Cross-linking: come fermare il cheratocono

Autore: Dott. Augusto Pocobelli
Pubblicato: | Aggiornato: 18/11/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dott. Pocobelli, esperto in Oculistica a Roma, illustra come contrastare il cheratocono

Il cross-linking corneale (formazioni di legami-incrociati) rappresenta la migliore procedura parachirurgica a “bassa invasività” in grado di rallentare o arrestare l’evoluzione del cheratocono. Il trattamento, mirato ai pazienti con cheratocono in stadio non avanzato ma generalmente in progressione, ha lo scopo di rinforzare la struttura corneale grazie alla formazione di nuovi legami tra le fibre di collagene che compongono la struttura portante della cornea.

In cosa consiste il cross-linking?

L’esecuzione consiste nell’imbibire (impregnare) gli strati intermedi della cornea con una particolare vitamina B2 (riboflavina) che viene attivata successivamente grazie all’utilizzo di raggi ultravioletti di tipo A (UVA) a basso dosaggio. Dopo una valutazione complessiva del quadro clinico, l’oculista sceglierà la tecnica di cross-linking più idonea da eseguire: tecnica standard, transepiteliale e transepiteliale con iontoforesi.

  • Nella tecnica standard (epi-off) l’instillazione della vitamina B2 avviene dopo aver rimosso l’epitelio (strato più esterno della cornea) che si riformerà nei giorni successivi al trattamento
  • Nella tecnica transepiteliale (epi-on) l’instillazione della vitamina B2 avviene senza l’asportazione dell’epitelio corneale quindi sulla cornea intatta dell’occhio in esame
  • Nella tecnica transepiteliale (epi-on) mediante iontoforesi (trasferimento di ioni) la penetrazione della vitamina B2, all’interno della cornea, si riesce ad ottenere in breve tempo ed in modo rapido, attraverso la generazione di una minima quantità di corrente elettrica a basso voltaggio, mantenendo intatto l’epitelio corneale. È una metodica avanzata utile per facilitare l’assorbimento della vitamina B2 all’interno della cornea.

Cross-linking: il trattamento è doloroso?

Il trattamento eseguito in tutte le tecniche descritte non è doloroso, dura circa 30-35 minuti e si effettua in sala operatoria. Al termine della procedura l’occhio viene medicato con collirio o pomate antibiotiche e chiuso con bende o con l’applicazione di una lente a contatto terapeutica per qualche giorno. Nel decorso post trattamento la sintomatologia, in particolar modo nella tecnica standard, può essere caratterizzata da dolore, fotofobia e sensazione di corpo estraneo controllabili con antidolorifici per bocca fin quando non si sarà riformato completamente l’epitelio. Il recupero visivo è progressivo ed è condizionato dallo stato preoperatorio dell’occhio interessato. Per ottenere un buon risultato finale, sono indispensabili controlli periodici secondo le prescrizioni del medico specialista.

 

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