Visione sfocata o distorta? Potrebbe essere cheratocono!

Autore: Dott. Gaetano Cupo
Pubblicato: | Aggiornato: 11/03/2019
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Gaetano Cupo, esperto in Oculistica a Roma, ci spiega come riconoscere e curare il cheratocono, una condizione che colpisce soggetti giovani e causa un offuscamento progressivo della vista

Che cosa s’intende per cheratocono?

La cornea può essere definita come una finestra trasparente, a forma di cupola, situata nella parte anteriore dell’occhio. In presenza di cheratocono, la cornea si assottiglia e sporge (prende la forma di un cono) causando un’alterazione nella direzione dei raggi di luce che si concentrano nell’occhio, portandoli fuori fuoco sulla retina. Il cheratocono influisce negativamente non solo sulla qualità della visione, che risulterà distorta e sfocata, ma anche sull’esecuzione di normali attività quotidiane come leggere e guidare.

Cheratocono: chi colpisce e come si manifesta?

Il cheratocono si manifesta generalmente nella tarda adolescenza, in soggetti di circa 20 anni, e si stima che circa 1 persona su 10 con cheratocono abbia un familiare affetto dalla stessa patologia. Questa condizione è frequentemente bilaterale e provoca una visione molto distinta tra i due occhi. I sintomi del cheratocono nella sua fase iniziale sono:

Vista offuscata

  • Visione leggermente distorta (le linee rette appaiono piegate o ondulate)
  • Fotofobia, cioè aumento della sensibilità alla luce e abbagliamento
  • Gonfiore e arrossamento degli occhi

Nelle fasi più avanzate della malattia, è possibile invece riscontrare una visione più sfocata e distorta, con aumento di miopia o astigmatismo che in molti casi rende necessaria la prescrizione di occhiali, dato che il paziente non è più in grado di indossare le lenti a contatto a causa della curvatura della cornea.

Come si evolve la malattia?

Il cheratocono generalmente necessita di anni prima di evolvere dalla fase iniziale a quella tardiva, ma in alcuni soggetti, invece, è possibile riscontrare un rapido peggioramento. In questi casi, la cornea può gonfiarsi ed opacizzarsi improvvisamente, rendendo la visione sempre più sfocata e distorta.

Quali sono le possibili procedure per curare il cheratocono?

Il trattamento del cheratocono varia in base ai sintomi manifestati da ogni paziente. In caso di sintomatologia lieve, è possibile correggere il cheratocono con l’utilizzo di occhiali, per poi passare all’utilizzo di lenti a contatto rigide in grado di mantenere la corretta messa a fuoco dell’occhio. Ulteriori tecniche per trattare il cheratocono sono:

  • Intacs: questo tipo di dispositivo dalla forma curva viene inserito chirurgicamente all’interno della cornea dallo specialista, in modo da appiattirla e migliorare la visione del paziente;
  • Cross-linking: grazie all’utilizzo di una speciale luce UV e di un collirio con riboflavina per rafforzare la cornea, l’oculista potrà appiattire ed irrigidire l’organo;
  • Trapianto di cornea: questa opzione viene presa in considerazione in caso di grave sintomatologia. Lo specialista, attraverso il trapianto di cornea, sostituisce quest’organo (parzialmente o nella sua totalità) con del tessuto corneale prelevato da un donatore sano.

Dott. Gaetano Cupo
Oculistica

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