Diabete con o senza obesità: profili clinici e approcci terapeutici
Il diabete è una condizione metabolica caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue dovuti a disfunzioni nella secrezione e/o nell’azione dell’insulina. Quando si presenta insieme all’obesità — in particolare con accumulo viscerale — si parla comunemente di diabesità, fenomeno frequente nei Paesi industrializzati. Tuttavia, esistono anche forme di diabete in soggetti magri, a conferma del fatto che l’eccesso ponderale non è sempre una condizione necessaria per lo sviluppo della malattia. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Massimo Cesare Murari, specialista in Endocrinologia presso il MedNow Medical Center di Milano.
Profili distinti: diabete-obeso vs diabete in soggetti magri
Nel soggetto con obesità addominale, il tessuto adiposo viscerale promuove uno stato infiammatorio cronico e produce sostanze che interferiscono con l’azione dell’insulina, favorendo la resistenza insulinica. La progressiva disfunzione delle cellule β del pancreas porta all’innalzamento della glicemia e allo sviluppo del diabete tipo 2.
Nei soggetti magri, invece, il meccanismo principale è la ridotta o assente secrezione di insulina dovuta ad una patologia autoimmune che distrugge la beta cellula. Anche in assenza di obesità, un eccesso di grasso viscerale o epatico può contribuire allo sviluppo della malattia. Questa distinzione è importante, poiché il profilo metabolico, la gravità delle complicanze e la risposta ai trattamenti possono variare sensibilmente.
Diabesity
In relazione al soggetto diabete-obeso è doveroso parlare di “diabesity”,
un neologismo recente della letteratura medica anglosassone che si potrebbe tradurre con "diabesità" in italiano.
Il termine è stato coniato per descrivere l'”epidemia” parallela di obesità e diabete, due condizioni che rischiano di esaurire le risorse economiche delle organizzazioni sanitarie a livello mondiale (Oldridge et al. J. Clin. Epidemiol. 2001)
La grande maggioranza dei pazienti affetti da Diabete Mellito tipo 2 è infatti in sovrappeso se non obesa, cioè con massa corporea superiore a 30. Nella V/VI^ decade di vita l'associazione tra diabete ed obesità aumenta il rischio di morte di circa sette volte!
Nello studio clinico osservazionale "Look ahead" pubblicato sula prestigiosa rivista Diabetes care nel 2007, un calo ponderale del 8,6% riduceva in misura statisticamente significativa i parametri metabolici (lipidemia, glicemia, emoglobina glicata), ma anche la pressione arteriosa; si dimostrava inoltre che il solo calo ponderale riduceva il rischio di morte del 25% per tutte le cause, sia cardiovascolari che neoplastiche.
Obiettivi della gestione metabolica
Indipendentemente dal fenotipo, la gestione del diabete mira a:
- migliorare la sensibilità all’insulina;
- preservare la funzione delle cellule β pancreatiche;
- prevenire le complicanze microvascolari (retinopatia, nefropatia, neuropatia) e macrovascolari;
- personalizzare la terapia farmacologica e l’intervento sullo stile di vita.
Ruolo della dieta e dello stile di vita
La dieta e lo stile di vita rappresentano il cardine del trattamento, sia nei pazienti con obesità che in quelli magri. Un’alimentazione equilibrata, con prevalenza di alimenti a basso indice glicemico, fibre, proteine magre e grassi insaturi, è fondamentale per controllare la glicemia.
Nei soggetti in sovrappeso, anche una perdita modesta di peso (5-10 %) può migliorare la sensibilità insulinica. L’attività fisica regolare, combinando esercizi aerobici e di resistenza, contribuisce a migliorare la risposta dei tessuti all’insulina.
Terapia farmacologica: strategie moderne
Nel diabete tipo 2, con o senza obesità, la terapia farmacologica viene adattata alle caratteristiche del paziente.
La metformina rimane il farmaco di prima scelta, ma possono essere utilizzate altre classi di medicinali come gli inibitori DPP-4, gli SGLT2 e gli agonisti del recettore GLP-1. Questi ultimi, in particolare, si sono dimostrati efficaci sia nel controllo glicemico sia nella riduzione del peso corporeo.
Nei casi più complessi, con obesità severa e diabete resistente, la chirurgia bariatrica può rappresentare un’opzione terapeutica utile, capace di migliorare il metabolismo e ridurre il fabbisogno di farmaci.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE ------> Tumori del colon-retto
Considerazioni pratiche e prospettive
Il solo indice di massa corporea (BMI) non è sufficiente per valutare il rischio metabolico: la distribuzione del grasso corporeo e la sua localizzazione viscerale sono parametri determinanti.
Una gestione efficace richiede una valutazione completa del profilo metabolico, monitoraggio costante e un approccio multidisciplinare che includa educazione alimentare, sostegno psicologico e terapia personalizzata.
Oggi, la ricerca in endocrinologia sta portando a terapie sempre più mirate, in grado di adattarsi al singolo paziente, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e prevenire le complicanze a lungo termine.


