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Come si realizza il trattamento di peeling

Il peeling è un trattamento che aiuta le persone affette da problemi alla pelle a migliorare il proprio aspetto. Di cosa si tratta e quando è possibile ricorrere a questa tecnica? 
In quest'articolo ce lo spiega un medico specializzato in Medicina estetica 

Cos’è il peeling e quali fattori tenere in considerazione

Il peeling migliora l’aspetto e la struttura della pelle danneggiata dall’invecchiamento, dall’acne o dall’eccesso di pigmentazione. Durante questo trattamento il paziente può avvertire una leggera sensazione di prurito e bruciore tollerabile, che sparisce dopo la neutralizzazione dell’acido. Dopo il trattamento, il paziente avvertirà una sensazione di tensione alla pelle, arrossamento e una lieve infiammazione.

Persone che non possono sottoporsi a questo trattamento

Attualmente, le persone che devono evitare di sottoporsi a un peeling con acido glicolico, sono quelle che soffrono di herpes, verruche, ferite aperte, cicatrici ipertrofiche (ovvero quelle in rilievo che col tempo mostrano una tendenza alla regressione spontanea) o cheloidee (sono cicatrici che tendano a riformarsi anche dopo la loro rimozione) che sono state sottoposte a crioterapia o chirurgia.

Efficacia del trattamento

L’efficacia del trattamento non è uguale per tutti i pazienti, perché i risultati dipendono sempre dallo stato iniziale della pelle. A ogni modo, per quanto lo stato iniziale possa risultare compromesso, dopo il trattamento si noteranno comunque risultati visibili. Le applicazioni con la tecnica del peeling, di solito sono 8-10, con un intervallo, tra una e l’altra, di 1-6 settimane. Non c’è un limite di sessioni di peeling e, nel caso di peeling superficiali, il trattamento può essere eseguito in qualunque area della pelle.

 

Applicazione del peeling

Il peeling può essere effettuato solo da personale medico specializzato, mentre i peeling cosmetici possono essere effettuati anche da personale non medico. I peeling possono essere accompagnati da altri tipi di trattamento, cosa che potenzia gli effetti delle differenti tecniche come il laser e le infiltrazioni. Un altro aspetto da tenere in considerazione sono le stagioni dell’anno.

Quando effettuare il peeling?

L’autunno, l’inverno e la primavera sono i periodi più raccomandabili, anche se a causa della rivoluzione tecnologica, esistono peeling di ultima generazione che possono essere effettuati anche in piena estate senza produrre alcun danno alla pelle. Dopo il peeling non bisogna truccare la zona trattata e una differenza con il laser, è che per quanto riguarda quest’ultimo, i tempi di recupero sono maggiori perché tratta la pelle più in profondità. In cambio, gli effetti progressivi del peeling non comportano la perdita di giorni di lavoro.

Cambiamenti della pelle durante il periodo del trattamento

In alcune occasioni, l’impiego di peeling medici, non è necessario ripetere il trattamento dopo la prima sessione. Inoltre, durante la durata del trattamento, il paziente sarà sottoposto allo stress estetico-sociale che provoca il cambio di pelle, infatti possono esserci episodi di comparsa di acne, di iperpigmentazione (quando aree della pelle presentano un colore diverso rispetto alle altre) e irritazioni del tessuto cutaneo, fra le altre, che prima erano impercettibili all’occhio umano, che però erano latenti nella pelle.

Questi cambiamenti incidono sulla riuscita del peeling?

Questi elementi non impediscono l’ottima riuscita del trattamento, ma a causa di questi episodi è difficile prevedere il numero di sessioni alle quali il paziente si deve sottoporre. L’attenzione quotidiana che il paziente presta alla cura della pelle, è fondamentale affinché il trattamento sia efficace al cento per cento.