Anemia: non è solo questione di ferro!

Autore: Prof. Angelo Carella
Pubblicato: | Aggiornato: 23/04/2019
Editor: Antonietta Rizzotti

L’anemia è una condizione rappresentata dalla riduzione di emoglobina, rispetto ai normali parametri, che causa l’incapacità del sangue di trasportare le giuste quantità di ossigeno. Il Prof. Angelo Carella, esperto in Ematologia a Genova, ci aiuta a capire meglio

Prof. Carella, cosa s’intende per anemia?

L’anemia si considera severa con valori inferiori a 8g/dL. Negli adulti sani quotidianamente circa l’1% degli eritrociti circolanti viene rinnovato in forma di reticolociti e lo stesso numero di eritrociti senescenti viene rimosso. Gli eritrociti circolano per circa 110-120 giorni; successivamente lo stress ossidativo e altri eventi modificano la loro struttura, cui segue la loro fagocitosi da parte del sistema reticolo-endoteliale. Le forme di anemia di carattere cronico si verificano quando la vita degli eritrociti circolanti è inferiore a 110 giorni.

Come si deve procedere per l’inquadramento eziopatogenetico dell’anemia?

Attraverso un’attenta visita dell’Ematologo. Ai fini diagnostici devono essere analizzati sintomi e segni clinici del paziente, oltre ad interpretare correttamente la sua storia clinica e i risultati di laboratorio.

Inoltre sono fondamentali le seguenti informazioni:

  • Origine etnica del paziente;
  • Esposizione professionale a farmaci e sostanze chimiche, radiazioni ionizzanti;
  • Presenza di una patologia digestiva;
  • Valutazione della quantità delle mestruazioni ed eventuali aborti nella donna;
  • Verifica della presenza di sangue occulto nelle feci. In questo caso sarà necessario eseguire una esofago-gastroscopia e una rettosigmoidocolonscopia.

Come si classificano le anemie?

In generale è possibile distinguere le anemie nei seguenti gruppi:

  1. Produzione di globuli rossi ridotta a causa di carenze acquisite o congenite di eritroblasti (genitori dei globuli rossi) o a causa della bassa produzione di eritropoietina spesso associata ad insufficienza renale;
  2. Eritroblastolisi midollare: ovvero la mancanza di maturazione degli eritroblasti e conseguente loro morte nel midollo. Si osserverà nel sangue periferico la presenza di globuli rossi di volume aumentato, che prendono il nome di macrociti. Appartengono a questo gruppo le anemie secondarie a carenza di vitamina b12 ed acido folico. Il trattamento da adottare è rappresentato dalla somministrazione delle vitamine carenziali. Sui pazienti che invece presentano i valori normali di vitamina b12 e acido folico non deve escludere la possibilità di una sindrome mielodisplastica, una malattia che solitamente si presenta nei pazienti con età superiore ai 60 anni. In questi casi vi è mancata produzione di cellule sane da parte del midollo osseo e la patologia potrebbe evolvere in una leucemia acuta.
  3. Anemie derivanti da una ridotta sintesi dell’emoglobina come:
  • Emoglobinopatie
  • Talassemie
  • Carenza di ferro
  • Carenza proteica e gravi stati infiammatori

Tra queste l’anemia dovuta alla carenza di ferro è la più diffusa e si caratterizza per i seguenti sintomi clinici:

  • Marcata astenia
  • Adinamia
  • Alterazioni delle mucose e degli annessi cutanei (in particolare unghie fragili, atrofia delle papille della lingua, stomatite angolare, gastrite).

Nella donna sana la perdita di ferro si verifica naturalmente durante la fase mestruale, della gravidanza o durante l’allattamento.

  1. Anemie causate da una ridotta sopravvivenza dei globuli rossi. Le anemie si caratterizzano per la riduzione della durata della vita dei globuli rossi. In questo caso la riduzione della loro vita è dovuta all’emolisi. Si tratta di anemie caratterizzate da:
  • Aumento di bilirubina non coniugata;
  • Presenza di globuli rossi giovani (reticolociti) nel sangue periferico;
  • Incremento della quantità di eritroblasti nel midollo.

Le cause associate ad emolisi possono essere dovute a:

  • Difetto congenito dei globuli rossi;
  • Difetto acquisito della membrana (sferocitosi ereditaria, emoglobinuria parossistica notturna, deficit di alcuni enzimi, etc.);
  • Aggressione esterna da parte di autoanticorpi al globulo rosso (anemie emolitiche immuni).

Attraverso il test di COOMBS è possibile confermare la presenza di anticorpi antiglobuli rossi.

Prof. Angelo Carella
Ematologia

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