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Aneurisma cerebrale: dai sintomi alla diagnosi

L'aneurisma cerebrale è una patologia vascolare intracranica complessa che richiede una diagnosi accurata e una presa in carico da parte di uno specialista neurochirurgo esperto in patologia vascolare. Informare adeguatamente il paziente riguardo la propria condizione, e chiarire le eventuali opzioni di trattamento comprensive dei limiti e dei rischi delle stesse, sono aspetti indispensabili per un corretto approccio a questa condizione e una gestione terapeutica efficace. 

Cos’è un aneurisma cerebrale?

Un aneurisma cerebrale è una dilatazione localizzata e anomala della parete di un'arteria intracranica, causata da un indebolimento intrinseco della parete stessa. Sebbene nella maggior parte dei casi gli aneurismi intracranici siano asintomatici e scoperti incidentalmente (cosidetti aneurismi “intatti” o non rotti”), il loro significato clinico primario risiede nel rischio di rottura. In alcune circostanze possono essere sintomatici per effetto del loro volume e come risultato della compressione di tessuto nervoso, mentre più frequentemente possono rompersi e provocare un’emorragia cerebrale nota come emorragia subaracnoidea, una condizione molto seria che richiede un intervento terapeutico immediato.

Quali sono i sintomi principali?

Sebbene molti aneurismi intracranici siano incidentali e rimangano spesso silenti, la rottura di un aneurisma intracranico (Emorragia SubAracnoidea, acron. ESA) è un evento grave, un'emergenza medico-chirurgica che richiede un riconoscimento e un intervento medico immediati.

I sintomi tipici di un’emorragia subaracnoidea da rottura di aneurisma sono:

  • Cefalea improvvisa e violenta (thunderclap headache): è il sintomo tipico. Viene spesso descritta come il peggior mal di testa mai provato nella propria vita, e raggiunge l'intensità massima in pochi secondi.
  • Rigidità nucale (rigor nucalis): la cefalea è spesso accompagnata da intenso dolore alla nuca esteso anche al collo, ed è tale da rendere molto difficoltosa la flessione del mento verso il petto.
  • Deficit neurologici: visione doppia, palpebra cadente (ptosi palpebrale), difficoltà nel parlare (afasia, disfasia), debolezza nel movimento di un arto o degli arti di un lato (emiparesi), possono essere sia i sintomi di un’emorragia subaracnoidea franca sia di un sanguinamento circoscritto, un’avvisaglia che può precedere un sanguinamento più importante (sanguinamento sentinella o warning leak).
  • Nausea e vomito: spesso correlati all'improvviso aumento della pressione intracranica conseguente al sanguinamento.
  • Alterazioni dello stato di coscienza, che possono presentarsi come uno stato confusionale fino alla perdita di coscienza, sono la conseguenza di un rapido aumento della pressione intracranica conseguente all’emorragia.
  • Crisi epilettica: è la conseguenza di un’irritazione della corteccia cerebrale che fa seguito alla rottura dell’aneurisma; talvolta si può osservare anche in caso di aneurismi intatti, ad esempio di gradi dimensioni, che producono una sofferenza del tessuto cerebrale circostante.

In presenza di questi sintomi, è consigliabile allertare i soccorsi medici per essere condotti immediatamente presso il Pronto Soccorso più vicino dove potrà essere effettuata una valutazione medica urgente e gli accertamenti radiologici dedicati. La rapidità dell'intervento è un fattore determinante per la prognosi funzionale del paziente. 

Quali sono le cause e fattori di rischio?

La causa fondamentale della genesi di un aneurisma è il deterioramento della parete vascolare (in particolare della tonaca media) a livello di biforcazioni e diramazioni arteriose, punti sottoposti a maggiore stress emodinamico. Tuttavia, lo sviluppo e l'eventuale rottura di un aneurisma sono eventi multifattoriali e strettamente correlati a specifiche condizioni sistemiche.

I principali fattori di rischio modificabili includono:

  • L'ipertensione arteriosa cronica: aumenta la tensione sulla parete vasale.
  • L'abitudine al fumo di sigaretta: il più significativo fattore tossico.
  • L’abuso di alcol.


Tra i fattori non modificabili rientrano:

  • Una predisposizione genetica o una storia familiare di aneurismi.
  • L'età avanzata: la prevalenza degli aneurismi cerebrali aumenta significativamente dopo i 40-50 anni. Con l'avanzare dell'età, le pareti arteriose sono sottoposte a un processo naturale e cumulativo di invecchiamento. L'età non è un fattore di rischio di rottura isolato, ma interagisce potentemente con le condizioni sistemiche tipiche dell'invecchiamento.
  • Il genere femminile: gli aneurismi cerebrali sono più comuni nelle femmine (rapporto F:M è 2:1).
  • Alcune rare malattie genetiche del tessuto connettivo (come la Sindrome di Ehlers-Danlos o il rene policistico autosomico dominante).


Riconoscere questi fattori consente di intervenire preventivamente con controlli periodici, soprattutto in soggetti a rischio familiare.

Come si effettua la diagnosi?

La valutazione diagnostica di un aneurisma cerebrale si avvale di metodiche di neuroimaging avanzato e ad alta risoluzione essenziali per una valutazione accurata del rischio di rottura e per una eventuale pianificazione terapeutica:

  • Angio-RM (MRA): strumento diagnostico non invasivo fondamentale per lo screening, il follow-up e anche per una valutazione anatomica iniziale.
  • Angio-TC (CTA): strumento diagnostico non invasivo (utilizza però raggi X) esaustivo per una valutazione morfologica e tridimensionale dell'aneurisma e del colletto (neck), ma che non offre informazioni sul flusso sanguigno.
  • Angiografia a Sottrazione Digitale (DSA): costituisce il gold standard per la visualizzazione tridimensionale dell'aneurisma, del colletto (neck) e della sua relazione con le arterie parentali e i rami perforanti.


Un’accurata diagnosi è l’elemento di partenza essenziale per poter offrire al paziente un’informativa individuale e personalizzata sui rischi correlati alla condizione patologica di cui è portatore (aneurisma cerebrale intatto). Questo processo comporta la necessità di consultare uno specialista neurochirurgo o neuroradiologo interventista esperto in patologia vascolare intracranica per avere il giusto supporto.