Cos’è l’ipertrofia prostatica benigna?

Autore: Prof. Salvatore Micali
Pubblicato: | Aggiornato: 16/09/2019
Editor: Gloria Conalbi

L’ipertrofia prostatica benigna è una delle patologie più diffuse tra le patologie riguardanti la prostata. Il Prof. Salvatore Micali, esperto in Urologia a Modena, ci spiega di più

Cosa sono la prostata e l’ipertrofia prostatica benigna?

La prostata è una ghiandola di forma piramidale, simile ad una castagna, del peso di circa 10-20 grammi, che ha una duplice funzione: Esocrina ed Endocrina. La prostata è attraversata dalla prima porzione dell’uretra, questa è il canale che porta l’urina dalla vescica verso l’esterno. L’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) consiste nell’aumento della porzione centrale della ghiandola (definita zona di transizione) che circonda l’uretra determinando una compressione della stessa e di conseguenza una difficoltà allo svuotamento della vescica (Figura realizzata dal Prof. Salvatore Micali). 

L’incidenza dell’IPB varia tra 8,5 e 41 casi ogni 1000 persone/anno. La causa precisa dell’ipertrofia prostatica è multifattoriale. Sembra che gli ormoni sessuali maschili (testosterone) e femminili, prodotti in minima parte anche nell’uomo (estrogeni) hanno un ruolo importante nella genesi dell’IPB. Il testosterone prodotto a livello testicolare, viene trasformato nella sua forma attiva da parte di un enzima prostatico, la 5 alfa riduttasi, che lega due molecole di acqua e lo fa diventare Diidrotestosterone, attività endocrino-ormonale. Anche i processi infiammatori a carico della ghiandola prostatica, sia acuti che cronici, determinano con il tempo un aumento volumetrico della stessa. Infine l’attività esocrino-secretiva è quella di raccogliere gli spermatozoi nelle ampolle deferenziali e nutrirli con il liquido prodotto dalle vescichette seminali, questo “mix” al momento dell’eiaculazione prende il nome di sperma.

Come viene individuata l’ipertrofia prostatica benigna?

L’ostacolo idraulico che l’ipertrofia prostatica determina, nello svuotamento della vescica, porta a una progressiva difficoltà ad urinare. I sintomi possono essere di due tipi: Irritativi e Ostruttivi:

  • Sintomi irritativi: Il primo sintomo avvertito dal paziente è il bisogno di urinare frequentemente detto pollachiuria, affiancato dopo dalla necessità di alzarsi per urinare una o più volte durante la notte (pollachiuria notturna). Associati possono esserci: il bisogno improvviso ed irrefrenabile di urinare, il bruciore minzionale e l’urgenza.
  • Sintomi ostruttivi: Il getto dell’urina debole, sottile, a volte intermittente, la sensazione di non avere svuotato completamente la vescica. A volte bisogna aspettare alcuni secondi prima di riuscire ad urinare (esitazione) o bisogna aiutarsi con i muscoli addominali.

Se si trascurano i sintomi, o ancor peggio, non ci si accorge del peggioramento minzionale, si può andare incontro a conseguenze anche gravi: calcoli e diverticoli vescicali, ematuria (presenza di sangue nelle urine), infezioni urinarie ricorrenti ed insufficienza renale. Queste conseguenze sono lente e irreversibili, ciò che però spinge il paziente dall’urologo con grande urgenza è la ritenzione acuta di urine, che richiede il posizionamento del catetere vescicale.

Per sapere di più su diagnosi e trattamento dell'ipertrofia prostatica benigna leggi qui l'articolo del Prof. Micali.

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