Chirurgia refrattiva: come scegliere tra PRK, LASIK e SMILE?

La chirurgia refrattiva corregge difetti visivi come miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, riducendo la dipendenza da occhiali o lenti a contatto. In Oftalmologia, però, la domanda corretta non è “qual è il laser migliore?”, ma quale tecnica è più adatta a quel singolo occhio, dopo una valutazione accurata.
Che cos’è la chirurgia refrattiva e quali difetti può correggere?
La chirurgia refrattiva comprende procedure che modificano il modo in cui la luce viene focalizzata sulla retina. Le tecniche laser più note sono PRK, LASIK/FemtoLASIK e SMILE; tutte puntano a correggere difetti refrattivi, ma non sono equivalenti per tempi di recupero, indicazioni e caratteristiche della cornea. L’American Academy of Ophthalmology indica la chirurgia refrattiva come opzione per miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Chi può essere candidato alla chirurgia refrattiva?
La candidabilità dipende da più elementi: stabilità del difetto visivo, spessore e forma della cornea, qualità della superficie oculare, dimensione pupillare, età, aspettative e stile di vita. Secondo il Preferred Practice Pattern dell’American Academy of Ophthalmology, tra le controindicazioni figurano refrazione instabile e anomalie corneali come cheratocono o altre ectasie corneali.
Mayo Clinic sottolinea inoltre che un buon candidato deve avere occhi sani, visione stabile, aspettative realistiche e una chiara comprensione di benefici e rischi; la chirurgia laser non è quindi una scelta “automatica” per tutti.
Quali esami servono prima dell’intervento?
La visita preoperatoria è la parte più importante del percorso. In genere include misurazione del difetto refrattivo, valutazione della cornea, topografia/tomografia corneale, pachimetria, esame della superficie oculare e analisi del film lacrimale. L’AAO raccomanda che il paziente riceva una documentazione con diagnosi, cheratometria preoperatoria e refrazione, a conferma dell’importanza del dato preoperatorio nel percorso chirurgico.
Questi esami servono a capire non solo “quante diottrie” correggere, ma soprattutto quanto tessuto corneale può essere trattato in sicurezza e se esistono fattori che aumentano il rischio di effetti indesiderati.
PRK, LASIK o SMILE: come si sceglie la tecnica più adatta?
L’information gain di questo articolo è una guida pratica: la tecnica non si sceglie per moda o perché “più nuova”, ma incrociando cornea, difetto visivo, occhio secco, sport/lavoro e tempi di recupero.
Quando può essere preferita la PRK?
La PRK lavora sulla superficie corneale, senza creare un flap. Secondo l’AAO, la PRK è una procedura laser usata per correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo. Può essere presa in considerazione quando si vuole evitare il flap corneale, ad esempio in pazienti con maggiore rischio di traumi oculari; una guida dell’Università dell’Iowa segnala che chi pratica sport di contatto può considerare la PRK rispetto alla LASIK per il possibile rischio di dislocazione del flap dopo trauma.
Il limite pratico è il recupero: rispetto alla LASIK, la PRK tende ad avere più fastidio iniziale e una ripresa visiva più graduale. Una revisione per medici di famiglia riporta che la LASIK, rispetto alle tecniche di superficie, è associata a meno dolore, meno haze e recupero/stabilizzazione visiva più rapidi.
Quando può essere indicata la LASIK o FemtoLASIK?
Nella LASIK/FemtoLASIK viene creato un lembo corneale, poi il laser rimodella la cornea. È spesso scelta quando l’anatomia è favorevole e si desidera un recupero visivo rapido. L’American Academy of Ophthalmology descrive tra i possibili effetti indesiderati visione sfocata, occhio secco, aloni, strie/starburst, visione doppia e riduzione della capacità visiva in alcune condizioni.
I risultati possono essere molto buoni nei candidati correttamente selezionati: una review dell’American Family Physician riporta che, con tecnologia attuale e selezione appropriata, circa il 98% dei pazienti raggiunge almeno 20/40 non corretto e oltre il 90% raggiunge 20/20 non corretto.
Quando considerare la SMILE?
