Chirurgia refrattiva per i difetti della vista: quali sono le possibili tecniche?

Autore: Prof. Vincenzo Scorcia
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Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Vincenzo Scorcia, esperto in Oculistica a Catanzaro, ci spiega quali sono le tecniche più impiegate in chirurgia refrattiva, un tipo di intervento utilizzato per correggere i difetti della vista

Fotoablazione corneale di superficie (PRK)

La fotoablazione corneale di superficie, conosciuta anche con il nome PRK, è una metodica che si esegue attraverso un laser ad eccimeri. Questo laser viene rivolto verso la superficie della cornea e, dopo averne rimosso la parte più superficiale (epitelio corneale), consente di asportare il tessuto vaporizzandolo all’istante, in modo da modellare con estrema precisione il profilo della cornea (appiattendolo o aumentando la sua curvatura) e correggere il difetto visivo. L’intervento è rapido, semplice e sicuro; durante l’operazione il paziente viene anestetizzato con qualche goccia di collirio, ma la procedura è totalmente indolore e l’occhio operato non necessita alcun tipo di bendaggio. Nelle ore successive alla procedura, il paziente può lamentare del dolore all’occhio e dopo qualche giorno potrà già notare il recupero della vista. La stabilizzazione definitiva può invece richiedere alcuni mesi. È possibile affermare quindi che la tecnica PRK offre ottimi risultati, correggendo completamente il vizio refrattivo nel 90-100% dei casi. 

Fotocheratectomia Sub-Epiteliale (LASEK)

La tecnica LASEK viene utilizzata per mantenere integro l’epitelio in caso di distacco dallo strato sottostante, in modo da poterlo riposizionare dopo aver eseguito un intervento di rimodellamento con il laser. Si può dire che la Fotocheratectomia Sub-Epiteliale sia un’evoluzione della PRK. La modalità ed il recupero post-intervento sono gli stessi della PRK con l’unica differenza che l’epitelio corneale viene riposizionato nella sede d’origine al termine dell’operazione. Anche in questo caso, i risultati sono ottimi. 

Cheratomileusi intrastromale con laser ad eccimeri (LASIK)

La cheratomileusi intrastromale con laser ad eccimeri consiste invece nel trattamento laser degli strati interni della cornea. Per poter eseguire questa procedura è necessario effettuare un’incisione circolare lamellare sulla cornea in modo da esporre il suo strato interno all’azione del laser. Per eseguire questa incisione lo specialista si serve attualmente di un laser a femtosecondi (Femtolaser) in grado di effettuare il taglio con la massima precisione e sicurezza. Questa tecnica indolore viene eseguita in anestesia topica, non necessita di alcun tipo di sutura e non prevede il bendaggio dell’occhio. Anche in questo caso, nel 90-100% dei casi è possibile curare totalmente il difetto visivo.
La LASIK è un intervento indolore, è eseguito in anestesia topica e non richiede punture o punti di sutura. L’occhio operato non ha bisogno di bendaggio. La vista è recuperata in poche ore, senza disturbi o dolori particolari. Con questa tecnica del laser ad eccimeri si ottengono risultati ottimi, andando a correggere completamente il difetto visivo nel 90-100% dei casi.

Impianto di cristallino artificiale

In caso di vizi refrattivi di grave entità o di anomalie della cornea che possono rappresentare una controindicazione alla chirurgia laser, è possibile eseguire un impianto di cristallino artificiale nell’area anteriore dell’occhio in modo da correggere il disturbo visivo. Questa procedura consente di mantenere il cristallino naturale e di impiantare un cristallino intraoculare superficiale, situandolo davanti o preferibilmente posteriormente all’iride. In questo modo il paziente avrà due cristallini: quello naturale e quello artificiale.
L’operazione si esegue all’interno dell’occhio ed è più complessa ed invasiva rispetto alla chirurgia laser, con conseguente aumento del rischio di complicanze. In compenso, però, permette di correggere difetti visivi più gravi che non potrebbero comunque essere trattati con il laser.

 

Prof. Vincenzo Scorcia
Oculistica

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