Come sopravvivere alla puntura di una vespa

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 12/11/2018
Editor: Top Doctors®

Le vespe, così come le api, pungono solo quando si sentono minacciate. Il loro veleno contiene delle sostanze chimiche che possono causare un dolore intenso, però anche delle proteine che possono generare allergie.

Le vespe e le api sono insetti che appartengono agli Himenoptera, una specie con più di 20.000 esemplari. Gli esemplari femminili, al posto dell’apparato per la riproduzione, hanno un pungiglione che usano come se fosse un arma di difesa. Quando si sentono minacciate, pungono, iniettando tutto il veleno che possiedono. Questo veleno contiene sostanze chimiche che irritano la pelle e producono un dolore molto intenso, ed anche delle proteine alle quali possiamo diventare intolleranti.

 

Le persone che hanno sofferto di una puntura di ape o vespa, possono presentare differenti reazioni:

 

  1. Una reazione locale è la conseguenza più comune. Non è grave, però molto dolorosa
  2. Un soggetto allergico può sviluppare un orticaria, malessere generale o piccoli rossori. Nei casi più gravi, una puntura può anche degenerare in shock anafilattico.

 

In Spagna si ritiene che esistano più di 800.000 soggetti allergici al veleno delle api. Fortunatamente, solo si verificano all’incirca tra 10 e 20 episodi di morte all’anno.

 

Trattamento

 

È molto semplice diagnosticare un allergia a questo tipo di insetti, grazie a delle semplici prove indolori realizzate da un esperto. Una volta realizzato un diagnostico preciso, è necessario curare le reazioni allergiche con un vaccino efficace contro il veleno assorbito. Questo tipo di trattamento può durare dai tre ai cinque anni, a seconda del paziente.

 

Rimedi naturali

Uno dei rimedi più comuni per curare la puntura di una vespa, è applicare ghiaccio nella zona interessata. La cosa migliore da fare se ti trovi in campagna invece, è applicare sulla puntura un po’ di fango umido. Se si tratta di una reazione allergica grave, bisogna chiamare al più presto un ambulanza o precipitarsi al pronto soccorso più vicino. È necessario tranquillizzare il paziente, cercare di farlo stendere sulla schiena ed aiutarlo ad alzare le gambe. Ovviamente, se si dispone di adrenalina auto iniettabile (poco comune in casa), è necessario utilizzarla quanto prima.

 

Con la collaborazione del Dott. Alfonso Miranda Paez

 Redazione di Topdoctors

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Allergologia


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