

Il diabete mellito di tipo 2 è una condizione cronica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue (glicemia).
Alla base del diabete di tipo 2 vi sono principalmente due meccanismi: una ridotta sensibilità dei tessuti all'insulina, chiamata insulino-resistenza, e una progressiva difficoltà dell'organismo a produrre una quantità sufficiente di insulina.
Ricordiamo che l'insulina è un ormone prodotto dal pancreas che permette al glucosio presente nel sangue di entrare nelle cellule ed essere utilizzato come fonte di energia. Quando il nostro corpo non ne produce una quantità sufficiente oppure i nostri tessuti non rispondono in maniera efficace all'azione di questo ormone, la glicemia tende ad aumentare.
Dopo un pasto, i carboidrati contenuti negli alimenti vengono digeriti e il glucosio viene assorbito dall'organismo. Per questo motivo, i carboidrati rappresentano il macronutriente che influenza più direttamente e rapidamente l'aumento della glicemia dopo il pasto.
È importante, però, ricordare che la risposta glicemica non dipende esclusivamente dai carboidrati. Anche proteine e grassi possono influenzarla, sebbene attraverso meccanismi e con tempi differenti.
L'incremento della glicemia dopo un pasto è variabile e dipende da diversi fattori, tra i quali principalmente:
Per questo motivo, non è corretto considerare un alimento esclusivamente sulla base della sua capacità di "alzare la glicemia".
La risposta è no. Una delle idee più diffuse è che esista una dieta standard per tutte le persone affette da diabete.
In realtà, l'alimentazione deve essere personalizzata.
Due persone con la stessa diagnosi possono infatti avere esigenze molto diverse in funzione dell'età, della composizione corporea, della terapia farmacologica, dell'eventuale terapia insulinica e della presenza di altre patologie.
Per questo motivo, le indicazioni generali contenute in questa guida non sostituiscono un piano alimentare personalizzato.
Un metodo semplice per iniziare a orientarsi è quello di costruire un pasto completo.
Immagina di dividere idealmente il piatto in tre parti:
Completa il pasto con una fonte di grassi di buona qualità, come l'olio extravergine di oliva, e, quando previsto, con una porzione di frutta.
Le quantità devono essere adattate alle esigenze individuali.
I carboidrati rappresentano un'importante fonte di energia per il nostro organismo. Per questo non devono essere eliminati in caso di diabete, ma è fondamentale porre attenzione alla quantità e alla qualità.
Le diverse fonti di carboidrati sono prevalentemente:
La scelta dovrebbe privilegiare alimenti poco o minimamente processati e ricchi di fibre.
L'alimentazione rappresenta una componente importante nella gestione del diabete, ma non è l'unica.
L'attività fisica regolare può contribuire a migliorare la sensibilità all'insulina, la salute cardiovascolare e il benessere generale. Il tipo e l'intensità dell'attività fisica devono essere adattati alla propria condizione clinica.
Anche piccoli cambiamenti possono essere utili: andare al lavoro a piedi o in bicicletta, non prendere l'ascensore ma utilizzare le scale quando possibile.
Sbagliato.
Un alimento integrale contiene generalmente più fibra rispetto alla versione raffinata, ma contiene comunque carboidrati. La dicitura "integrale" non significa quindi che sia possibile consumarne quantità illimitate.
Sbagliato.
La frutta contiene naturalmente zuccheri, ma anche fibre, vitamine, minerali e altri composti bioattivi. Non va quindi eliminata.
È generalmente preferibile consumare il frutto intero piuttosto che bere un succo di frutta e consumarlo sempre in associazione a una fonte di grassi e/o proteine.
Banana, uva, fichi, cachi e altri frutti vengono spesso considerati "vietati". In realtà, non è necessario classificare la frutta in categorie di alimenti consentiti e proibiti.
È più utile considerare porzione, frequenza e composizione complessiva dei pasti.
La dicitura "senza zuccheri aggiunti" non significa automaticamente che un prodotto sia migliore dal punto di vista nutrizionale o che non contenga naturalmente zuccheri.
È sempre importante leggere con attenzione l'etichetta e valutare la qualità complessiva dell'alimento, considerando carboidrati, di cui zuccheri, fibre, grassi e gli altri valori nutrizionali.
Essere naturale non significa essere privo di zuccheri. Anche il miele contiene zuccheri e deve essere consumato con moderazione.
Le indicazioni generali possono essere un buon punto di partenza, ma una persona con diabete può avere esigenze molto specifiche.
È particolarmente importante rivolgersi al proprio medico e al professionista della nutrizione quando:
Avere il diabete non significa smettere di mangiare con piacere.
Significa imparare a conoscere meglio gli alimenti, comprendere come inserirli nella propria alimentazione e costruire abitudini che possano essere mantenute nel tempo.
Non servono perfezione e rigidità, ma consapevolezza e personalizzazione.
Nota: le indicazioni contenute in questa guida hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono la valutazione del medico o del dietista/nutrizionista. La terapia nutrizionale deve essere personalizzata sulla base delle caratteristiche individuali, delle condizioni cliniche, degli eventuali farmaci assunti e degli obiettivi terapeutici.
Nutrizione e Dietetica a Viareggio