Cardiopatie ischemiche: cosa sono, sintomi, cause e come si diagnosticano

Le cardiopatie ischemiche comprendono un gruppo di patologie cardiovascolari caratterizzate da una riduzione dell'apporto di sangue e ossigeno al muscolo cardiaco. Nella maggior parte dei casi sono legate alla malattia delle arterie coronarie, i vasi sanguigni che portano ossigeno al cuore.
La forma più comune è la cardiopatia ischemica su base aterosclerotica, nella quale la formazione di placche all'interno delle arterie coronarie può restringere progressivamente il loro diametro e ostacolare il normale flusso sanguigno. Quando l'apporto di ossigeno al cuore diventa insufficiente rispetto alle sue necessità, possono comparire sintomi come angina pectoris, mentre un'interruzione improvvisa del flusso può provocare un infarto miocardico.
Le cardiopatie ischemiche rappresentano ancora oggi una delle principali cause di malattia e mortalità a livello mondiale. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la cardiopatia ischemica è stata la principale causa di morte nel mondo nel 2021, con circa 9 milioni di decessi.
Che cosa sono le cardiopatie ischemiche?
Con il termine cardiopatia ischemica si indica una condizione nella quale il muscolo cardiaco non riceve una quantità di sangue e ossigeno sufficiente alle proprie necessità.
Il cuore ha bisogno di un apporto continuo di ossigeno per poter svolgere la sua funzione di pompa. Questo apporto viene garantito dalle arterie coronarie. Quando queste arterie si restringono o si occludono, il flusso sanguigno può ridursi e determinare una condizione di ischemia.
Nella maggior parte dei casi, il problema è dovuto all'aterosclerosi, cioè alla progressiva formazione di placche nelle pareti delle arterie. L'evoluzione della malattia può essere lenta e inizialmente non provocare sintomi evidenti.
La cardiopatia ischemica può manifestarsi quindi in forme diverse, dalla malattia coronarica cronica fino alle manifestazioni acute, come l'infarto miocardico e le altre forme di sindrome coronarica acuta.
Quali sono le principali cause e i fattori di rischio?
Il principale meccanismo alla base della cardiopatia ischemica è l'aterosclerosi coronarica. La probabilità di sviluppare questa condizione aumenta in presenza di alcuni fattori di rischio cardiovascolare.
Tra questi rientrano ipertensione arteriosa, livelli elevati di colesterolo, diabete, fumo, sovrappeso e obesità, sedentarietà e alimentazione poco equilibrata. Anche l'età e la familiarità per malattie cardiovascolari possono contribuire ad aumentare il rischio.
Per questo motivo, la prevenzione cardiovascolare non consiste soltanto nel trattare una eventuale malattia già presente, ma anche nel controllare precocemente i principali fattori di rischio. L'OMS sottolinea infatti l'importanza di intervenire su fumo, alimentazione, attività fisica, peso corporeo, pressione arteriosa e altri fattori modificabili.
Quali sintomi possono provocare le cardiopatie ischemiche?
I sintomi delle cardiopatie ischemiche possono essere molto variabili. Il più caratteristico è il dolore o fastidio al petto, spesso descritto come una pressione, un peso o una sensazione di costrizione.
L'angina pectoris può comparire soprattutto durante uno sforzo fisico o in situazioni di stress, quando aumenta il fabbisogno di ossigeno del cuore. Il disturbo può irradiarsi verso braccio, spalla, schiena, collo o mandibola.
Possono inoltre comparire fiato corto, stanchezza, sudorazione, nausea o senso di malessere. In alcuni casi, soprattutto nelle persone anziane o con diabete, la malattia può presentarsi con sintomi meno tipici o essere inizialmente poco evidente.
Un dolore toracico intenso, improvviso o persistente, soprattutto se associato a difficoltà respiratoria, sudorazione, nausea o dolore irradiato al braccio o alla mandibola, richiede una valutazione medica urgente, perché può essere il segnale di una sindrome coronarica acuta.
Come si diagnosticano le cardiopatie ischemiche
La diagnosi parte dalla valutazione clinica e dei fattori di rischio cardiovascolare. Il cardiologo può raccogliere informazioni sui sintomi, sulla loro comparsa e sulle condizioni in cui si manifestano, oltre a valutare pressione arteriosa, profilo lipidico, glicemia e altri parametri.
Tra gli esami che possono essere utilizzati rientra l'elettrocardiogramma (ECG), che permette di valutare l'attività elettrica del cuore. In base al quadro clinico possono essere indicati anche ecocardiogramma, test da sforzo e altre metodiche di imaging cardiovascolare.
Per alcuni pazienti può essere indicata la TC coronarica, mentre in situazioni selezionate la coronarografia consente di visualizzare direttamente le arterie coronarie e di valutare la presenza e la gravità di eventuali restringimenti.
Le più recenti linee guida europee sottolineano l'importanza di una valutazione personalizzata della probabilità di malattia coronarica, considerando non soltanto età, sesso e sintomi, ma anche i principali fattori di rischio.
Come si curano le cardiopatie ischemiche e che trattamento prevedono
Il trattamento dipende dalla gravità della malattia, dai sintomi, dal rischio cardiovascolare e dalle caratteristiche delle eventuali lesioni coronariche.
Un primo obiettivo è ridurre il rischio di progressione della malattia attraverso il controllo dei fattori di rischio. Possono essere necessari cambiamenti dello stile di vita, come smettere di fumare, seguire un'alimentazione equilibrata, svolgere regolare attività fisica e mantenere un peso adeguato.
Quando indicato, il cardiologo può prescrivere farmaci per controllare il colesterolo, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca o i sintomi dell'angina, oltre alle terapie necessarie per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.
In presenza di restringimenti coronarici significativi, in pazienti selezionati può essere indicata una procedura di rivascolarizzazione, attraverso angioplastica coronarica con eventuale posizionamento di stent oppure mediante intervento di bypass aortocoronarico.
La scelta del trattamento deve essere quindi effettuata sulla base delle caratteristiche individuali del paziente e del quadro coronarico.

