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Cataratta secondaria: cos'è e come si cura

La cataratta è una delle patologie oculari più comuni, soprattutto in età avanzata. Dopo l'intervento di chirurgia della cataratta, tutti pazienti, cui l’intervento in sala operatoria è stato eseguito senza complicanze, sviluppano un fenomeno noto come cataratta secondaria, che può generare confusione e preoccupazione. In realtà non si tratta di una recidiva della cataratta, ma di una condizione distinta, facilmente trattabile, dal nome altisonante: Fibrosi della Capsula Posteriore. Ce ne parla in questo articolo il Dott. Livio Pagliani, Oculista a Formigine.

Cosa si intende per cataratta secondaria?

Dopo l'intervento per la rimozione della cataratta, in cui il cristallino naturale viene sostituito con una lente intraoculare artificiale (IOL), avviene una opacizzazione della capsula posteriore, cioè la parte posteriore del sacchettino che ospita la lente artificiale. Questa condizione è chiamata cataratta secondaria o opacità capsulare posteriore (PCO: acronimo inglese).

Quando si manifesta?

La cataratta secondaria può svilupparsi settimane, mesi o anni dopo l’intervento di cataratta. I sintomi sono simili a quelli della cataratta primaria:

  • Vista offuscata
  • Sensibilità alla luce
  • Difficoltà nella lettura
  • Visione annebbiata o sdoppiata

È importante sapere che la cataratta secondaria non è un errore chirurgico, ma una conseguenza comune, che colpisce fino al 30-40% dei pazienti nei primi 1-2 anni dopo l’intervento, fino ad arrivare al 100% dei casi nell’arco di 5-8 anni.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi viene effettuata con una visita oculistica completa, attraverso lampada a fessura e valutazione della retina. Una volta confermata la cataratta secondaria, il trattamento di scelta è la capsulotomia con YAG laser.

Questo procedimento ambulatoriale dura pochi minuti, è indolore, e non richiede incisioni. Il laser crea un’apertura nella capsula posteriore opacizzata, permettendo alla luce di tornare a raggiungere la retina in modo corretto. Il miglioramento visivo è in genere immediato o avviene nei giorni successivi.


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Tendenzialmente, nel nostro Polistudio medico Liri, io eseguo una capsulotomia yag laser posteriore precocemente nei pazienti, da me operati per presbiopia, in quanto la PCO è svantaggiosa averla con IOL multifocali.

Cosa aspettarsi dopo il trattamento?

Dopo la capsulotomia YAG laser, il paziente può tornare a casa senza necessità di bendaggi. Si possono prescrivere colliri antinfiammatori per qualche giorno. È raro che si verifichino complicazioni, ma è utile monitorare eventuali aumenti della pressione intraoculare o sintomi come lampi di luce e corpi mobili, che vanno segnalati subito all'oculista.

Prevenzione e follow-up

Non esistono metodi certi per prevenire la cataratta secondaria, ma una chirurgia ben eseguita e il posizionamento corretto della lente intraoculare possono ridurre il rischio. È fondamentale sottoporsi a controlli regolari per monitorare la salute oculare e intervenire tempestivamente se necessario.

Conclusione

La cataratta secondaria è una condizione benigna e trattabile, che può insorgere anche anni dopo l’intervento di cataratta. Grazie alla tecnologia YAG laser è possibile ripristinare la qualità visiva in modo rapido e sicuro. Una corretta informazione e il supporto dello specialista oculista sono essenziali per affrontare con serenità questo evento comune nella pratica clinica.