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Cheratocono: cross-linking corneale e iontoforesi, quando e perché si valutano

Il cheratocono è una condizione in cui la cornea tende ad assottigliarsi e deformarsi progressivamente, assumendo una forma più “conica”. Il risultato può essere una visione sempre più distorta, con aumento di miopia e astigmatismo e riduzione della qualità visiva, spesso non completamente correggibile con i normali occhiali.

La parola chiave è “progressione”

Non tutti i cheratoconi peggiorano allo stesso modo. Per questo, oltre alla visita, sono fondamentali esami come topografia/tomografia corneale e controlli programmati: è il modo più affidabile per capire se la malattia è stabile o in progressione (cioè se la cornea sta cambiando forma nel tempo).

Cross-linking: l’obiettivo è fermare il peggioramento

Il cross-linking corneale (CXL) è una procedura mirata a rinforzare la cornea e rallentare/fermare la progressione del cheratocono, riducendo il rischio di dover arrivare a interventi più invasivi.

Le evidenze cliniche supportano il CXL come trattamento efficace nei casi progressivi, con risultati favorevoli anche nel lungo periodo.

Epi-off (standard “classico”)

Nella tecnica epi-off si rimuove l’epitelio corneale per permettere al riboflavina di penetrare meglio e poi si applica luce UVA secondo protocolli definiti. È la tecnica con la base di evidenze più ampia ed è spesso considerata lo standard nella pratica clinica.

Epi-on (transepiteliale): perché se ne parla

Nella tecnica epi-on l’epitelio viene mantenuto, con l’idea di ridurre dolore e tempi di recupero. Il punto critico è la penetrazione del riboflavina: alcune analisi e commenti clinici sottolineano che l’efficacia può essere più variabile rispetto all’epi-off proprio per il “filtro” rappresentato dall’epitelio.

Detto questo, esistono studi che riportano risultati interessanti in casi selezionati, ma la scelta va sempre personalizzata.



Iontoforesi: cos’è e perché è “innovativa”

L’iontoforesi è una modalità che utilizza una lieve corrente per favorire la penetrazione del riboflavina senza rimuovere l’epitelio (quindi nell’ambito delle tecniche epi-on). È un approccio promettente, ma l’evidenza comparativa e a lungo termine è stata per anni più limitata rispetto ai protocolli standard; negli ultimi anni stanno uscendo ulteriori studi e follow-up, ma la valutazione resta caso per caso.

Cross-linking PLUS: quando si valuta (laser + cross-linking)

In alcuni pazienti selezionati, oltre a “stabilizzare” la cornea, può essere utile provare a regolarizzarne la superficie per migliorare la qualità visiva. In questi casi si può considerare il cosiddetto Cross-linking PLUS: un approccio combinato in cui una regolarizzazione corneale con laser (eseguita secondo criteri di sicurezza e con trattamenti molto conservativi) è associata al cross-linking.

L’obiettivo non è “curare” il cheratocono, ma ridurre alcune irregolarità e migliorare la visione funzionale, mantenendo al tempo stesso la priorità di contenere la progressione. La candidabilità dipende da diversi fattori (stadio del cheratocono, spessore corneale, topografia/tomografia, qualità visiva, aspettative, stabilità nel tempo) e va discussa dopo un inquadramento completo. Anche tempi e sequenza (laser e CXL nella stessa seduta o in step separati) possono variare in base al caso clinico.

Che cosa aspettarsi dal percorso

In genere la visita per cheratocono comprende:

  • anamnesi (età d’esordio, variazioni rapide della vista, sfregamento oculare, allergie);
  • esame oculistico completo;
  • topografia/tomografia corneale e, quando indicato, pachimetria (spessore corneale);
  • discussione delle opzioni: occhiali, lenti a contatto (anche rigide/ibride/sclerali), cross-linking, e in casi selezionati altre procedure.

Quando chiedere una valutazione senza rimandare

Se noti un peggioramento rapido della vista, un aumento marcato dell’astigmatismo o una qualità visiva “sdoppiata” nonostante la correzione, è utile anticipare il controllo: intercettare la progressione è ciò che rende il cross-linking più efficace nel prevenire ulteriore peggioramento.

Nota pratica: prima di qualsiasi procedura, è importante un consenso informato chiaro e completo; per alcune tecniche e percorsi sono disponibili anche documenti di riferimento elaborati da società scientifiche come SISO e AICCER.


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