Demenza senile: tipologie, sintomi, cause e trattamenti

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 15/11/2018
Editor: Top Doctors®

La demenza senile è un termine generico per indicare una serie di malattie neurologiche che provocano il deterioramento di diverse aree del cervello dedicate alle funzioni cognitive superiori. Gli esperti di Geriatria ci danno più informazioni riguardo questa patologia

 

 

Cos’è la demenza senile?

 

La demenza senile colpisce le persone che hanno superato i 65 anni di età, ed è la causa più frequente del deterioramento mentale durante la vecchiaia.

La definizione più accettata scientificamente è quella dei Professori Lishman e Ron, che la descrivono come il deterioramento globale delle funzioni intellettive, della memoria e della personalità, che interferisce con il funzionamento sociale e lavorativo dell’individuo, il quale, però, mantiene uno stato di coscienza normale.

 

Tipi di demenza

 

Il morbo di Alzheimer è la malattia più frequente, seguita dalla demenza vascolare, dai corpi di Lewy, dal morbo di Parkinson, dalla malattia di Huntington, dall’afasia progressiva, etc.

È molto difficile distinguere tra una malattia e l’altra, soprattutto in stadi intermedi o avanzati. Molte volte sono presenti più patologie, tanto che si para di demenza mista.

 

Sintomi

 

I sintomi essenziali sono:

 

  • Perdita della memoria;
  • Deterioramento del pensiero astratto e del ragionamento logico (incapacità di trovare differenze tra parole relazionate, difficoltà nelle definizioni delle parole e dei concetti);
  • Deterioramento della capacità di giudizio (incapacità i prendere decisioni razionali riguardo domande e problemi lavorativi, sociali o familiari; incapacità di controllare gli impulsi);
  • Disturbi delle funzioni corticali superiori: afasia (perdita della capacità di produrre e comprendere il linguaggio), agnosia (incapacità di riconoscere gli stimoli, le persone e gli oggetti) e aprassia (dissociazione tra il desiderio di realizzare un movimento e l’esecuzione motoria);
  • Cambiamenti della personalità: isolamento, apatia, cleptomania, gelosia incontrollata, condotta disinibita, etc.;
  • Di solito non ci sono alterazioni nello stato di coscienza.

 

 

Cause

 

Si dividono in primarie e secondarie:

  • Le primarie: sono quelle la cui causa è cerebrale (Alzheimer, demenza frontale, demenza frontotemporale, etc.);
  • Le secondarie, o pseudodemenze: causate per deficit ormonali (ipotiroidismo), eccesso di ormoni (ipertiroidismo o iperparatiroidismo), disturbi psichiatrici reversibili (depressione), intossicazioni (da metallo, encefalopatia epatica o renale).

Le cause si possono suddividere anche in:

  • Senili e presenili: in base all’età in cui si manifestano i primi sintomi;
  • Corticali e sottocorticali: in base alla zona del cervello danneggiata;
  • Reversibili e non reversibili: se le cause e i danni sono curabili o meno.

 

Fattori di rischio

 

  • L’età è il fattore di rischio più importante;
  • Avere un familiare di primo grado affetto da demenza;
  • L’unico gene chiaramente implicato nel morbo di Alzheimer è l’apoE4. Solo il 10-15% della popolazione europea lo possiede, ma la percentuale sale nei malati di Alzheimer (45-50%);
  • I traumi cranici, l’inattività fisica, il consumo di sostanze stupefacenti, un livello culturale basso e una personalità con bassa capacità di adattamento sono fattori che studi scientifici hanno dimostrato essere implicati nello sviluppo della demenza.

 

Prevenzione

 

  • Consumo basso e moderato di alcol;
  • Dieta mediterranea;
  • Assunzione di antiossidanti (vitamina E e C);
  • Assunzione di acidi grassi insaturi;
  • Praticare esercizio fisico regolarmente;
  • Esercitare la mente.

 

 

Trattamento farmacologico

 

Ad oggi non c’è un trattamento effettivo per la demenza. Per il trattamento farmacologico si utilizzano:

  • Inibitori dell'acetilcolinesterasi: in una fase iniziale della malattia, aumentano la trasmissione colinergica (la trasmissione degli impulsi nervosi) e ritardando la degradazione dell'acetilcolina in colina e acido acetico;
  • Antagonisti non competitivi del recettore per l'N-metil-D-aspartato (NMDA): in una fase avanzata della malattia, proteggono le cellule nervose dagli effetti tossici dovuti alla quantità eccessiva di glutammato (un neurotrasmettitore coinvolto nei processi di apprendimento e memoria). Questo, infatti, se presente in quantità eccessiva, porta ad un’ipereccitazione delle cellule nervose con conseguente morte neurale.

 

Altri farmaci possono essere utilizzati per mitigare i sintomi comportamentali e psicologici della demenza:

  • Benzodiazepine: psicofarmaci usati soprattutto per l’ansia e l’insonnia;
  • SSRI (antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina): si utilizzano in caso si ansia, agitazione o apatia);
  • Farmaci antipsicotici: si utilizzano a basse dosi nel caso di sintomi comportamentali, deliri mentali, illusioni auditive, etc. Comunque, non migliorano la situazione della malattia e non riducono il rischio di mortalità.

 

Trattamento non farmacologico

 

Nel caso della terapia non farmacologica, in primo luogo si usa la psicostimolazione: orientamento alla realtà, stimolazione cognitiva, straniamento cognitivo, terapia di reminiscenza, musicoterapia, esercizio aerobico, stimolazione combinata, terapie per reimparare le BADL (attività basiche della vita quotidiana).

Esistono terapie dedicate a coloro che devono prendersi cura del malato: consulenze mediche, programmi di appoggio, terapie di appoggio familiare, corsi per la gestione dei malati, etc.

È molto importante che il malato venga tenuto sotto stretto controllo medico: bisogna fare una diagnosi accertata, classificare la fase della malattia e elaborare un piano terapeutico multidisciplinare per il paziente e per chi se ne prende cura.

Il piano terapeutico dovrà tenere conto della capacità cognitiva, della dipendenza funzionale, dei disturbi comportamentali e considerare altri elementi, non riguardanti il campo medico: incapacità giuridica, mantenimento della patente di guida, tutela legale, testamento, etc.

 

Con la collaborazione del Dott. Ramón Cristófol Allue

 Redazione di Topdoctors

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Geriatria e Gerontologia


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