Chirurgia della malattia da reflusso gastroesofageo

Autore: Dott. Marco Scatizzi
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Chirurgia Generale a Firenze, il Dott. Marco Scatizzi, ci spiega come riconoscere il reflusso gastroesofageo e quali sono le possibili terapie per curarlo

Reflusso gastroesofageo: quando diventa una malattia?

Il reflusso gastroesofageo è la risalita dell’acido, tipico dello stomaco, in esofago, dove normalmente non ci deve essere. Il reflusso è normale, se di brevissima durata e generalmente dopo i pasti. Se invece il succo gastrico acido, in particolare a digiuno e di notte, risale nell’esofago e lì rimane per periodi lunghi, diviene una malattia che può avere conseguenze anche gravi.

Quali sono i sintomi del reflusso gastroesofageo?

ragazza con mal di panciaI sintomi più frequenti sono il bruciore dietro allo sterno fino in bocca, l’eruttazione, il rigurgito di saliva o alimenti, la tosse secca in particolare al mattino, la raucedine. Questi sintomi possono essere periodici, ma se divengono continui, il paziente ha generalmente un dimagrimento ed un dolore continuo “alla bocca dello stomaco” che gli ostacola l’alimentazione. La causa principale è la non chiusura di una valvola (sfintere) fra esofago e stomaco che rimane aperta e permette al succo gastrico acido di risalire in esofago. Spesso il reflusso è associato all’ernia jatale, cioè alla risalita di parte dello stomaco in torace, e questa può esserne anche la sua causa.

Cosa si può fare per ridurre i sintomi?

Un’alimentazione regolare, evitare cibi troppo caldi o freddi, bevande gassate ed uso copioso di spezie ed alcoolici possono aiutare a ridurre il reflusso ed i sintomi. Anche l’obesità può peggiorare la situazione. Normalmente, oltre ad una vita sana ed un’alimentazione corretta, si aggiunge una terapia medica basata su antiacidi, protettori della mucosa gastrica e farmaci che aiutano a svuotare lo stomaco. A lungo termine questi farmaci possono però creare dei danni collaterali e quindi può rendersi necessaria la loro sospensione. Nei pazienti molto giovani, in quelli che non rispondono ai farmaci o che li devono sospendere, può essere indicato l’intervento chirurgico per risolvere il quadro. L’operazione consiste nel creare una valvola che funzioni al posto di quella naturale, attraverso una “sciarpa” di fondo dello stomaco che avvolga la parte finale dell’esofago e quindi possa riprendere a funzionare correttamente.

Curare il reflusso gastroesofageo con la chirurgia

Da ormai circa 25 anni l’intervento chirurgico si esegue per via laparoscopica, senza tagliare la pancia, con strumenti miniaturizzati, che permettono di fasciare l’esofago con relativa semplicità. Noi siamo particolarmente esperti in questo tipo di interventi. I vantaggi della laparoscopia sono enormi, niente dolore, ripresa fisica immediata. Si sta in Ospedale solo per un paio di giorni, l’intervento si fa dormendo e il miglioramento clinico è immediato nel 90% dei pazienti. Spesso i pazienti ci dicono che se avessero saputo dell’intervento lo avrebbero fatto ben prima.

Dott. Marco Scatizzi
Chirurgia generale

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