Apnea del sonno: sintomi e trattamenti

Apnea del sonno: come sapere se si russa

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 15/08/2018
Editor: Top Doctors®

Le apnee notturne possono creare sonnolenza durante il giorno e, nei casi più gravi, indurre infarti ed ictus. Il nostro esperto Odontoiatria di TopDoctors ci spiega come sapere se soffriamo di apnea e come trattarla

Che cosa sono l’apnea, l’ipopnea e la rocopatia?

L’apnea è l’assenza di respirazione, ed è la tecnica che utilizzano i sub. In alcune persone l’apnea blocca completamente le vie aeree al momento di dormire perché la nostra mandibola, come anche tutti i muscoli del nostro corpo, è rilassata e dormendo supini si sposta verso l’interno. In una persona normale questo movimento della mandibola produce una riduzione del canale di respirazione senza però chiuderlo completamente, permettendogli quindi di dormire senza problemi. Ci sono però persone in cui queste vie respiratorie si chiudono completamente (apnea del sonno), oppure si chiudono parzialmente (ipopnea). La roncopatia, invece, è la vibrazione dei tessuti del palato molle e di quelli circostanti. È come se prendessimo moltissima aria e la rilasciassimo con molta forza chiudendo però le labbra: le labbra vibrerebbero e questa vibrazione è la roncopatia. Piccole apnee sono normali, ma quando l’apnea supera i 10 secondi si considera patologica.

Come posso sapere se vado in apnea?

Al giorno d’oggi esistono prove assolutamente obiettive per diagnosticare le apnee, come ad esempio la polisonnografia. Questa può essere eseguita in ospedale o a casa controllando una serie di parametri del corpo. Se non è mai stato effettuato nessuno di questi esami, bisogna sapere che l’apnea, negli adulti, è accompagnata normalmente da una sonnolenza quasi continua, stanchezza e pigrizia. Un altro sintomo si può notare quando la mattina ci si sveglia con il pigiama totalmente sudato ed il letto disfatto: questo avviene perché quando si ha un’apnea prolungata il cervello ci sveglia, ci fa agitare e passare la notte muovendoci da un lato all’altro. L’apnea notturna è la causa di molti incidenti stradali e di molti infarti ed emorragie cerebrali in persone giovani. Nei bambini, invece, bisogna osservare se si addormentano nel tragitto in macchina dalla scuola a casa. Oltre alla sonnolenza bisogna prestare attenzione anche a sporadici momenti di iperattività e mancanza di concentrazione, che possono essere la causa di un basso rendimento scolastico.

Quali sono i trattamenti per l’apnea?

I dentisti possono offrire una soluzione chiamata MAD: un dispositivo di avanzamento mandibolare con cui, nel momento di chiudere la bocca, la mandibola viene obbligata a non retrocedere. Esistono vari dispositivi sul mercato, come ad esempio il CPAP che inietta aria a pressione in modo che, nonostante la via aerea venga chiusa, sia garantita la respirazione. Questi dispositivi possono essere inseriti nel naso oppure esistono sotto forma di mascherine per chi respira con la bocca. In fin dei conti, però, l’unico trattamento curativo è la chirurgia ortognatica in cui si avanza la mascella aumentando la dimensione della via aerea. I pazienti che si sottopongono a questa chirurgica non avranno più bisogno, per tutta la vita, di trattamenti contro le apnee del sonno.

 Redazione di Topdoctors

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Odontoiatria


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