Tumori del colon-retto
I tumori del colon-retto costituiscono la seconda neoplasia più frequente in Italia, dopo il tumore della prostata nell’uomo e quello mammario nella donna. È importante parlarne non solo per la sua elevata incidenza frequenza ma anche per la possibilità di una efficace prevenzione primaria e secondaria che si traducono poi in un aumento della percentuale di guarigione. Ne parliamo con il Dott. Federico Bozzetti, Oncologo a Milano presso il MedNow Medical Center.
Epidemiologia e incidenza in Italia
Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più frequenti in Italia: nel 2024 si stimano circa 48.706 nuove diagnosi (27.473 uomini e 21.233 donne). La sopravvivenza a 5 anni è attestata attorno al 65-66 %. È importante segnalare come negli ultimi anni sia stata osservata una tendenza all’aumento dell’incidenza nei soggetti più giovani (meno di 50 anni) nei Paesi ad alto reddito, mentre diminuisce nei soggetti anziani, fenomeno che solleva questioni su fattori ambientali e metabolici.
Fattori di rischio e meccanismi patogenetici
La maggior parte dei tumori del colon-retto deriva da una progressione: adenoma → displasia → carcinoma. Un processo che può richiedere anche 10 anni.
Sotto il profilo epidemiologico, i fattori di rischio principali sono quelli legati allo stile di vita: obesità, sedentarietà, consumo di alcool o di sigarette, alimentazione scorretta (eccesso di carni rosse o di cibi ultraprocessati, diete povere di verdure e yogurt).
Alcune patologie croniche come le malattie infiammatorie intestinali, o le sindromi ereditarie come la sindrome di Lynch o la poliposi adenomatosa, sono condizioni più rare, ma con un’elevato rischio di comparsa di tumore in età giovanile.
Diagnosi e strategie di screening / sorveglianza
Per il tumore del colon-retto, in Lombardia lo screening proposto dal SSN è rivolto a donne e uomini di età compresa tra 50 e 74 anni. Il test offerto è l’esame del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni. Lo screening viene proposto con una lettera che invita ad andare in farmacia a ritirare il kit per la raccolta delle feci. Una volta ricevuta la lettera, per informazioni contattare la propria farmacia di fiducia.
Se l’esame risultasse positivo la colonscopia è d’obbligo, anche se nella maggior parte dei casi la fonte del sanguinamento non risulta poi essere attribuibile a un tumore. In alternativa lo screening si può fare mediante colonscopia, esame più invasivo e fastidioso che, però, se negativo, può esser ripetuto dopo un intervallo di 10 anni o più.
Cosa fare nei soggetti ultrasettantacinquenni è oggetto di discussione, ma la tendenza attuale (e vi è già qualche evidenza in proposito) è di continuare lo screening solo nelle persone in buon stato di salute nelle quali, perciò, una diagnosi precoce potrebbe portare ad un reale beneficio.
L’introduzione dello screening ha contribuito in modo significativo alla riduzione dell’incidenza e della mortalità per carcinoma colorettale. Tuttavia, l’adesione ai programmi non è uniforme su tutto il territorio nazionale, decisamente migliore al Nord rispetto al Sud e alle Isole.
Trattamento e percorso terapeutico
Il percorso terapeutico del carcinoma del colon-retto è spesso polidisciplinare (chirurgia, chemioterapia, radioterapia, terapie di precisione, immunoterapia) in base allo stadio e ai profili molecolari.
Prevenzione e prospettive
Vi sono ormai in Italia diverse migliaia di persone “guarite” da tumore ed in particolare anche da tumore del colon-retto (cd survivors).
È importante esser consapevoli che questi soggetti sono oggi considerati “fragili”, sia per le condizioni di base che li hanno portati a sviluppare un cancro che per le potenziali sequele tardive dei trattamenti che sono stati effettuati. Per queste persone, più che per altre, è importante mantenere uno stile di vita “sano”. Vi sono studi recenti che dimostrano che un'attività fisica costante (secondo le indicazioni della OMS) o, in certi casi, l'assunzione di aspirina (100 mg die) conferiscono un reale beneficio; non solo generale, ma anche a riguardo di una potenziale ripresa di malattia a distanza di tempo dalle cure effettuate.


