di varicosità e delle indicazioni cliniche relative al paziente. Subito dopo l’iniezione la varice viene compressa e viene applicata una calza elastica terapeutica o un bendaggio. In caso di varici di piccole dimensioni o di capillari, può essere sufficiente la compressione con un tampone e delle strisce di cerotto e una calza elastica leggera.

La “schiuma sclerosante” o “foam” è una miscela di agente sclerosante con una quantità prestabilita di aria o, meglio, con un gas biocompatibile. L’iniezione di schiuma garantisce risultati migliori, soprattutto nelle varici di calibro maggiore.

La terapia sclerosante delle varici di calibro maggiore e delle vene grande e piccola safena può essere effettuata con la tecnica di scleroterapia ecoguidata con schiuma sclerosante: la tecnica prevede l’iniezione sotto controllo ecografico, in modo da garantire una maggiore precisione e sicurezza. Il recupero funzionale è immediato e il paziente, con le dovute precauzioni, può riprendere subito la vita normale. Il trattamento sclerosante si effettua di solito in più sedute, il risultato definitivo richiede tempi più o meno lunghi, diversi da caso a caso.

Quali sono le norme di preparazione?

La visita flebologica e l’esame Ecocolordoppler sono indispensabili per una corretta diagnosi e per poter stabilire il trattamento più adatto. L’Ecocolordoppler è una indagine ecografica non invasiva che permette di studiare il sistema arterioso e venoso con la massima accuratezza.

Lo specialista è così in grado di capire se e quanto i disturbi riferiti sono provocati da problemi legati alla circolazione e di definire con precisione le vene da curare e quale tipo di trattamento effettuare, che deve essere sempre il meno invasivo e il più efficace possibile.

Con l’Ecocolordoppler possiamo effettuare una mappatura della rete venosa e quindi impostare un trattamento mirato e personalizzato alle necessità del paziente.

In molti casi è utile eseguire altre indagini come la Reografia a luce riflessa e/o la Pletismografia, che danno una valutazione quantitativa del danno venoso, utili soprattutto per valutare l’efficacia dei trattamenti effettuati e nei casi clinici più complessi la presenza e l’evoluzione delle trombosi venose.gambe di donna

Gli esami radiologici invasivi, quali la Flebografia o l’AngioTac, sono riservati a pazienti che presentano situazioni cliniche complesse, alla diagnostica delle malattie del sistema venoso profondo e alle trombosi venose più gravi o estese alle vene addominali.

Quali possono essere i rischi?

La scleroterapia, praticata da specialisti con le indicazioni e le tecniche adeguate, è una procedura sicura, è praticata in tutto il mondo dagli inizi del secolo scorso.

Negli ultimi decenni si è molto evoluta e migliorata in termini di efficacia e sicurezza ed oggi è insostituibile nel trattamento completo della malattia venosa cronica.

In corrispondenza della sede dell’iniezione possono comparire ecchimosi (lividi), modesti rigonfiamenti, indurimenti, arrossamenti della cute o una sensazione di tensione: sono fenomeni che scompaiono spontaneamente in alcuni giorni.

Nel caso raro di allergie o di ipersensibilità agli agenti sclerosanti possono manifestarsi effetti transitori come: prurito, starnuti, eruzioni cutanee, sensazione di gusto metallico in bocca, cefalea, scotomi (visione di punti luminosi), capogiri con vomito, febbre ed altre lievi reazioni che possono avere una durata da alcuni minuti a qualche ora.

Le complicanze più gravi che possono compromettere le funzioni vitali (cuore, circolazione, respirazione, reni), come lo shock anafilattico o l’embolia polmonare, sono rarissime.

 

Prof. Fabrizio Mariani
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