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Coronavirus: i 18 consigli della LICE per chi soffre di epilessia

La Lega Italiana Contro l’Epilessia ha stilato un vademecum per aiutare le persone affette da epilessia durante questo particolare momento di emergenza sanitaria dovuta al COVID-19

 

  1. Non bisogna sospendere l’assunzione di un farmaco antiepilettico senza aver avuto la conferma da parte di un esperto in Neurologia o Neuropsichiatria Infantile;
  2. I pazienti o i loro caregiver devono comprendere le visite, vista la situazione attuale, potrebbero essere rimandate ed evitare di recarsi al pronto soccorso salvo per motivo di emergenza o strettamente necessari. Questo aiuterà a ridurre il contagio. In caso di bisogno, è possibile contattare il proprio medico curante o lo specialista di riferimento;
  3. In merito all’infezione da COVID-19, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che chi soffre di epilessia corra un rischio maggiore di contagio né, in caso di positività, che possano presentare un quadro clinico più grave rispetto al resto della popolazione;
  4. Il Coronavirus non provoca crisi epilettiche;
  5. Alcune forme (rare) di epilessia come l’Encefalite di Rasmussen o lo Stato Epilettico Elettrico nel Sonno vengono trattate con farmaci che possono influire sul sistema immunitario. Tuttavia, la terapia farmacologica NON deve essere sospesa, si consiglia piuttosto di rispettare il distanziamento sociale;
  6. In alcune forme di epilessia, le crisi possono essere scatenate dalla febbre: in questo caso è importante prendere precauzioni e ridurre la febbre con antipiretici. Dato che non si sa ancora con certezza se gli antinfiammatori non steroidei facilitino o peggiorino l’infezione da COVID-19, per il momento sarebbe prudente evitarne l’assunzione;
  7. In caso di epilessia associata ad altre patologie, si potrebbe essere più vulnerabili al contagio e allo sviluppo di un quadro clinico da Coronavirus più grave. Per questo motivo è opportuno rispettare rigorosamente le norme di prevenzione;
  8. Se si sta avendo una crisi prolungata a domicilio, non bisogna esitare ad utilizzare i medicinali antiepilettici di emergenza, anche prima del solito. Ad esempio, dopo 2-3 minuti di una crisi tonico-clonica (irrigidimento e contrazione muscolare) ancora in corso;
  9. Se la manifestazione di una crisi si modifica, è opportuno cercare di registrare tramite video la nuova sintomatologia e, se possibile, consultare uno specialista tramite un consulto di Telemedicina;
  10. L’elettroencefalografia (EEG) è necessaria solamente su richiesta di un epilettologo;
  11. Si raccomanda di tenere costanza scritta di tutti i medicinali antiepilettici che si stanno assumendo, includendo la dose e la modalità di somministrazione, in modo da poter condividere questa lista con tutti gli specialisti a cui si richiede un consulto. Alcuni medicinali antivirali potrebbero infatti influire sull’azione degli antiepilettici riducendone i benefici o aumentandone gli effetti collaterali;
  12. Evitare di accumulare eccessivamente farmaci se non vi è una reale necessità e, allo stesso tempo, evitare di recarsi in farmacia solamente quando le scorte sono terminate. Non ci sono evidenze circa la carenza di medicinali antiepilettici ma, per ogni evenienza, è bene avere sempre una piccola scorta;
  13. È fondamentale, ora più che mai, seguire con regolarità la terapia farmacologica, assumendo i farmaci alla ora e nella modalità prescritta dal medico, senza “saltare” le somministrazioni;
  14. Ragazza, selfie, smartphone, casaSeguire uno stile di vita sano cercando di ridurre i fattori che potrebbero dare luogo ad una crisi epilettica, come ad esempio la mancanza di sonno;
  15. Se si sta modificando o sospendendo la terapia, si raccomanda di consultare un epilettologo per sapere se questo cambio è necessario o posticipabile, in maniera tale da ridurre il rischio di un peggioramento delle crisi in un momento in cui, per emergenza sanitaria, i servizi medici sono limitati;
  16. Se si vive da soli, bisogna assicurarsi di mantenere un contatto regolare con una persona di riferimento (familiare, amico, vicino di casa) più volte al giorno;
  17. Se si manifestano sintomi di ansia o depressione è necessario contattare un epilettologo o uno specialista esperto in Psichiatria o Neuropsicologia;
  18. Per i bambini affetti da ADHD che stanno seguendo una terapia farmacologica, si consiglia di non interrompere l’assunzione di questi medicinali durante la quarantena.