La SMILE è una tecnica più recente per alcune correzioni refrattive, in cui viene rimosso un lenticolo corneale attraverso una piccola incisione. Una review disponibile su PubMed Central descrive risultati a lungo termine favorevoli e segnala che SMILE può essere associata a meno secchezza oculare postoperatoria rispetto ad altre tecniche, pur mantenendo possibili complicanze intra- e postoperatorie.
La scelta dipende però dal tipo di difetto e dai parametri oculari: non tutte le ametropie e non tutte le cornee sono adatte alla stessa procedura.
Quali rischi e limiti è importante conoscere prima di decidere?
Il consenso informato deve includere benefici, alternative e possibili effetti indesiderati. L’FDA segnala che alcuni pazienti possono sviluppare glare, aloni o visione doppia, con possibile impatto sulla visione notturna o in condizioni di basso contrasto.
Il progetto FDA “LASIK Quality of Life Collaboration” ha riportato che fino al 46% dei partecipanti senza sintomi visivi prima dell’intervento riferiva almeno un sintomo visivo a 3 mesi; fino al 40% di chi non aveva aloni prima dell’intervento li riferiva a 3 mesi; fino al 28% di chi non aveva sintomi di secchezza oculare riferiva dry eye a 3 mesi. Meno dell’1% riportava molta difficoltà o impossibilità nelle attività abituali senza correzione per uno di questi sintomi.
Questi dati aiutano a evitare due errori opposti: banalizzare la chirurgia laser come “semplice ritocco” oppure temerla senza distinguere rischi frequenti, temporanei e rari.
Quando la chirurgia refrattiva non è la scelta giusta?
La chirurgia laser può non essere indicata in caso di cheratocono, cornee troppo sottili, difetto instabile, occhio secco importante non controllato, alcune condizioni sistemiche o aspettative non realistiche. Mayo Clinic segnala che la LASIK non è di solito raccomandata in presenza di cheratocono o familiarità per ectasia corneale, cornee sottili, pupille molto grandi, cambiamenti visivi legati all’età o sport di contatto con rischio di colpi al volto.
L’FDA aggiunge che alcune malattie o farmaci possono interferire con la guarigione, e cita condizioni come malattie autoimmuni, immunodeficienza, diabete e uso di alcuni farmaci tra gli aspetti da valutare con attenzione.
Cosa aspettarsi dopo l’intervento e nel follow-up?
Il recupero varia in base alla tecnica. Dopo LASIK/FemtoLASIK il recupero visivo è spesso più rapido; dopo PRK può essere più graduale; dopo SMILE dipende dal difetto trattato e dalla risposta individuale. In ogni caso, il follow-up serve a controllare guarigione, superficie oculare, stabilità refrattiva e qualità visiva.
Il paziente deve segnalare dolore importante, peggioramento visivo, arrossamento marcato o sintomi non attesi. Anche quando il decorso è regolare, i controlli sono parte integrante del risultato: non servono solo a “misurare la vista”, ma a intercettare secchezza, infiammazione o necessità di ulteriori indicazioni terapeutiche.
Come prepararsi alla visita per chirurgia refrattiva?
È utile portare prescrizioni precedenti di occhiali o lenti, eventuali referti oculistici, storia di uso di lenti a contatto, terapie in corso e informazioni su sport o lavoro. La decisione finale deve nascere da una valutazione specialistica: non si sceglie prima la tecnica e poi si cerca di adattare l’occhio, ma si studia l’occhio e si seleziona l’opzione più appropriata.
Riferimenti (APA)
- American Academy of Ophthalmology. (s.d.). What Is Refractive Surgery?
- American Academy of Ophthalmology. (2024). Refractive Surgery Preferred Practice Pattern®
- American Academy of Ophthalmology. (s.d.). LASIK — Laser Eye Surgery
- American Academy of Ophthalmology. (s.d.). What Is Photorefractive Keratectomy (PRK)?
- U.S. Food and Drug Administration. (s.d.). LASIK Quality of Life Collaboration Project
- U.S. Food and Drug Administration. (s.d.). What are the risks and how can I find the right doctor for me?
- Mayo Clinic. (s.d.). LASIK surgery: Is it right for you?
- Wilkinson, J. M., & Cozine, E. W. (2017). Refractive Eye Surgery: Helping Patients Make Informed Decisions. American Family Physician.
- Shah, R. (2019). History and Results; Indications and Contraindications of SMILE. PubMed Central.
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