Affrontare la stitichezza: un quadro completo e soluzioni efficaci

La stitichezza è una condizione comune che può influenzare la qualità della vita di molte persone. Imparare a riconoscere i sintomi, comprendere le cause sottostanti e conoscere le opzioni di trattamento può aiutare a gestire efficacemente questo disturbo gastrointestinale. Ne parliamo in questo articolo con il Dott. Ugo Grossi, Chirurgo Generale con vasta esperienza in ambito Colorettale e Proctologia!
Quali sono i sintomi tipici della stitichezza e come si differenzia da una normale funzione intestinale?
La stitichezza primaria è una condizione che affligge il 14% della popolazione occidentale e denota una difficoltà nel defecare più o meno associata a infrequenza defecatoria. A tale proposito, consideriamo tendenzialmente normale una frequenza defecatoria che oscilla fra le 3 volte al giorno alle 3 volte a settimana.
Si distingue dalla stitichezza secondaria legata a patologie mediche come ad esempio neuropatie, disordini del tessuto connettivo, uso di farmaci, etc.
Quali sono i segni di avvertimento che indicano la necessità di cercare assistenza medica per la stitichezza?
È opportuno rivolgersi al medico di famiglia, che a sua volta potrà riferire il paziente ad uno specialista, quando i sintomi di stitichezza non accennano a scomparire dopo aver utilizzato rimedi di prima linea, come ad esempio un adeguato apporto idrico e di fibre nelle 24h, o si associano a sintomi di allarme come tracce di sangue nelle feci, dimagrimenti non intenzionali, etc.

Quali sono le cause più comuni della stitichezza?
Si tratta di una condizione che ha cause multifattoriali, quali:
- dieta poco equilibrata
- menopausa
- anomalie anatomiche del colon-retto
- incoordinazione addomino-pelvica durante la spinta defecatoria, conosciuta come ‘dissinergia’.
Quali sono le opzioni di trattamento disponibili per la stitichezza?
Sicuramente la modifica dello stile di vita, assicurando un corretto apporto di fluidi (almeno 2.5L) e fibre (almeno 25-30 grammi) nelle 24h è il primo rimedio.
La terapia medica si avvale di molteplici forme di lassativi con svariati meccanismi d’azione, prescrivibili dopo attenta anamnesi ed esclusione di cause secondarie di stipsi.
Disponiamo inoltre di fisioterapia e biofeedback per riallenare il paziente ad una corretta spinta defecatoria in caso di dissinergia.
In caso di dimostrate alterazioni anatomiche ostacolanti la defecazione, è possibile ricorrere a interventi chirurgici mini-invasivi tra cui rettopessi laparoscopica/robotica, plastica di rettocele, e altri ancora.
Quali modifiche dello stile di vita possono essere utili per prevenire o gestire la stitichezza?
L’esercizio fisico abbinato a una dieta equilibrata è di fondamentale importanza per correggere un’alterazione dell’alvo.
Quali sono le complicazioni più comuni associate alla stitichezza?
Più che di complicazioni possiamo parlare di cronicizzazione del problema. Dopo fallimento della terapia medica, vi sono cause di stipsi primaria correggibili mediante interventi chirurgici mini-invasivi mirati al singolo paziente dopo un’attenta anamnesi ed esecuzione di test specialistici.

