Depressione: riconoscerla e combatterla

Autore: Dott. Alessandro Vannucci
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La depressione può essere definita come uno dei grandi mali del secolo, un disturbo dell’umore che infetta la capacità di vivere di una persona. Ne parla il Dott. Alessandro Vannucci, esperto in Psichiatria a FirenzeRoma e Palermo.

Che cos’è la depressione? 

Una persona affetta da depressione mostra e prova spesso forti stati di insoddisfazione, tristezza, apatia e malessere generale. Una persona depressa non vede il futuro o lo vede praticamente “nero”, si sente costantemente male con sé stessa e si percepisce come al “buio”. La depressione è chiamata anche il “male oscuro” ed è una realtà clinica molto importante nel campo psichiatrico e psicologico. Una persona depressa è lontana “dall’accettare la realtà”, non è capace di vivere positivamente nel presente con vitalità e entusiasmo.  

Quali sono i principali tipi di depressione?

La depressione reattiva: è una forma di disturbo dell’umore che colpisce a seguito di un forte trauma, come un lutto, un blocco nella proprio carriera professionale, l’andare in pensione e non avere più dei punti di riferimento, o la fine di una relazione importante. Questo tipo di depressione, che possiamo chiamare “reattiva”, è direttamente collegabile all’evento che ha scatenato il disturbo clinico che la porta ad entrare in una stato in cui non vede più un futuro e a pensare che esiste solo un presente orribile;
La depressione maggiore: è la forma di depressione più grave poiché i dinamismi interiori non sono riconducibili ad un evento o a un fatto interno o esterno: in questo tipo di depressione non c’è una causa a cui attribuirla per poterla spiegare. Nella depressione maggiore possono essere presenti disturbi di tipo psicotico (allucinazioni, deliri ecc.).

È sempre possibile riconoscere la depressione?

A volte la persona è cosciente di essere affetta da depressione, poiché sono diminuite le sue voglie di vivere, le sue prestazioni ecc., mentre altre volte può essere tanto connaturata con la sua personalità, con il suo atteggiamento che la persona non individua il suo disagio come inquadrabile in un disturbo depressivo. Il “depresso” può, con il sostegno di una psicoterapia esperenziale e un sostegno farmacologico, uscire dallo stato negativistico, attivarsi e avere esperienze positive fino a godersi la vita. 

Come uno psicoterapeuta aiuta la persona?

Il depresso può arrivare a sentirsi estremamente triste, con fantasie di occupare soffocato uno spazio buio e freddo. La psicoterapia può essere un concreto aiuto, anche associata a un sostegno farmacologico, come già accennato in precedenza, profondamente utile per far ritrovare alla persona la sua voglia, il suo desiderio di mettersi in gioco, di rinascere, di “buttarsi nuovamente nella mischia”, creando una maggiore fiducia in sé stesso, migliorando l’autostima e arrivando a intravedere una “visione” della sua vita che valga la pena di essere vissuta. 
La psicoterapia offre sostegno, insegna alla persona ad accettare la realtà, a vivere nel presente attraverso la scoperta delle sue risorse. Si cerca di cambiare il punto di vista del paziente, ampliando le alternative che sembrano nascoste ai suoi occhi e scoprendo così altre emozioni oltre a quelle negative. 

Dott. Alessandro Vannucci
Psichiatria

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