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Pandemia e disturbi alimentari: un percorso per uscire dalla paura e affrontare insieme il cambiamento

Dal marzo del 2020 è successo qualcosa, qualcosa che tutti abbiamo ben presente, una pandemia che ha costretto le nostre vite a rimodellarsi all’interno di ritmi e tempi non nostri. Il forzato ‘contenitore casa’ all’interno del quale le persone sono state costrette in questi mesi ha, in alcuni casi, amplificato e fatto emergere le fragilità interiori in una dimensione di solitudine o di convivenza conflittuale. Neppure l’alternanza di periodi di alleggerimento dei divieti ha permesso di guardare dentro di sé incontrando l’altro, cercando le parole per condividere qualcosa che entra nella vita e che non si riesce a dire.

Il rapporto problematico con il cibo e le nuove forme di disagio

Il rapporto problematico con il cibo, le diete severe e gli ingurgitamenti, la continua lotta fra desiderio e bisogno, il vuoto incolmabile e il pieno invisibile sono dimensioni di un disagio che in questo ultimo anno sono emersi ancora di più evidenti, e più nascosti…

Corpo e mente: una relazione complessa nei disturbi alimentari

Nei ritmi quotidiani stravolti, nel forzato immobilismo emerge una difficoltà di coesione tra il sé corporeo e il sé psicologico, il corpo e la mente si intrappolano in una con-fusione tra piacere e sofferenza.

A volte sono espressioni di un malessere che già le persone conoscono e che riemerge con potenza; a volte appare come qualcosa di nuovo e indicibile, che passa attraverso quello che sintomaticamente viene definito disturbo alimentare.

Il percorso di consapevolezza e la richiesta di aiuto

Tuttavia il percorso che conduce l’essere umano alla consapevolezza di trovarsi all’interno di una dinamica autodistruttiva e decidere di chiedere aiuto è un percorso complesso e doloroso. La cura dei disturbi alimentari prevede una presa in carico integrata e multidisciplinare di più figure professionali. Andare verso un cambiamento, prendersi cura della propria difficoltà all’interno di uno spazio terapeutico.

L’importanza di uno spazio intermedio: l’Interregno Terapeutico

A volte è però necessario uno spazio intermedio, un ponte tra paura e cambiamento, tra negazione e riconoscimento di ciò che sta accadendo dentro la nostra mente e il nostro corpo.

Ciò che si vuole proporre è un luogo di condivisione, un sostegno che aiuti a definire il significato di cambiamento, di cura, un’attesa costruttiva prima di una decisione importante. Potremmo chiamare questo spazio ‘Interregno Terapeutico’.

Incontri individuali e di gruppo per ritrovare equilibrio e consapevolezza

Si tratta di incontri, con uno psicologo psicoterapeuta, che precedono ogni scelta, che sospendono la decisione per arrivare ad una decisione di consapevolezza.

Sono incontri individuali o di gruppo (quando sarà possibile incontrarci in gruppo con i nostri corpi presenti) dove si pongono domande, si chiedono informazioni pratiche, si ascoltano parole e storie simili, ma anche diverse, si trova il vocabolario interiore che permette di avvicinarsi a quello che potrà essere il proprio personale percorso di cura.


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