Soluzioni Digitali

Bypass aorto-coronarico: sai come funziona?

In Italia, la cardiopatia ischemica rappresenta il 35% dei decessi legati a malattie cardiovascolari, con circa 130.000 morti ogni anno. Ogni anno si registrano circa 120.000 nuovi casi di infarto miocardico. Secondo l'OCSE, 44 persone ogni 100.000 vengono sottoposte almeno una volta nella vita a un intervento di bypass aorto-coronarico (CABG).


Quando è indicato procedere alla rivascolarizzazione miocardica?

La rivascolarizzazione miocardica è indicata nei pazienti con coronaropatia stabile che, nonostante la terapia medica ottimale, presentano sintomi persistenti e/o nei casi in cui l'intervento può migliorare la prognosi. La scelta tra angioplastica con stent per via percutanea (PCI) e intervento chirurgico tradizionale (CABG) dipende dalle caratteristiche cardiache ed extra-cardiache del paziente, dalle sue preferenze e dal rapporto rischio-beneficio di ciascuna procedura. Si devono considerare i rischi di complicanze peri-procedurali, come eventi cerebrovascolari, trasfusioni di sangue, insufficienza renale, aritmie e infezioni per il CABG, e pseudoaneurisma dell’arteria femorale, perforazione della coronaria, tamponamento cardiaco e insufficienza renale per il PCI. Importanti sono anche la stima del rischio di morte peri-operatoria, la possibilità di una rivascolarizzazione completa, la complessità anatomica delle coronarie e la localizzazione della malattia.


In che cosa consiste l’intervento di bypass aorto-coronarico?

L'intervento di bypass aorto-coronarico viene solitamente eseguito mediante sternotomia longitudinale mediana, con clampaggio aortico e circolazione extracorporea per arrestare il cuore utilizzando la cardioplegia, una soluzione ricca di potassio che preserva il muscolo cardiaco. Vengono creati uno o più ponti vascolari utilizzando le arterie mammarie interne, un segmento di vena grande safena prelevato dalle gambe o l'arteria radiale del braccio non dominante, che vengono anastomizzati sulla coronaria a valle del tratto occluso o stenotico per ripristinare un adeguato apporto di ossigeno al cuore.


Qual è l’aspettativa di vita sottoposto ad intervento di bypass aorto-coronarico?

Nonostante un numero crescente di pazienti ad alto rischio, i risultati degli interventi di bypass aorto-coronarico sono migliorati significativamente nel tempo, con una riduzione notevole della mortalità e delle complicanze peri-operatorie. I tassi di sopravvivenza a 5 anni e 10 anni sono rispettivamente dell'85-95% e del 75%.