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Ansia e paura: due emozioni solo apparentemente simili nella vita quotidiana

Quando un parola entra nell’uso comune a volte subisce una sorta di diluizione che porta a stemperare e a rendere ‘ovattata’ l’essenza e il significato del termine stesso. Questo per esempio vale per la definizione di ‘ansia’; spesso ognuno di noi usa questo vocabolo in vari contesti ed occasioni per definire una situazione che crea preoccupazione, inquietudine o che spaventa.

In realtà a volte, dentro di noi, si confondono e si sovrappongono le emozioni di ansia e di paura, apparentemente interscambiabili ed equivalenti, ma solo apparentemente. Le persone hanno paura di qualcosa di determinato, la paura è un segnale che si innesca e che può difenderci da un pericolo, è sempre rivolta a qualcosa di esterno, che può o potrebbe succedere.

L’esperienza dell’ansia come perdita di orientamento nella vita quotidiana

L’ansia (e l’angoscia), nelle sue molteplici modalità di espressione, è la dolorosa esperienza della perdita della decifrabilità, un territorio interno ed esterno a noi che diviene irriconoscibile e spaventoso. L’esperienza dell’ansia è un’esperienza di ‘spaesamento’, di perdita dei punti di riferimento che permettono di orientarsi e di riconoscersi nei meandri delle emozioni e degli stati d’animo. L’ansia è un territorio sconosciuto e labirintico nel quale a volte si smarrisce quel filo interiore che permette di ritrovare la strada per uscire.

Il ruolo della psicoterapia nel riconoscere e comprendere l’ansia

L’intervento psicoterapeutico mirato ha lo scopo di aiutare la persona a trovare e ri-trovare la strada che porta verso l’origine e il significato dell’ansia, cercando e scovando le parole per narrarla, affinché essa possa essere riconosciuta e compresa all’interno della propria storia di vita.


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