Apnee notturne: attenzione alla patente!

Autore: Prof. Stefano Di Girolamo
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Editor: Top Doctors®

Molte sono le conseguenze delle apnee notturne: danni alla salute, umore a terra, scarsa concentrazione sul lavoro. Le OSAS, però, implicano anche gravi conseguenze sociali, tra cui le alte spese di ospedalizzazione, la perdita della produttività sul lavoro e l’elevato numero degli incidenti stradali. Proprio per arginare la piaga degli incidenti, l’Italia ha stabilito nel 2016 il ritiro della patente di guida ai pazienti che non curano adeguatamente la malattia. Ce ne parla il Prof. Stefano Di Girolamo, Professore Ordinario di Otorinolaringoiatria all'Università di Tor Vergata e Responsabile della UOSD di Audiologia e Foniatria del Policlinico Tor Vergata

 

 

1) Cosa prevede la normativa riguardo le OSAS?

Secondo la normativa, chi soffre di sindrome delle apnee croniche ostruttive nel sonno deve informare il medico incaricato al controllo per il rinnovo della patente e, nel caso in cui non ci sia ancora una diagnosi, rispondere ad un questionario che rilevi una sonnolenza diurna, uno dei sintomi principali.

Il decreto del Ministero della Salute lascia al guidatore la responsabilità del rinnovo della patente attraverso un test soggettivo. Si legge nel decreto: I richiedenti il rinnovo o il rilascio della patente di guida individuati dal medico monocratico come «soggetti con sospetta OSAS» sulla base dei criteri prima riportati, dovranno essere oggetto di ulteriore approfondimento mediante il questionario allegato, per indagare le condizioni di sonnolenza diurna presentate. Si tratta di un questionario semplice, in cui il guidatore deve indicare se si appisola frequentemente davanti alla televisione, in macchina se non guida, conversando con qualcuno o durante i pasti.

Quest'ultima misura, però, ha sollevato perplessità, in particolare fra gli specialisti in Otorinolaringoiatria. Infatti, è facile intuire come la maggior parte dei conducenti, poco informati sulla gravità dell’OSAS per la loro salute, negherà di avere sonnolenza diurna pur di non perdere la patente. Pensiamo, per esempio, ai conducenti di camion e agli autisti: è difficile che lamentino i sintomi se in rischio c’è la possibilità di lavorare.

 

2) Cosa suggerirebbe di usare al posto del questionario?

Il Ministero dovrebbe coinvolgere gli specialisti, in questo caso gli Otorinolaringoiatri, per avere un consulto adeguato ed effettuare una diagnosi della malattia. Non bisogna bruciare l’occasione di fare realmente medicina preventiva su una patologia il cui trattamento rende migliore la qualità della vita e la salute delle persone, senza considerare il significativo risparmio economico dello Stato.

 

3) L'accento è stato posto soprattutto sulla sonnolenza alla guida. Quanto è reale il rischio?

Le apnee notturne, oltre a raddoppiare la possibilità di incidenti sul lavoro e ridurre l’efficienza lavorativa, sono la causa di un quarto degli incidenti automobilistici gravi: aumentano da 2 a 7 volte la possibilità di incidenti automobilistici, con una percentuale di mortalità doppia rispetto agli incidenti dovuti ad altre cause (11.4% contro il 5.62%).

 

4) Quali sono le conseguenze dell’apnea notturna sulla salute?

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno arreca gravi conseguenze alla salute: aumento del rischio di ipertensione, infarto e ictus, obesità, diabete, insufficienza cardiaca, aritmie, reflusso gastroesofageo. Anche la qualità della vita viene influenzata negativamente, in quanto la malattia provoca sonnolenza diurna, faticabilità, scarsa concentrazione, umore depresso, deficit di attenzione e della memoria. L'apnea è pericolosa perché consiste nell'interruzione della respirazione oltre 10 secondi. Perché il passaggio dell'aria possa riprendere, è necessario che il cervello "si risvegli", anche se per pochissimi secondi: in questo modo il cervello non riposa come dovrebbe.

Nei bambini, poi, le apnee notturne sono causa anche di disturbi comportamentali con iperattività, irritabilità, scarso rendimento scolastico e ritardo dello sviluppo psicofisico.

 

5) Le OSAS sono molto diffuse in Italia?

In Italia sono circa 2 milioni le persone affette da apnee ostruttive, ma la maggior parte di queste ne è inconsapevole. D’altronde scarsa è anche la conoscenza tra i medici di base.  Nonostante sia una patologia facilmente diagnosticabile e, se adeguatamente trattata, completamente guaribile, solo nel 4-7% dei casi si arriva ad una diagnosi e ad un trattamento.

 

6) Come si cura l’apnea notturna?

Il primo consiglio è quello di dimagrire se si è obesi o in forte sovrappeso. In seguito, bisogna migliorare la posizione del sonno, eliminare le sostanze eccitanti prima del sonno, l’alcol e il tabacco. Il 30% dei pazienti risolve il problema con la chirurgia, ma inizialmente si consiglia al paziente l’uso della CPAP, un dispositivo meccanico, simile ad una maschera, che aiuta il paziente nella respirazione durante il sonno.

L’approccio al Policlinico Tor Vergata è multidisciplinare, poiché si avvale dell’Otorinolaringoiatra, del Neurologo, del Cardiologo e dello Pneumologo. Inoltre, quello del Tor Vergata è fra i tre centri di riferimento regionali, riconosciuti dall’AIMS (Associazione Italiana Medicina del Sonno) per la cura delle patologie legate al sonno.

 

Editor Karin Mosca

Prof. Stefano Di Girolamo
Otorinolaringoiatria

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