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Non esiste una terapia uguale per tutti: il nuovo approccio alla degenerazione maculare

La degenerazione maculare legata all'età è tra le principali cause di riduzione visiva nell'adulto. Nella mia esperienza clinica e di ricerca in Oftalmologia, la gestione della maculopatia sta cambiando radicalmente. Oggi superiamo i protocolli standard: il nuovo approccio clinico dimostra che non esiste una terapia uguale per tutti, ma strategie personalizzate

Cos'è la degenerazione maculare e perché richiee un piano terapeutico su misura?

La degenerazione maculare è una patologia progressiva che colpisce la macula, l'area centrale della retina responsabile della visione distinta. Nelle forme neovascolari si assiste alla formazione di vasi sanguigni anomali e alla trasudazione di fluido sotto la retina, compromettendo la capacità di leggere, guidare o riconoscere i volti.

Poiché la risposta biologica e la gravità del quadro retinico variano da persona a persona, impostare il medesimo schema di trattamento per ogni paziente risulta inefficace. Le terapie attuali impiegano molecole che inibiscono i fattori di crescita vascolare (anti-VEGF e anti-Ang2) somministrate mediante iniezioni intravitreali direttamente all'interno dell'occhio.

Secondo un nostro recente studio condotto presso la Clinica Oculistica dell'Università G. d'Annunzio di Chieti-Pescara (Belloni Baroni, Toto et al., 2026), nei pazienti con degenerazione maculare neovascolare trattati con faricimab abbiamo ottenuto un miglioramento significativo dell'acutezza visiva e una marcata riduzione dello spessore maculare centrale a 44 settimane, consentendo di estendere gli intervalli tra le iniezioni a 12 o più settimane nella maggior parte dei casi.

Come si svolge la visita di controllo e l'adattamento della terapia?

La valutazione clinica della maculopatia inizia con l'esame dell'acutezza visiva, seguito dalla tomografia a coerenza ottica (OCT), un test diagnostico non invasivo che scansiona la retina in alta risoluzione. L'OCT permette di misurare lo spessore retinico con precisione micrometrica e di rilevare l'eventuale presenza di fluido intraretinico o sottoretinico.

Durante la visita, analizziamo l'evoluzione strutturale dell'occhio e decidiamo se mantenere, allungare o accorciare gli intervalli tra i trattamenti. Quando la risposta clinica a un primo farmaco diventa subottimale o insufficiente, l'adattamento della strategia terapeutica consente di stabilizzare la patologia ed evitare un peggioramento visivo.

Secondo un nostro studio multicentrico (Veritti, Toto et al., 2026) condotto su pazienti con degenerazione maculare neovascolare, il passaggio (switch) ad aflibercept al dosaggio di 8 mg ha portato a un recupero medio di +2,0 lettere di acutezza visiva e a una significativa riduzione del fluido retinico già a 3 mesi dal cambio terapeutico, con i benefici maggiori riscontrati nei pazienti con risposta precedentemente inadeguata.

Perché non esiste una terapia uguale per tutti nella degenerazione maculare?

Ogni retina presenta caratteristiche anatomiche e dinamiche di malattia uniche. L'angolo differenziale della moderna retina medica risiede nel superamento del modello fisso "taglia unica" in favore di una medicina di precisione.

Alcuni pazienti necessitano di somministrazioni frequenti per controllare le recidive di fluido, mentre altri traggono beneficio da molecole a lunga durata d'azione o ad alto dosaggio che permettono di diradare i trattamenti mantenendo l'occhio asciutto e protetto. Personalizzare la molecola, le dosi e l'intervallo temporale garantisce il massimo risultato funzionale riducendo il carico di visite e iniezioni per la persona.

I consigli del medico per la prevenzione e la salvaguardia della vista

Oltre ai trattamenti farmacologici intravitreali per le forme avanzate, la ricerca scientifica si concentra fortemente sulla prevenzione della progressione nelle fasi intermedie della patologia. Uno stile di vita sano, una dieta ricca di antiossidanti, il controllo della pressione arteriosa e l'assoluta astensione dal fumo di sigaretta rappresentano i pilastri fondamentali per proteggere i fotorecettori retinici dallo stress ossidativo.

Sul fronte delle strategie innovative mininvasive per la somministrazione mirata di nutrienti e molecole protettive, la ricerca offre nuove prospettive.

Secondo un nostro studio pilota condotto dal nostro gruppo di ricerca (Quarta, Toto et al., 2026), l'applicazione della iontophoresi sclerale con formulazione liposomiale di luteina in pazienti con degenerazione maculare intermedia ha dimostrato la fattibilità tecnica di incrementare la densità ottica del pigmento maculare a breve e medio termine, ponendo le basi per futuri approcci protettivi mirati.

Effettuare visite oculistiche periodiche ed eseguire regolarmente il test della griglia di Amsler a casa rimangono le raccomandazioni pratiche cruciali per individuare tempestivamente ogni minima variazione visiva.

Fonti

  1. Belloni, Baroni, L., Toto, L., Formenti, F., Passamonti, M., Quarta, A., Ruggeri, M. L., Aloia, R., Di Nicola, M., & Mastropasqua, R. (2026). Long term follow up of faricimab intravitreal injections in naïve neovascular age related macular degeneration. Ophthalmic Research, 1–15. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41632743/ 
  2. Quarta, A., De Santis Ciacci, C., Ruggeri, M. L., Cerino, L., Toto, L., Carpineto, P., & Mastropasqua, R. (2026). Macular pigment optical density following lutein scleral iontophoresis in intermediate age-related macular degeneration: A six-month pilot study. British Journal of Ophthalmology. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41490968/ 
  3. Veritti, D., Sarao, V., Lupidi, M., Viggiano, P., Lombardo, M., Parravano, M., Savastano, M. C., Boscia, G., Borrelli, E., Toto, L., Martin, A. A., Termite, A. C., Ribezzi, G., Nacciarriti, E., Fossataro, C., Nikolopoulou Gisotti, E., Neri, G., Persavalli, C., Boscia, F., Mariotti, C., … Lanzetta, P. (2026). Switching to aflibercept 8 mg in neovascular age-related macular degeneration: real-world outcomes according to switch indication. Graefe's Archive for Clinical and Experimental Ophthalmology. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42406041/