Soluzioni Digitali

Come gestire la lombosciatalgia?

La lombosciatalgia colpisce uomini e donne tra i 30 e 50 anni, ed è una della cause più frequenti di inabilità, di dolore e di accessi al prontosoccorso e medici di famiglia. Nel 90% dei casi questa condizione tende a risolversi spontaneamente in 6-12 settimane; nel 40-50% dei casi in una settimana; il 70% dei casi con coinvolgimento radicolare si risolvono in circa 6 mesi. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Ilaria Barni, Specialista in Neurochirurgia a Prato, Acqualagna, Rimini e Fano

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

Le cause sono principalmente meccaniche (95%):

  • eccessiva stimolazione di muscoli, legamenti, fasce, periostio, faccette articolari, radici nervose;
  • cause degenerative o traumatiche: ad esempio fratture, bulging, ernia discale, discopatia, stenosi del canale, artrosi inter apofisaria, lisi istmia, spondilolistesi.

I fattori di rischio includono:

  • fattori meccanici: attività fisica pesante, piegamenti frequenti, sollevamento, tiro, spinta, lavoro ripetitivo, posture statiche e visbrazioni;
  • fattori psico-sociali: ansia, depressione, insoddisfazione per il lavoro e stress psicologico.

Sintomatologia

Il dolore è spesso l’unico sintomo. L’obiettivo della terapia si incentra perciò sulla risoluzione del dolore: il successo terapeutico dipende nell’80% dei casi dalla capacità di fare una diagnosi corretta.

Come avviene la diagnosi?

La valutazione del paziente con un quadro di lombosciatalgia parte dall’osservazione:

  • della postura,
  • della camminata,
  • dall’individuazione di possibili asimmetrie,
  • dalla valutazione del dolore (spontaneo o evocato) e della flesso estensione
  • valutazione di possibili disturbi neurologici attraverso test specifici.

Opzioni terapautiche

  • In caso di lombosciatalgia che si presenta con interessamento radicolare e con il dolore come unico sintomo (associato o meno a parestesie) e in assenza di disturbi della sensibilità, di deficit motori o di alterazioni dei riflessi osteotendinei è sufficiente un percorso ambulatoriale con semplice terapia medica.
  • Nel caso in cui siano presenti disturbi della sensibilità, deficit dei riflessi o deficit stenici, è opportuno proseguire con una indagine radiologica (risonanza magnetica o TC) ed eventuale consulto ortopedico e/o neurochirurgico.