Come si esegue la biopsia pancreatica e perché è necessaria quando si sospetta una neoplasia (o tumore) del pancreas
La biopsia pancreatica è attualmente la procedura di scelta per definire la natura benigna o maligna di un nodulo pancreatico. In qualità di specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva, ritengo fondamentale fornire informazioni chiare e basate su evidenze scientifiche, affinché i pazienti possano affrontare il percorso diagnostico della malattia pancreatica con consapevolezza e serenità
Perché la biopsia pancreatica è così rilevante nella pratica clinica
Il pancreas è un organo profondo esplorabile in maniera accurata solo con esami radiologici come la TAC o la risonanza magnetica con mdc. Tuttavia, nel caso di riscontro radiologico di una massa pancreatica, o un nodulo anche di piccole dimensioni, è necessario prelevare un campione di tessuto (biopsia) per ottenere una diagnosi istologica o citologica, indispensabile per distinguere tra condizioni benigne, infiammatorie o neoplastiche.
Secondo le linee guida internazionali, la biopsia è indicata quando il risultato può modificare l’approccio terapeutico, evitando trattamenti inutili o ritardi diagnostici.
Come viene eseguita oggi: l’evoluzione dell’ecoendoscopia
Attualmente, la tecnica di scelta è la biopsia pancreatica ecoendoscopica, nota come EUS-FNA (agoaspirato) o EUS-FNB (ago biopsia). La procedura si esegue durante un’ecoendoscopia del tratto digestivo superiore, che consente una visualizzazione dettagliata del pancreas attraverso la parete dello stomaco o del duodeno.
La biopsia in corso di ecoendoscopia consente:
- il prelievo estremamente preciso anche in caso di lesioni piccole, con un’accuratezza diagnostica dell’85-90%
- una riduzione del rischio di sanguinamento perché è possibile visualizzare i vasi intorno alla lesione
- un secondo campionamento in tempi rapidi in caso di prelievo non diagnostico
Questa metodica è raccomandata dalle principali società scientifiche, tra cui ESGE e American Gastroenterological Association.
Sicurezza, sedazione e decorso post-esame
La biopsia pancreatica viene eseguita in sedazione profonda, rendendo l’esame ben tollerato. Non è dolorosa e, nella maggior parte dei casi, è una procedura ambulatoriale.
Le complicanze sono poco frequenti e includono:
- lieve dolore addominale transitorio
- pancreatite acuta (rara)
- sanguinamento di modesta entità che nella maggior parte dei casi si risolve in corso di procedura
Un’accurata selezione del paziente e l’esperienza dell’operatore riducono ulteriormente questi rischi.
Il valore diagnostico del campione bioptico
Il campione di tessuto prelevato deve essere analizzato da un anatomopatologo specializzato che collabora strettamente con il medico gastroenterologo. La biopsia pancreatica è essenziale per:
- confermare o escludere un tumore del pancreas
- diagnosticare tumori neuroendocrini
- distinguere patologie neoplastiche da condizioni come la pancreatite autoimmune o la pancreatite cronica
Affidarsi a centri specializzati fa la differenza
La biopsia pancreatica è un esame altamente specialistico. Eseguirla in strutture con esperienza in endoscopia digestiva avanzata è determinante per ottenere una diagnosi corretta e impostare tempestivamente il percorso terapeutico più appropriato.

