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Tumore della prostata: radioterapia di precisione in 5 sedute. Trattamento più breve ma efficace e ben tollerato

Intervista al Prof. Filippo Alongi, Direttore del Dipartimento di Radio-Oncologia e Radioterapia Avanzata dell’IRCCS Ospedale sacro cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella (Verona)

Oggi, in pazienti selezionati con tumore della prostata localizzato, la radioterapia può essere effettuata con intento radicale in sole 5 sedute, invece dei tradizionali trattamenti che richiedevano diverse settimane. 


Questa modalità viene chiamata radioterapia stereotassica (SBRT) o radioterapia ultra-ipofrazionata. Ogni seduta utilizza una dose di radiazioni più elevata, somministrata con grande precisione sulla prostata, limitando il più possibile l'esposizione di vescica, retto e altri tessuti sani. 


Non si tratta semplicemente di "fare la stessa radioterapia in meno giorni": è un trattamento che richiede tecnologie avanzate, controllo accurato della posizione della prostata e una pianificazione estremamente precisa. 

Perché scegliere 5 sedute? 

Il vantaggio più evidente è la durata del trattamento. Un percorso che tradizionalmente poteva richiedere diverse settimane può essere completato in circa 1-2 settimane, generalmente effettuando le sedute a giorni alterni o con una pausa centrale a cavallo di due settimane. 


Questo significa: 

  • solo 5 accessi in ospedale; 
  • minore interferenza con lavoro, famiglia e attività quotidiane; 
  • maggiore comodità per chi vive lontano dal centro di radioterapia; 
  • trattamento completato in tempi molto più brevi. 


Ma la riduzione del numero di sedute non deve avvenire a discapito dell'efficacia. 

Cinque sedute sono efficaci come i trattamenti più lunghi? 

Le evidenze scientifiche accumulate negli ultimi anni indicano che, nei pazienti correttamente selezionati, la radioterapia stereotassica può ottenere un controllo del tumore comparabile a quello dei trattamenti più prolungati. 

Il tumore della prostata presenta infatti caratteristiche biologiche che lo rendono particolarmente adatto all'impiego di dosi più elevate per singola seduta. 


Grandi studi clinici randomizzati e le principali linee guida internazionali hanno ormai inserito l'ultra-ipofrazionamento tra le possibili strategie di trattamento radicale del carcinoma prostatico localizzato. 

Cinque sedute, quindi, non significano una cura "ridotta": significa concentrare il trattamento mantenendo l'obiettivo della guarigione. 

Come viene eseguito il trattamento? 

Prima di iniziare viene effettuata una pianificazione personalizzata, basata sulle caratteristiche anatomiche del singolo paziente e sulle immagini diagnostiche disponibili, in particolare la risonanza magnetica. 

Durante ogni seduta è fondamentale verificare con grande precisione la posizione della prostata. 


Le moderne apparecchiature di radioterapia guidata dalle immagini (IGRT) e, nei centri che ne dispongono come l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, la radioterapia guidata dalla risonanza magnetica (MR-guided radiotherapy) consentono di visualizzare con elevata accuratezza la prostata e gli organi circostanti. 


Con queste specifiche tecnologie è inoltre possibile adattare il trattamento all'anatomia del paziente direttamente il giorno della seduta, aumentando ulteriormente il livello di personalizzazione. Questo è lo standard per i pazienti trattati nel mio dipartimento di Radio-Oncologia e Radioterapia Avanzata. 

Immagine di un trattamento di radioterapia di precisione, sotto guida di RM, presso il centro del Prof. Alongi a Negrar di Valpolicella (Verona)

Come viene tollerata? 

Nella maggior parte dei pazienti la radioterapia in 5 sedute è ben tollerata e permette di continuare una vita sostanzialmente normale durante il trattamento. 


Nei giorni o nelle settimane successive possono comparire disturbi generalmente temporanei, come: 

  • aumento della frequenza urinaria; 
  • maggiore urgenza a urinare; 
  • lieve bruciore urinario; 
  • riduzione della forza del getto; 
  • più raramente, aumento della frequenza delle evacuazioni o modesti disturbi intestinali. 


Questi sintomi, quando presenti, sono nella maggior parte dei casi gestibili con una semplice terapia medica e tendono progressivamente a ridursi. 


Gli studi hanno dimostrato complessivamente una buona tollerabilità della radioterapia ultra-ipofrazionata, senza un aumento significativo delle complicanze a lungo termine rispetto ai trattamenti convenzionali quando viene utilizzata nei pazienti appropriati e con moderne tecniche di radioterapia.


Anche l’esperienza nel mio centro si allinea a questi dato confermando anche nella nostra ampia casistica di più di 1000 pazienti trattati con questa tecnica, di essere efficace e ben tollerata 

Chi è il candidato ideale? 

Non tutti i tumori della prostata e non tutti i pazienti sono necessariamente candidati allo stesso trattamento.

Il radio-oncologo si occupa di valutare se il paziente ha le caratteristiche cliniche per potersi sottoporre al trattamento e allo schema specifico, in termini di dose e numero di sedute. 


La radioterapia in 5 sedute è particolarmente interessante nei pazienti con: 

✓ tumore localizzato alla prostata; 

✓ malattia a rischio basso o intermedio opportunamente selezionata; 

✓ buona funzionalità urinaria prima del trattamento; 

✓ assenza di importanti problemi ostruttivi urinari; 

✓ caratteristiche anatomiche che consentano di rispettare adeguatamente vescica, retto e uretra. 


Le linee guida europee considerano, ad esempio, la SBRT in 5 sedute una possibile opzione nei pazienti con carcinoma prostatico a rischio intermedio favorevole e buona funzione urinaria. 


Nei tumori a rischio intermedio sfavorevole o ad alto rischio, invece, la strategia deve essere maggiormente personalizzata. Può essere necessario associare una terapia ormonale e, in alcuni casi, considerare l'irradiazione dei linfonodi pelvici. In queste situazioni il trattamento in 5 sedute della sola prostata non rappresenta automaticamente la scelta migliore. 

La tecnologia è importante, ma ancora più importante è la selezione 

La possibilità di effettuare una radioterapia così concentrata richiede precisione. 


Tecniche come SBRT, IGRT e radioterapia guidata dalla risonanza magnetica permettono oggi di conoscere con estrema accuratezza la posizione della prostata durante il trattamento e di proteggere maggiormente gli organi sani circostanti. 


Tuttavia, la tecnologia da sola non basta. 

Il miglior risultato nasce dall'incontro tra corretta selezione del paziente, esperienza dell'équipe e tecnologia adeguata. 

In sintesi 

Per molti pazienti con tumore della prostata localizzato, la radioterapia radicale in 5 sedute rappresenta oggi una possibilità concreta. 

Può offrire: 

  • 5 sedute invece di diverse settimane di trattamento 
  • Elevata precisione 
  • Efficacia oncologica documentata nei pazienti appropriati 
  • Buona tollerabilità 
  • Rapido ritorno alla normale vita quotidiana 


La scelta deve comunque essere effettuata dopo una valutazione specialistica del Radio-Oncologo, considerando PSA, biopsia, risonanza magnetica, eventuale PET, caratteristiche del tumore, sintomi urinari, anatomia e condizioni generali del paziente. 

L'obiettivo non è semplicemente effettuare una radioterapia più breve, ma scegliere il trattamento più efficace, preciso e appropriato per ogni singolo paziente.

Per approfondimenti clinici e consulenze personalizzate 🩺 Prof. Filippo Alongi