Stenosi valvolare aortica: incidenza e aspettativa di vita
Qual è l’incidenza della stenosi valvolare aortica nella popolazione?
La stenosi aortica rappresenta la valvulopatia più frequente in Europa e nel Nord America. Dopo i 75 anni circa 1 persona su 8 è affetto da stenosi aortica moderata o severa. La sua elevata prevalenza è da ricercare nel progressivo aumento dell’aspettativa di vita, ed è quindi, nella maggior parte dei casi una patologia correlata all’età.
Sintomi principali della stenosi aortica e aspettativa di vita di un paziente con stenosi aortica
La triade sintomatologica della stenosi aortica comprende: dispnea, angina pectoris e sincope/lipotimia.
Non sono, tuttavia, rare le forme asintomatiche e paucisintomatiche. La curva di sopravvivenza dei pazienti con stenosi aortica severa precipita marcatamente alla comparsa dei sintomi, con una sopravvivenza media stimata di 2-3 anni e una mortalità annua del 25%.
In che modo viene effettuata la diagnosi di stenosi aortica?
La diagnosi di stenosi aortica è basata sull’ecocardiogramma che ci permette di valutare la severità del vizio valvolare e la morfologia della valvola.
Quando è indicato il trattamento della stenosi aortica?
Nella stenosi aortica severa sintomatica il trattamento è fortemente raccomandato.
Fanno eccezione i pazienti in cui il trattamento non migliorerebbe in modo significativo la qualità e l’aspettativa di vita (a causa di importanti comorbidità) o i pazienti con un’aspettativa di vita inferiore ad un anno a causa di patologie concomitanti (ad esempio
neoplasie maligne in atto con prognosi inferiore all’anno).
Opzioni di trattamento: come viene selezionato l'approccio ottimale per ciascun paziente?
La terapia medica non ha alcun effetto sulla progressione della storia naturale della malattia. Il trattamento della stenosi aortica si suddivide in trattamento chirurgico convenzionale o transcatetere.
- Il primo si basa sulla sostituzione chirurgica, in anestesia generale, della valvola malata tramite una protesi meccanica o biologica attraverso un approccio sternotomico, ministernotomico o minitoracotomico in base alle caratteristiche del paziente.
- Il secondo prevede l’impianto di una valvola biologica all’interno della valvola malata passando preferibilmente dai vasi femorali; quest’ultima procedura viene solitamente condotta senza necessità di anestesia generale.
La scelta di un approccio piuttosto che di un altro si basa su una valutazione da parte di più specialisti (cardiochirurghi, cardioanestesisti e cardiologi ecc.) che sulla base dell’età e della comorbidità del paziente scelgono l’approccio più adeguato e sicuro per ciascun paziente.


